Crassula bonsai

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La Crassula bonsai

Le crassulacee sono piante succulente, originarie dell’Africa, che producono fogliame a forma di spatola, leggermente carnoso, e fusti spessi, che anche se ancora erbacei, assumono una colorazione bruna, ad imitare il fusto delle piante legnose; esistono diverse specie e varietà, alcune delle quali vengono coltivate come bonsai, in quanto la coltivazione in vaso tende naturalmente a miniaturizzare fogliame e fusti, rendendo le crassule un’ottima scelta per un bonsai, adatto anche per i principianti. In natura queste piante succulente si sviluppano talvolta a formare dei veri e propri piccoli alberi, dotati di un fusto spesso, e di una chioma ben ramificata. In vaso si tende a costituire un piccolo bonsai che abbia tali caratteristiche, incoraggiando la ramificazione soltanto nella parte alta del fusto, in modo da formare un bonsai a scopa rovesciata, con una chioma tondeggiante, che si allarga sul corto fusto carnoso.

Il colore bruno della cuticola esterna dei fusti, e le foglie che tendono naturalmente a svilupparsi di dimensioni minute, rendono le crassule dei bonsai molto eleganti, anche quando le piante sono ancora abbastanza giovani. Se si trovano in una zona con clima propizio, le crassule a fine inverno tendono a produrre, all’apice dei rami, piccoli fiori a stella, di colore candido, che rendono ancora più eleganti queste piante coltivate come bonsai.

Crassula bonsai

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Coltivare una crassula bonsai

Crassula bonsaiAnche se coltivate come bonsai, le crassule restano pur sempre delle piante succulente, quindi ben resistenti alla siccità, e poco amanti dell’alta umidità nel terreno; si coltivano prevalentemente in casa, anche se una temperatura costantemente alta rende assai improbabile la fioritura. Per uno sviluppo corretto scegliamo una posizione ben luminosa, dove le piante possano godere anche di qualche ora di luce solare diretta, altrimenti rischiamo di avere un fogliame di colore chiaro, poco attraente. Le annaffiature si forniscono solo quando il terreno è ben asciutto, anche se il vaso per bonsai tende a contenere piccolissime quantità di substrato; per evitare che le scarse annaffiature ed il poco terriccio siano causa comunque di una perenne siccità per le radici della pianta, è consigliabile annaffiare sempre questi bonsai per immersion: prendiamo una bacinella, inseriamoci il vaso, e riempiamo di acqua fino al bordo esterno del vaso; quando il substrato risulterà umido anche i superficie, leviamo la pianta dalla bacinella, lasciamola scolare e riposizioniamola al suo posto. Tale operazione andrà effettuata solo sporadicamente in inverno, ma anche ogni 2-3 giorni in piena estate, soprattutto se il nostro bonsai soggiorna sul terrazzo.

In primavera, quando le minime notturne sono superiori ai 12-15°C, possiamo spostare la pianta all’aperto, in una zona semi-ombreggiata, dove possa godere di una buona ventilazione, e di almeno alcune ore di luce solare diretta, nelle ore più fresche del mattino.

Queste piante si rinvasano ogni anno, soprattutto quando sono molto giovani, utilizzando una piccola quantità di akadama, mista a torba e sabbia, o pietra pomice o lapillo, a formare un substrato molto poroso e molto ben drenato, che lasci rapidamente scolare l’acqua. Da marzo a settembre si fornisce un fertilizzante specifico per piante succulente, ricco in potassio e povero di azoto, ogni 20-25 giorni.

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Cure particolari

Crassula bonsaiSe desideriamo veder fiorire la nostra crassula bonsai, dovremo evitare di tenerla in appartamento, in quanto la maggior parte delle piante succulente tende a fiorire solo quando ha correttamente trascorso alcuni mesi in un clima invernale, ovvero con poche ore di luce al giorno, e con temperature inferiori ai 10°C. Per fare questo possiamo coltivare la nostra crassula in serra fredda, o in un vano scale non riscaldato; se viviamo in una zona con clima invernale mite, possiamo tenere la pianta costantemente in giardino, o sul terrazzo, spostandola però in una zona riparata dal vento durante i mesi invernali; oltre a questo, è fondamentale che queste pinte non ricevano alcuna annaffiatura invernale, fino a che subiscono temperature inferiori ai 5-8°C; pena l’insorgere di marciumi, sia sulle foglie, sia sulle radici, che possono portare la pianta alla morte. Quindi risulta importante trovare una posizione in cui la pianta non riceva neppure l’acqua delle piogge.

Le crassule non amano venire formate utilizzando il filo metallico, questo perché i fusti succulenti tendono ad ingrossarsi molto, e molto più rapidamente rispetto ad un fusto semi lignificato; quindi anche poche settimane di apposizione del filo metallico, seppur corredato da un cuscinetto di raffia a contatto con il ramo, può causare profondi segni indelebili sulla cuticola esterna dei rami, visto che le crassule non possiedono una vera e propria corteccia. In genere quindi si interviene soltanto con la potatura per formare la chioma a nostro piacimento; oltre a questo, periodicamente si procede pinzando con le dita i nuovi germogli, in modo da favorire lo sviluppo di una vegetazione più compatta e densa.


Le specie di crassula bonsai

Sono molte le specie di crassula, o di altre crassulacee, che vengono utilizzate per essere allevate a bonsai; in genere si predilige la crassula arborescens, con foglie verde chiaro e fusti scuri, che tendono spesso a formare anche più fusti vicini, per un bellissimo effetto a tronco multiplo o a falso boschetto. Molto utilizzati anche esemplari di crassula ovata, con bellissime foglie appiattite, e anche di crassula argentee, che, come dice il nome, assume una colorazione quasi argentata. Diffusi anche i bonsai di crassula portulacea, soprattutto nella varietà ,hobbit, dalle foglie di forma particolare, che rendono il bonsai decisamente esotico. Si utilizzano però anche alcune varietà di portulacaria, che offrono il vantaggio di presentare dei fusti molto scuri, quasi neri, con un forte contrasto con il fogliame chiaro, molto minuto e spesso anche variegato; le portulacarie però spesso producono fusti eretti, e poco ramificati, che vanno accuratamente potati, per ottenere l’aspetto di un piccolo albero.



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