Lobelia - Lobelia erinus

Generalità

il genere lobelia conta numerose specie, sia annuali sia sempreverdi, originarie dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa. L. erinus è una varietà di origini africane, annuale. Ha portamento prostrato, che la rende adatta come pianta per aiole o in panieri appesi. Ha sottili fusti flessibili, elastici, di colore verde e piccole foglioline; raggiunge i 10-15 cm di altezza. Da aprile fino ai primi freddi produce una cascata di piccoli fiori tubolari, di colore viola intenso; esistono varietà con fiori blu, azzurri, bianchi o nelle tonalità del rosa. Di facile coltivazione, è molto diffusa nei giardini europei, dove si coltiva da molti decenni.
Lobelia

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Le lobelie

La lobelia è una pianta molto amata, sia nelle sue specie annuali sia in quelle perenni.

La lobelia erinus, molto diffusa in tutti i giardini, è la prima che viene in mente a molti per il fatto di saperci regalare il blu più bello e intenso nell’ambito vegetale, accompagnato da una lunghissima ed ininterrotta fioritura.

Vi sono però anche numerose specie e cultivar con capolini dal colore rosso, rosa, lilla e arancione che, molto diffuse all’estero e in particolare in Inghilterra, dovrebbero trovare più estimatori anche nel nostro paese.

Il genere, infatti, è molto numeroso. Comprende dalle 200 alle 365 specie (a seconda degli autori) provenienti dalle più svariate aree del mondo, più in particolare dalle zone temperate e fresche dell’Asia, dell’Australia e delle Americhe. Alcune provengono anche da aree tropicali.

Endemiche del nostro continente sono solo la lobelia dortmanna e la L. lurens.

Famiglia e genere  Campanulaceae, gen. Lobelia, fno a 365 specie
Tipo di pianta Annuale o perenne, erbacea o legnosa
Esposizione Sole. Mezz’ombra, ombra
Rustico A seconda delle specie
Terreno Generalmente molto fresco e piuttosto umido
Colori Blu, rosso, rosa, bianco, viola, arancione
Irrigazione Frequente, evitare i ristagni
Fioritura Dalla primavera all’autunno, a seconda della specie
Concimazione Frequente nella erinus, mensile per le pereni

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Lobelia erinus

lobelia erinus Questa piccola annuale è originaria del Sudafrica e fu introdotta in Europa nel 1752. La sua caratteristica è di crescere velocemente e raggiungere in tempi piuttosto brevi la maturità.

La cultivar più diffusa ha un’altezza di circa 8 cm e fiore blu intenso. Ne esistono però anche di caratterizzate da steli più lunghi, molto utili da inserire in vasi sospesi, creando bei contrasti con petunie o gerani. Ultimamente si sono diffuse anche nuovi colori: celeste chiaro, bianco, rosa e porpora.

La specie ha foglie minute, dentate, di un bel verde scuro. Le basali invece sono lunghe circa 1 cm e hanno forma ovale. Gli steli, alti 2 cm, sono anch’essi sottilissimi e portano un gran numero di fiori caratterizzati da 3 petali inferiori larghi mezzo cm che, riuniti, formano un labbro. Al centro, di solito, vi è un puntino bianco.

Alcune cultivar note sono: Aubretia shades alta fino a 15 cm e composta da colori diversi: blu chiaro, scuro, porpora, rosso viola e bianco; blue stone anch’essa alta 15 cm azzurro chiaro e senza occhio bianco centrale, blue cascade azzurro cielo e portamento strisciante o decombente, Crystal palace con fiori blu scuro e foglie verde bronzeo rosamund con fiori bordeaux che si riuniscono in gruppi globosi, saphire strisciante e con fiori blu.

Semina e coltivazione

La coltivazione di queste piccole annuali è piuttosto semplice. È di fondamentale importanza dare loro l’esposizione adeguata e il giusto grado di umidità.


Semina e propagazione

semina lobelia La semina può essere effettuata in diversi periodi dell’anno.

Se si vogliono fioriture precoci si deve avere a disposizione per lo meno un locale tiepido o una serra fredda. Chiaramente tutto il procedimento è favorito in questo caso dal vivere nelle regioni meridionali.

I semi sono minutissimi; sarà importante quindi, prima di procedere, mescolarli con una buona quantità di sabbia finissima. In questa maniera si eviterà di farne cadere troppi in un solo punto col rischio di sprecare semente e ottenere delle piantine troppo vicine che finiranno col tempo con l’ostacolarsi o crescere filate.

Il substrato ideale deve essere leggero, possibilmente composto da sabbia fine, torba o terra di bosco ben setacciata. I semi andranno semplicemente appoggiati sopra, lievemente compressi e poi coperti con un leggerissimo strato di terriccio tramite setaccio.

La vaporizzazione con acqua dovrà essere frequente, ma molto leggera, per non smuovere le piantine.

La temperatura ideale per la germinazione va dai 12 ai 18°C. e avviene generalmente in una decina di giorni. Una volta che le piantine avranno raggiunto la seconda coppia di foglie vere potranno essere trasferite in vasetti più grandi tramite ripicchettaggio oppure (se abbiamo utilizzato vassoi alveolari) spostando l’interno pane di terra. Si proseguirà con regolari cimature in maniera che da ottenere esemplari ben accestiti. Se vogliamo poi porle a dimora in piena terra o in contenitori definitivi teniamo presente che la distanza ideale va dai 30 ai 40cm a seconda dell’effetto di pienezza che vorremo ottenere e anche della cultivar.

La semina però, per chi vivesse al Nord o fosse sprovvisto di locali adatti, può essere effettuata anche da febbraio ad aprile o anche in piena estate. Dalla semina alla piantina adulta in questo periodo bisognerà attendere circa 2 mesi.

Volendo le piantine possono essere moltiplicate per talea e fatte svernare, specialmente se si vuole mantenere una bella varietà.


Esposizione

Lobelia erinus porre in posizione semiombreggiata o ombreggiata; le lobelie temono il sole diretto durante le ore più calde del giorno. Il freddo autunnale rovina rapidamente le piccole piante, che disseccano in pochi giorni.


Coltivazione

lobelia coltivazione Ad ogni modo bisogna anche far notare, per chi non volesse cimentarsi con la semina, che a primavera sono disponibili in vivaio le piantine pronte a prezzi veramente accessibili.

Una volta acquistate possono essere trasferite a dimora facendo attenzione a non rompere il pane di terra.

L’esposizione ideale è sicuramente la mezz’ombra-ombra. Più ci spostiamo verso le regioni meridionali e più riparate dal sole dovranno essere. Crescono in maniera mirabile in quegli ambienti in cui vi sia una buona escursione termica. Necessitano infatti di un ambiente luminoso, ma non caldo e anzi, piuttosto fresco e umido.

Il substrato dovrà essere ricco, ma leggero e trattenere bene l’umidità, senza però rimanere esageratamente zuppo. Predisponiamo, quindi, sul fondo dei contenitori un buon strato drenante che favorisca il deflusso dell’acqua in eccesso.

In caso di mancanza di piogge dovremo sincerarci che il terriccio risulti sempre leggermente umido.


Annaffiature

annaffiare regolarmente, soprattutto gli esemplari in contenitore e quelli in luogo poco ombreggiato. E' sempre bene lasciar asciugare il terreno tra un'annaffiatura e l'altra. Da arile fino a ottobre fornire del concime per piante da fiore, ogni 15-20 giorni, sciolto nell'acqua delle annaffiature.


Cure colturali

cure lobelia La lobelia erinus per il resto è una pianta molto autonoma. Fiorisce a profusione e, a parte le irrigazioni, potremmo benissimo dimenticarcene. Se vogliamo che le corolle siano abbondanti e coloratissime possiamo distribuire una volta ogni dieci giorni un buon concime liquido con un alto tenore in potassio.

Per incentivare la produzione di boccioli è bene inoltre ogni circa 10 giorni ripulire le piantine. Questo stimolerà la pianta e eviterà un’eccessiva autodisseminazione.


Terreno

necessitano di un terreno ricco, sciolto e ben drenato, è quindi consigliabile utilizzare del terriccio universale mescolato a poche cortecce finemente sminuzzate e poca sabbia di fiume.


Moltiplicazione

avviene per seme, in febbraio-marzo, in semenzaio; le giovani piantine si coltivano in vaso per alcune settimane prima di porle a dimora in primavera inoltrata.


Parassiti e malattie

In genere non vengono colpite da parassiti o da malattie. Se l’ambiente in cui crescono è piuttosto umido possono divenire facili prede delle limacce e delle chiocciole, da combattersi con prodotti specifici.

I problemi più gravi però sono legati alle virosi trasmesse in particolar modo dagli afidi. I sintomi a cui prestare particolare attenzione sono le decolorazioni del fogliame ed una eventuale crescita rallentata. Le piante colpite andrebbero immediatamente eliminate e bruciate. Fortunatamente i vivaisti oggi sono molto attenti a questo aspetto e vendono solo piante sane.


Lobelie perenni

lobelie perenni Le lobelie ritenute perenni nei nostri climi sono molto variabili: possono avere colletti carnosi o essere legnose alla base con steli eretti. Le foglie sono semplici, alterne e il più delle volte sessili, di solito lunghe tra i 10 e i 15 cm. Il fiore è un tubo svasato con 5 lobi, largo dai 2 ai 3,5 cm. I tre lobi inferiori sono grandi, i due superiori piccoli e ricurvi all’indietro. Di solito i fiori crescono in spighe non ramificate, fitte e dense in alcune specie, più lunghe e rade in altre.

Tutta la pianta è velenosa, visto che produce una linfa lattiginosa irritante.

Coltivazione quasi tutte le specie possono essere moltiplicate per seme, con germinazione intorno ai 15-18°C. La propagazione più semplice, però, è quella tramite divisione dei colletti in primavera.

Per il resto in linea generale si possono seguire le indicazioni date per la erinus .


Lobelia - Lobelia erinus: Specie e cultivar

varietà lobelia L. Excelsa è una perenne robusta, con rizoma rigido. Resiste fino a -7°C. Porta alti steli con foglie strette, verde medio sovrastate da spighe di fiori rosati con stami blu. Preferisce terreni ben drenati, leggermente acidi e un’esposizione assolata. Pacciamare in inverno.

L. Cardinalis sinonimo di fulgens è una perenne cespitosa a vita breve con rizomi corti che producono una rosetta basale in primavera e poi steli porpora-rossiccio con foglie lunghe, strette sfumate color bronzo. Da giugno ad ottobre produce alte guglie di fiori rosso scarlatto brillante con brattee porpora rossiccio. Se la spiga principale viene rimossa prontamente rifiorisce sui getti laterali. È molto adatta a zone umide intorno agli stagni. Di solito sopporta anche fino a – 18°C, ma questo aspetto varia molto a seconda della cultivar.

L. laxiflora perenne caratterizzata da una grande variabilità. Generalmente è legnosa alla base, si estende tramite rizomi producendo cespi molto appariscenti. Gli steli sono rigidi, arcuati e rossicci, con foglie molto fini. I fiori sono tubolari e penduli. Ognuno ha un tubo rosso e 2 labbra gialle. La fioritura dura moltissimo visto che comincia a maggio e termina in ottobre. È una pianta utile nelle bordure e molto attraente. Resiste fino a -7°C

L. siphilitica chiamata così perché si pensava potesse curare la sifilide. È una perenne cespitosa con steli eretti e foglie fitte, leggermente tomentose, alterne lunghe circa 10 cm. I fiori sono blu medio larghi 2,5 cm con brattee verdi, da metà estate all’autunno. Vogliono ambiente umido e quindi le sponde di laghi o stagni, con esposizione molto luminosa. Molto rustica.

L. speciosa è una pianta leggermente tomentosa con una vistosa rosetta basale e innumerevoli steli eretti. Produce per tutto il periodo estivo steli fiorali che producono boccioli in abbondanza, di circa 3 cm di diametro. I colori possono andare dal viola al rosa al porpora. Si tratta in realtà di un ibrido selvatico molto robusto che ha trovato molto apprezzamento presso i vivaisti. Sono molto facili da coltivare sia nei terreni pesanti sia in quelli leggeri e sono di conseguenza di facile adattamento. Sono inoltre molto rustiche perché possono sopportare (a seconda della cultivar) anche i – 30°C.


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Le annaffiature saranno regolari, ogni qual volta il terreno si presenta asciutto; in questo periodo dell'anno ogni 3-4 giorni può essere sufficiente, evitando gli eccessi.


Tenere Umido
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima mediterraneo.

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