bistorta

La Bistorta

Quella che in gergo viene definita Bistorta, ha un nome botanico che corrisponde a Polygonum bistorta ed è una pianta erbacea perenne, non più alta di 50 centimetri. Appartiene alla famiglia delle Polygonaceae e produce dei fiori dal caldo colore rosa, molto delicati e graziosi. La pianta ha un fusto sotterraneo ossia il rizoma che ogni anno si rinnova con nuove radici. La caratteristica dei fiori è che crescono a spiga e le foglie della pianta sono cuoriformi. La pianta si trova nelle zone montane dove predilige terreni umidi ed erbosi ma la si può trovare anche nei terreni paludosi specialmente nell’Europa meridionale in Asia e nell’America del nord.

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Principi attivi e proprietà della Bistorta

All’interno della bistorta, ci sono elementi importantissimi tra cui il tannino ma anche l’acido gallico, sali minerali, gomma, amido e mucillagine. Il tannino di questa pianta però, è differente da quello che si trova in altri vegetali perché è formato da due elementi basilari e cioè uno che si trova solo nella pianta di Tormentilla ed un altro che si trova nella pianta di Ratania. La pianta ha numerosissime virtù e viene utilizzata per curare molteplici malattie. Vanta proprietà antinfiammatorie, antiermetiche, antisecretive, antipiretiche, astringenti e toniche. L’uso della bistorta, viene caldamente consigliato a quelle donne che sono soggette ad aborti spontanei perché la pianta ha delle proprietà terapeutiche capaci di fermare le emorragie uterine e salda le ferite interne. Inoltre è utilizzata per l’incontinenza urinaria. Da innumerevoli anni la bistorta viene utilizzata anche per curare le epistassi nei bambini che spesso perdono sangue dal naso ma è anche un ottimo antipiretico specialmente per quelle febbri alte che non tendono ad abbassarsi o quelle febbriciattole intermittenti. La pianta associata ad altre radici, calma il vomito e cura la dissenteria, la leucorrea e il mal di denti. Aiuta la spermatorrea negli uomini giovani, calma i dolori dovuti alle ragadi anali e lenisce il mal di gola. E’ di notevole utilità, anche per la cura del diabete perché sembra favorisca l’eliminazione degli zuccheri nel sangue.


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Come si utilizza la bistorta

La cottura delle radici della pianta, diminuisce moltissimo i suoi effetti benefici ed allora si deve inghiottire direttamente la polvere del rizoma, in apposite capsule. Gli infusi preparati con la bistorta, non sono realizzati nella maniera tradizionale ma per ottenere un infuso a regola d’arte, le radici devono stare a contatto con l’acqua tiepida, per alcune ore affinchè apportino i benefici necessari alla cura di una determinata patologia. Le foglie della pianta invece, devono essere usate solo cotte. La pianta ha un potere astringente molto elevato e allora viene usata per quelle emorragie causate da tisi, emorroidi e ferite corporee in genere. L’azione astringente in simbiosi con quella antinfiammatoria, viene usata oggi, nei disturbi intestinali come la diarrea e nelle piccole emorragie del cavo orale per esempio dopo l’estrazione di un dente. La polvere di bistorta deve essere usata nella quantità di un grammo da assumere tre volte al giorno mentre per preparare un infuso, occorrono 3 grammi di polvere, mescolata a 100 grammi di acqua bollita ed intiepidita tenendo presente che non si possono bere più di tre tazze al giorno di tisana. Per quanto riguarda l’uso esterno invece, sono utilissimi gli impacchi di infuso preparato con il rizoma, su emorroidi, ragadi anali e anche per effettuare gargarismi per curare infezioni gengivali. In quest’ultimo caso, conviene preparare un infuso con 6 grammi di bistorta in 100 grammi di acqua tiepida. Con tale soluzione, vanno effettuati sciacqui e gargarismi. Se duole un molare, la soluzione migliore è quella di preparare delle compresse di garza sterile imbevute di infuso e applicarle sulla parte dolente. I bagni astringenti e lenitivi, sono usati moltissimo da chi soffre di stress o di vari dolori corporei. Si introduce della polvere di rizoma in un sacchettino di tela e si lascia nella vasca preparata con dell’acqua tiepida. Ci si immerge nella vasca e si rimane a bagno per almeno 20 minuti. Gli effetti benefici, sono assicurati. Se si hanno i capelli grassi ed untuosi, sarebbe bene frizionare il cuoio capelluto con parte dell’infuso preparato con il rizoma della bistorta. Il grasso viene eliminato ed i bulbi piliferi ostruiti dal sebo in eccesso , vengono liberati specialmente se la frizione del cuoio capelluto, avviene in maniera costante.


Come realizzare in maniera casalinga i preparati con la bistorta

bistorta Quando si ha mal di gola, è utilissimo un decotto di bistorta che si prepara facendo bollire 6 grammi di radici in 100 grammi di acqua per dieci minuti. Il decotto si beve tiepido, dopo averlo opportunamente filtrato e dolcificato possibilmente con del miele grezzo.

La tintura madre di bistorta, è reperibile in erboristeria ma possiamo cimentarci a prepararla con un metodo casalingo usando però molta accortezza. La tintura si ottiene mediante l’estrazione delle proprietà medicinali delle radici o delle foglie di una pianta, attraverso la macerazione nell’alcool denaturato. La macerazione viene posta in un solvente per facilitare e velocizzare tutta l’operazione. In questo caso si tratta di un solvente che è una soluzione idroalcolica formata da acqua distillata e alcool etilico di una gradazione che oscilla tra i 25 ed i 65 gradi. Le radici devono essere secche e triturate finemente. Il vostro erborista di fiducia, vi detterà la dose esatta per realizzare la tintura. La tintura va usata nella quantità di 10 gocce da mettere sulle ferite per farle rimarginare in fretta.




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