Pesco - Prunus persica

Generalità

Le pesche appartengono alla grande famiglia dei prunus, così come albicocche, ciliegie, prugne; il nome botanico è prunus persica, nonostante la pianta sia originaria della Cina e dell'Asia centrale, probabilmente perchè furono i persiani a portarne in Europa la coltivazione. Si tratta di alberi di dimensioni medio piccole, adatti anche a piccoli giardini; le piante innestate producono frutti in buona quantità nell'arco di 3-5 anni. Il prunus persica è una pianta a foglie caduche, a inizio primavera, prima di produrre le foglie, produce piccoli fiori a stella, di colore rosa, molto decorativi; quando i fiori cominciano ad appassire la pianta produce lunghe foglie ovali, lanceolate, strette ed allungate, con pagina fogliare abbastanza ruvida e margine seghettato, di colore verde vivo. Il pesco è una pianta autoimpollinante, quindi anche se abbiamo un solo prunus persica in giardino possiamo sperare in una buona fruttificazione. Spessissimo accade che anche piccole piante tendano a produrre tantissimi frutti, per permettere alla pianta di portarne a maturazione una buona quantità e per ottenere frutti di buone dimensioni è consigliabile asportarne un certo numero, in modo da lasciarne soltanto alcune.

I frutti sono di forma tondeggiante, con buccia liscia o ricoperta da una sottile peluria, a seconda della varietà; esistono moltissime varietà di pesca, a frutto schiacciato, con frutti a pasta bianca o gialla, con frutti dal sapore vario. Possiamo ottenere un albero di pesche anche a partire dal seme, ma trattandosi di ibridi e cultivar è difficile prevedere che pesche otterremo da un albero così coltivato, spessissimo i peschi ottenuti da seme producono frutti dal sapore amaro, o con polpa non succosa. Tutti i peschi da frutto sono quindi piante innestate, in questo modo possiamo descrivere al vivaista che tipo di frutti vorremo ottenere e ci saprà suggerire la varietà migliore per le nostre esigenze.

pesca


Coltivazione del pesco

pesche Si tratta di un albero da frutto coltivato da secoli in tutto il mondo, dove si è adattato nelle zone a clima temperato. Predilige posizioni ben luminose e soleggiate, con un buon terreno molto ben drenato; è una pianta completamente rustica, visto che in inverno è in riposo vegetativo e può così sopportare temperature anche molto rigide.

A fine inverno è consigliabile concimare il terreno attorno al pesco, con concime a lenta cessione o con stallatico ben maturo; ulteriori concimazioni possono venire effettuate durante la maturazione dei frutti, per migliorarne le dimensioni ed il gusto.

Fondamentale per il pesco risulta la disponibilità di acqua, sono piante che mal sopportano la siccità, ed è quindi necessario annaffiarle durante i mesi più caldi, soprattutto quando i frutti cominciano a gonfiarsi; una scarsa annaffiatura durante la maturazione dei frutti porta a un prodotto eccessivamente sodo e compatto.

Le pesche maturano a partire da luglio fino a settembre, a seconda della varietà, è quindi importante prepararsi ad annaffiarle durante le settimane più calde ed afose dell'anno.

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Avversità

fiori di pesco Tra le piante da frutto i peschi sono quelli che necessitano di più cure colturali poichè vengono attaccati da molti parassiti fungini ed animali.

Sicuramente il parassita che più preoccupa nel frutteto è la bolla del pesco, fungo che si manifesta in primavera, quando a giornate calde e asciutte si susseguono notti fresche e periodi di precipitazioni abbondanti.

Il pesco viene aggredito anche da alcuni tipi di virosi e batteriosi, da afidi, cocciniglie, ragnetti rossi.

Generalmente si evitano danni gravi con trattamenti a base di zolfo o rame già a partire dalla fine dell'inverno, per scongiurare lo svilupparsi di malattie fungine. Per quanto riguarda i parassiti animali invece si attende che la pianta venga attaccata per trattarla.

Ricordiamo che è consigliabile evitare di trattare le piante durante la fioritura, per evitare di allontanare o abbattere anche i molti insetti utili che frequentano i fiori; i frutti generalmente sono commestibili dopo almeno 15 giorni dall'ultimo trattamento effettuato, quindi evitiamo trattamenti quando le nostre pesche sono quasi giunte a maturazione.


Pesco - Prunus persica: Pesche in erboristeria

frutti pesche Come avviene per altri frutti, le pesche contengono vitamine e sali minerali facilmente disponibili per l'organismo, per questo motivo, e per il sapore dolce ed aromatico, vengono consumate in tutto il mondo, crude o sotto forma di composte, marmellate, in macedonie.

Le pesche e le albicocche trovano utilizzo anche in cosmetica ed in erboristeria, dove i gusci dei loro noccioli vengono triturati ed utilizzati per preparare prodotti esfolianti dalla grande efficacia.


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Evitare di annaffiare troppo spesso, generalmente le annaffiature possono essere anche sporadiche, ogni 10-15 giorni.


Tenere asciutto
concimazione
Prepariamo le nostre piante all'arrivo dell'inverno; possiamo praticare una concimazione a base di concime organico, da interrare nei pressi della pianta, in questa maniera miglioreremo l'impasto del terreno stesso e forniremo alla pianta una fonte a lunga durata di azoto.


Esigenze della piante a settembre in un clima alpino.

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