Generalità
Le fragole sono frutti prodotti da piccole piante erbacee perenni, diffuse in gran parte del globo; in Europa alcune specie sono presenti in natura nel sottobosco, ed in genere producono frutti molto piccoli ed aromatici, come la specie Fragaria vesca, la tipica fragolina di bosco, presente anche in Italia. Nell'orto si coltivano per lo più varietà ibride, derivate dall'incrocio di una specie Americana, fragaria ananassa, con altre specie. Esistono numerose varietà, ed ogni anno se ne creano di nuovo, ibride o cultivar, selezionando le piante che producono frutti più dolci e profumati, con più fruttificazioni all'anno o anche con fiori dal colore particolare.
Le specie botaniche sono a foglie caduche, e disseccano completamente con l'arrivo del gelo, per rispuntare la primavera successiva. In aprile-maggio producono piccoli fiori bianchi, a stella, a cui seguono le tipiche infruttescenze, che vengono dette fragole; si tratta di un sottile fusto carnoso, di colore bianco o rosato, che sostiene numerosi acheni rigidi, i tipici semini.
La fruttificazione in genere perdura per tutta la primavera, e si ferma all'arrivo del caldo estivo.
Le cultivar da orto e gli ibridi racchiudono in genere alcune caratteristiche particolarmente interessanti; sicuramente la dote principale consiste nella pezzatura dei frutti, che è decisamente maggiore rispetto a quella delle fragole di bosco, anche se queste ultime mantengono il primato nel profumo e nella dolcezza della polpa.
Alcune cultivar producono i frutti all'inizio della primavera e continuano fino a luglio; altre producono ulteriori fioriture in settembre, quando il clima torna ad essere mite.
Tra le piante di fragola ne esistono anche di ibride a fiore rosa o rosso, molto decorative anche in un'aiola.
Coltivazione delle fragole
La coltivazione di queste perenni non è difficile, e nelle giuste condizioni tendono a divenire infestanti; infatti le fragole sono perenni stolonifere: dal colletto delle piante a dimora da tempo si dipartono dei sottili fusti striscianti, gli stoloni, che si allontanano leggermente dalla pianta madre per radicare e produrre nuove piante. Nell'arco di pochi anni alcune piccole piante di fragola possono riempire tutto il posto che hanno a disposizione, sovraffollando l'appezzamento.
Per questo motivo si tende spesso a trapiantare periodicamente, sia le piante "vecchie" sia le nuove, diradandole, in modo da permettere ad ogni pianta di godere di una certa quantità di terreno aperto.
Prediligono posizioni luminose, possibilmente al riparo dalla luce solare diretta nelle ore più calde del giorno, in modo che il terreno rimanga abbastanza fresco,e non completamente asciutto. Le piante possono sopportare egregiamente la siccità, ma in genere tendono, in condizioni di carenza d'acqua, a non fiorire o addirittura perdere parte del fogliame.
Se quindi desideriamo fragole succose è bene che ci prepariamo ad annaffiare le piantine con regolarità, soprattutto se il clima non ci aiuta.
Posizioniamo le piante in un buon terreno ricco di materia organica, non particolarmente calcareo, e in ogni caso fresco e profondo, abbastanza ben drenato.
Quando il clima diviene caldo, possiamo smettere di annaffiare le piante, che smetteranno di fiorire, ed entreranno in un periodo di semi riposo vegetativo; se la siccità è intensa ricominciamo ad annaffiare le piante verso l'autunno. Nelle zone con clima primaverile molto caldo le annaffiature dovranno essere particolarmente regolari ed abbondanti.
Le fragole nell'ombra
L'appezzamento delle fragole dell'orto deve essere delle giuste dimensioni, in modo che si possano porre a dimora le piantine con almeno 20-25 cm di spazio le une dalle altre.
Se teniamo le nostre fragole spaziate abbiamo la possibilità di controllare eventuali infestanti che possono svilupparsi tra di loro, "rubando" acqua e nutrimento.
Spesso le fragole vengono poste a dimora sul telo pacciamante; si prepara il terreno, lo si lavora a fondo, lo si copre con del telo pacciamante e quindi si praticano dei fori nel telo, dove si pongono a dimora le piccole piante; questo tipo di coltivazione permette di controllare frequentemente i frutti, che si svilupperanno lontano dal terreno, e quindi difficilmente potranno andare in contro a marcescenza o altrettanto difficilmente potranno venire rovinati da muffe o piccoli insetti.
Questo tipo di coltivazione necessita di essere riposta in opera almeno ogni 2-3 anni, perchè le piantine tendono ad allargarsi, a produrre stoloni più lunghi se non trovano terreno dove radicare a causa del telo pacciamante; chiaro che, questo tipo di allestimento, rende molto rapido e pratico lo sfoltimento delle piante, e ci aiuta a mantenere l'aiola completamente pulita dalle infestanti.
Essendo le fragole piante tappezzanti, possiamo invece decidere di coltivarle direttamente nell'aiola, senza telo pacciamante, nel corso del tempo tenderanno a produrre un tappeto di foglie.
Se abbiamo deciso di porre a dimora delle fragoline di bosco, il tappeto naturale da esse creato ci garantirà la giusta umidità e la giusta ombreggiatura per far sviluppare al meglio piante e frutti.
Se invece abbiamo posto a dimora dei grossi fragoloni, con il tempo il sovraffollamento dell'aiola porterà a frutti di dimensioni sempre minori e di minore qualità, costringendoci all'estirpazione periodica delle piante in eccesso.
Al sole e all'ombra
Le fragole in natura sono frutti del sottobosco; le piccole fragole profumate si sviluppano all'ombra degli alti alberi, dove il terreno, ricco di materiale decomposto, è sempre umido e fresco.
Se decidiamo di porre a dimora queste fragoline, scegliamo un appezzamento all'ombra, non eccessivamente buio, ma lontano dai raggi diretti del caldo sole.
Se invece decidiamo di coltivare le grosse fragole ibride, la quantità di luce a cui esporle dipende dalla specie e dalla varietà: esistono cultivar che amano il sole pieno, anche in estate, mentre altre che necessitano di mezz'ombra. In generale le fragole da orto tendono a gradire il sole molto più delle fragoline di bosco.
commenti
Invia articolo ad un amico