Pisello odoroso - Lathyrus odoratus

Descrizione, genere e specie

A seconda degli autori il genere può contare dalle 100 alle 200 specie. È originario dell’Europa boreale, in particolare delle aree con clima temperato-fresco. In Italia si possono trovare come spontanee una ventina di specie, ognuna specifica di un particolare ambiente (marino, collinare o montano). Ha però esigenze sempre simili: luoghi freschi e con substrati umidi e possibilmente al riparo di latifoglie.

Il lathyrus odoratus è originario della Sicilia dove cresce spontaneamente in presenza di suoli argillosi. È una pianta villosa, che si allarga parallelamente al terreno o si arrampica su arbusti o cespugli. Le foglie sono ovali. I fiori possono raggiungere i 2,5 cm di lunghezza (ma le cultivar li possono avere molto più grandi), di solito di color rosa acceso o rosso.

Le varietà ottenute dagli ibridatori hanno una gamma di colori molto più ampia e alcuni hanno il vantaggio di essere rifiorenti. Ciò significa che possono donare bellezza al giardino per un periodo prolungato (anche per tre mesi). Ciò non toglie che per ammirarne le corolle da aprile a ottobre dovremo cominciare la semina molto presto e proseguire con una certa regolarità per rinnovare spesso le piante.

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Pisello odoroso

Pisello odoroso Pianta erbacea annuale rampicante, appartenente alla famiglia dei piselli, originaria dell'Europa meridionale. Ha fusti rampicanti, eretti, che raggiungono i 150-180 cm di altezza, anche se esistono cultivar a vegetazione compatta; le foglie sono pinnate, composte da due foglioline, di colore verde chiaro; in primavera e in estate produce numerosi fiori a forma di farfalla, riuniti in grappoli, prevalentemente nelle tonalità del rosa, ma anche bianchi, rossi, viola e gialli; delicatamente profumati. Per prolungare la fioritura staccare i fiori appassiti.

Il suo fiore è inconsistente e vaporoso come un tulle e il suo profumo è inconfondibile e intenso. Questo rampicante annuale è molto amato nei paesi anglosassoni, ma in Italia viene coltivato raramente, forse perché richiede qualche attenzione in più rispetto ad altre piante. Se ci impegniamo tuttavia vedremo che è in grado di darci vere soddisfazioni sia in giardino sia come elegantissimo fiore da taglio.

Famiglia e genere  Papilionaceae, gen. Lathyrus, più di 100 specie
Tipo di pianta Annuale, rampicante erbacea
Esposizione Mezz’ombra
Rustico Non rustica
Terreno Ricco, ben lavorato e fresco
Colori Bianco, azzurro, lilla, rosa, giallo pallido, arancio
Irrigazione Regolare
Fioritura Se riseminato da aprile a ottobre
Concimazione Frequente

  • pisello odoroso Abito a Fiumicino (Roma) vorrei sapere dove posso trovare delle piante di pisello odoroso (non conosco il nome scientifico). Poichè ho un piccolo giardino orientato a nord-ovest, dove sarebbe meglio...

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Storia Pisello odoroso

Questa pianta è originaria dell’Italia e in particolare della Sicilia, ma non è mai stato tenuto molto in considerazione. Arrivò nel XVIII secolo in Inghilterra dove venne subito notato per la sua eleganza e per l’ampia gamma di colori che poteva offrire. Si cominciò quindi ad ibridarlo per ottenere nuovi accostamenti e innovative forme dei petali. Ancora oggi nel Regno Unito sono disponibili interi cataloghi di semi dedicati solo a questo rampicante.

Col tempo la sua coltivazione si è diffusa anche in Francia giungendo poi nuovamente nel nostro paese, in particolare nelle regioni settentrionali.

Purtroppo negli incroci si è quasi sempre privilegiato l’aspetto estetico, tralasciando l’importanza del profumo. È per questo che oggi è difficile trovare nelle varietà più ricercate anche l’aroma. Ad ogni modo chi voglia andare alla ricerca di questo pregio deve tenere presente che i più odorosi continuano ad essere quelli caratterizzati da sfumature blu e lilla, oltre ai bianchi.


Esposizione

Pisello odoroso i piselli odorosi preferiscono le posizioni soleggiate, ma crescono senza problemi anche all'ombra parziale; nei luoghi con estati molto calde si consiglia di porli a dimora in posizioni in cui la pianta sia al sole, ma il terreno in cui è interrata sia all'ombra nelle ore più calde del giorno.

L’esposizione dipende direttamente dalla regione in cui viviamo. Di solito nel Centro-Nord vivono bene anche in pieno sole. Nelle regioni meridionali è bene porli a mezz’ombra.

Ad ogni modo più sono esposti e più acqua avranno bisogno, visto che amano avere sempre il piede umido (ma non zuppo!).


Annaffiature

annaffiare con regolarità, soprattutto in estate, evitando di lasciar asciugare eccessivamente il terreno; aggiungere del concime per piante da fiore ogni 10-15 giorni all'acqua delle annaffiature.


Terreno

Terreno pisello i lathyrus necessitano di terreni ricchi, sciolti e molto ben drenati, possibilmente ben lavorati e arricchiti di concime organico; le piante si autoseminano spontaneamente, ma crescono molto meglio se ogni anno si coltivano in zone diverse del giardino. Per una vegetazione più compatta e per far ramificare di più la pianta si consiglia di cimarla quando ha prodotto 2-3 paia di foglie.


Moltiplicazione

avviene per seme, in marzo-aprile, lasciando in semi in acqua per alcune ore prima di seminarli; si possono seminare anche in semenzaio in febbraio, ma questa pratica è poco utilizzata poichè i piselli odorosi difficilmente sopravvivono ai trapianti.


Parassiti e malattie

pisello odoroso I piselli odorosi possono venire attaccati dagli afidi; se il terreno è scarsamente drenante può capitare che la pianta venga colpita da marciume radicale.

I piselli odorosi possono essere utilizzati sia in filari (facendoli arrampicare su ramoscelli lunghi di nocciolo o di salice). Questo uso è molto decorativo ed è bellissimo inserito in un orto o in un orto-giardino.

Le piantine possono però essere fatte arrampicare anche su arbusti come le rose, cui si abbinano meravigliosamente.

In vaso si possono creare dei coni con canne sottili in verticale a cui abbinare, in verticale, dei giri di rafia naturale o ramoscelli molto flessibili e sottili.


Semina

La semina si può effettuare sia in autunno sia in primavera.

Se si procedere in ottobre-novembre avremo la possibilità di avere piantine già formate all’inizio della bella stagione e potremo godere più a lungo della fioritura. Bisogna inoltre precisare che, specie dove le estati sono molto calde, risulta difficile mantenere a lungo le piante regolando con attenzione le irrigazioni. Molto spesso capita che all’inizio dell’estate subentrino marciumi o altre patologie.

La semina autunnale consente per lo meno due mesi abbondanti di fioritura.

La semina primaverile può essere effettuata da chi viva in zone particolarmente rigide e non abbia una serra o un locale con almeno 12° gradi in cui tenere le piantine. Bisognerà però essere particolarmente attenti con la preparazione del terreno e le irrigazioni per mantenere gli esemplari il più a lungo possibile.

CALENDARIO
Novembre-dicembre/marzo semina
Dicembre-marzo cimatura
Aprile Mezza a dimora
Maggio-luglio Fioritura, pulizia, irrigazione, raccolta semi


Come facilitare la germinazione

germinazione pisello odoroso La germinazione dei semi non è semplice e in natura richiede parecchio tempo. Questo perché il tegumento risulta particolarmente duro e solo dopo parecchi mesi esposto alle intemperie può essere attraversato dalla prima radichetta.

Per accelerare questo processo possiamo agire in due maniere.

La prima possibilità è di mettere i semi in acqua tiepida per una notte. Prima di impiantarli, però, sarà assolutamente indispensabile cospargerli con una polvere fungicida per evitare che insorgano marciumi a livello radicale.

La seconda possibilità invece è quella di incidere il seme con un taglierino oppure passarlo leggermente su di una carta vetrata fine. L’ideale è farlo dalla parte opposta rispetto all’occhio, cioè da dove deve infiltrarsi la radichetta. È però di fondamentale importanza essere molto delicati con entrambe le procedure per evitare di danneggiare il germe.

A questo punto bisognerà inserire i semi in vassoi alveolari (con fori piuttosto grandi) o in vasetti È molto importante che il primo contenitore sia in grado di contenere bene le radici fino almeno alla messa a dimora definitiva. I piselli infatti non amano che vengano maneggiate le radici in fase di trapianto.

La profondità di semina è mezzo centimetro. Come substrato si può usare della torba o della terriccio da semina eventualmente rese più drenanti con sabbia o perlite. Per coprire il seme è ottimo l’utilizzo della vermiculite, che mantiene la zona aerata ma sempre con il giusto grado di umidità

Si dovrà procedere con frequenti vaporizzazioni oppure irrigazioni tramite immersione. L’ideale sarà inserire sempre nell’acqua una minima dose di antifungino per evitare l’insorgere di problematiche a livello radicale.


Dopo la germinazione

Una volta che la piantina è spuntata aspetteremo che produca le prime due coppie di foglie vere. Procederemo con una prima cimatura e con l’inserimento nel terreno, ben in profondità, di un tutore alto almeno 15 cm, possibilmente ramificato (vanno bene per esempio dei ramoscelli di nocciolo o di salice). Inizialmente la pianta necessiterà di esservi legata (non troppo stretta).

Se sono in una serra o all’esterno dovremo prestare particolare attenzione alla presenza di limacce o chiocciole. È infatti in autunno e primavera (e durante la notte) che i loro attacchi si fanno più forti: sono proprio le piantine giovani e tenere il loro obiettivo primario. Difendiamole ponendole su dei ripiani alti, predisponendo delle trappole a base di birra o lasciando delle esche a base di lumachida.


Pisello odoroso in inverno

pisello odoroso rosso In caso di semina autunnale sarà necessario, per tutto il Nord Italia e il Centro, tenere le piante in serra fredda. Evitiamo però che si accumuli eccessiva umidità aerandone spesso l’interno.

Nel Sud della penisola e sulle coste, dove gli inverni non sono troppo rigidi, si possono tenere le piantine anche all’esterno, in una zona riparata.


Messa a dimora pisello odoroso

La messa a dimora è un passaggio importantissimo. L’area dovrà essere lavorata a fondo con un certo anticipo. Bisognerà vangare in profondità, creare sul fondo un ottimo strato drenante (posizionando un po’ di ghiaia). Se la composta risultasse troppo pesante può essere alleggerita mescolandovi dello stallatico maturo e della sabbia. Va inoltre arricchita mediante qualche manciata di concime di sintesi a base di fosforo e potassio, per incentivare la fioritura e la colorazione. L’azoto deve essere somministrato in minima quantità.


Pisello odoroso in vaso

pisello odoroso fiorito Se vogliamo coltivare in vaso il pisello dovremo seguire le stesse regole. Teniamo però presente che è ancora più importante che ci sia un ottimo drenaggio. Dovrà quindi essere predisposto uno spesso strato a base di ghiaia, argilla espansa e cocci. Diamo poi un substrato ricco, con abbondante stallatico, ma dove sia stata aggiunta una buona quantità di sabbia.


Cura e mantenimento

Per ottenere delle belle piante ben accestite e piene di fiori bisogna ricorrere nei primi mesi a frequenti cimature.

In seguito sarà importantissimo, per mantenerli produttivi a lungo, dedicarsi ad una frequente pulizia dai fiori appassiti e evitare assolutamente la produzione di baccelli.

Se vogliamo possiamo che ne vengano prodotti solo due o tre per ottenere i semi. È tuttavia consigliabile acquistarli per avere varietà selezionate.


Usi in giardino

I piselli odorosi possono essere utilizzati sia in filari (facendoli arrampicare su ramoscelli lunghi di nocciolo o di salice). Questo uso è molto decorativo ed è bellissimo inserito in un orto o in un orto-giardino.

Le piantine possono però essere fatte arrampicare anche su arbusti come le rose, cui si abbinano meravigliosamente.

In vaso si possono creare dei coni con canne sottili in verticale a cui abbinare, in verticale, dei giri di rafia naturale o ramoscelli molto flessibili e sottili.






Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Evitare di annaffiare troppo spesso, generalmente le annaffiature possono essere anche sporadiche, ogni 10-15 giorni.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima alpino.

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