Selaginella
Selaginellaceae
Generalità:
genere che comprende moltissime specie di piante erbacee
appartenenti alla famiglia delle felci, originarie dell'Asia,
dell'Africa, dell'Australia e del continente americano.
Hanno sottili fusti carnosi, di dimensioni variabili,
ma generalmente contenute, completamente ricoperti da
foglioline a forma di scaglie, cerose e spesse. S.
kraussiana è rampicante, di dimensioni
molto ridotte, verde brillante, simile ad un cuscino
di muschio; S. martensii
è alta 20-30 cm, i fusti spessi sono molto ramificati,
disposti a ventaglio, carnosi, di colore verde o verge-giallastro;
S. lepidophylla è
originaria di luoghi desertici, simile alla precedente,
ha la particolarità di andare in dormienza in
carenza d'acqua, diventando quasi secca, non appena
viene in contatto con acqua fresca assume colore verde
brillante e ricomincia a vegetare; S.
uncinata ha foglioline blu-verdi. Molto utilizzate
in contenitori appesi o in larghi vasi.
Esposizione:
porre in posizione luminosa, ma non esposta ai raggi
diretti del sole; queste piantine vanno coltivate a
temperature non inferiori ai 5°C, quindi in inverno
vanno tenute in casa, o in serra temperata.
Annaffiature:
le selaginelle necessitano di annaffiature regolari
e abbondanti, in modo che il terreno sia costantemente
umido, ma non in presenza di acqua stagnante, per tutto
l'arco dell'anno; da marzo a ottobre è bene fornire
del concime per piante verdi, mescolato all'acqua delle
annaffiature.
Terreno:
utilizzare un composto soffice, ben drenato e ricco
di materiale organico; preparare una composta ideale
mescolando torba, terriccio di foglie, terriccio universale
ed un piccola parte di sabbia e di pezzetti di corteccia.
Moltiplicazione:
per tutto l'anno è possibile dividere i cespi,
rinvasando singolarmente le porzioni prodotte; in primavera
si possono prelevare talee, asportando i germogli basali,
le talee di selaginella radicano molto facilmente, anche
agli internodi.
Parassiti
e malattie:
le piante soffrono in particolare per gli squilibri
idrici, sia per quelli causati dal terreno inzuppato
di acqua stagnante, sia per quelli causati dalla siccità.