Giardini inglesi

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Cosa sono i giardini inglesi

Nati nel corso del Settecento, i giardini inglesi non si basano sull’utilizzo di elementi geometrici per la definizione e la costituzione dello spazio, bensì sull’accostamento di ruscelli, grotte, pagode, laghetti, elementi artificiali e naturali il cui scopo è quello di dare vita a uno spazio che sembri naturale. Insomma, una natura rigogliosa, che per quanto possa sembrare selvaggia, certamente non è mai incolta. Nati prendendo spunto dalla concezione che gli illuministi avevano della natura, pensata come una realtà in grado di manifestare emozioni senza l’aggiunta di figure geometriche e rigide (come succede, invece, nei giardini all’italiana), i giardini inglesi trovano il proprio punto di forza nella naturalezza. Le piante, insomma, non vengono disposte sulla base di schermi rigidi, come dimostra il giardino di Ninfa.
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I giardini inglesi: la storia

giardino inglese 1 I giardini inglesi, in sostanza, riflettono un modo di osservare la natura completamente nuovo. Il merito è della nuova concezione del rapporto tra natura e uomo che si è sviluppato in Europa a partire dal XVIII secolo, sulla base della cosiddetta Sensitività che si diffonde nell’aristocrazia italiana e francese: in pratica, una forza incantevole contraddistingue la natura, che deve essere lasciata immutata nel suo spettacolo senza circoscriverla in spazi o rinchiuderla all’interno di schemi geometrici. Tale interpretazione quindi trova applicazione nella creazione dei giardini cosiddetti inglesi, che con il passare degli anni vengono sempre più apprezzati anche nel resto d’Europa. Merito, tra l’altro, della borghesia, che, essendo portatrice di un nuovo modo di avvicinarsi alla bellezza della natura, non disdegna di finanziare la progettazione di tali realtà naturali. Grandi parterre selvaggi ma regolari, non incolti, si contraddistinguono per eleganza e maestria, spesso impreziositi da piante e alberi rari. Scenografie inaspettate comprendenti siepi, isolette, stagni, colline, alberi spontanei, radure, si arricchiscono di sculture e elementi architettonici, specialmente gotici. Ogni percorso è pensato per emozione, la suggestione creata da quel territorio non invaso dall’uomo è enorme. La natura, insomma, presenta una regolarità non regolare, che dà vita a emozioni amene e malinconiche allo stesso tempo, secondo lo spirito dell’epoca. Tra i più importanti progettisti di questa magnificenza naturale si ricordano Lancelot Brown, padre dei parchi di Painshill e Stourhead, William Kent, che si occupa dei giardini di Stowe e Chiswick House) e Humphrey Repton, che invece firma i Red Books, vale a dire i libretti in cui spiega ai committenti le diverse fasi che contribuiscono a trasformare la bellezza dei giardini. In Italia, si segnalano tra gli altri il giardino Treves de Bonfili, il Giardino inglese di Palermo e il Giardino della Reggia di Caserta, il cui padre è John Andrea Graefer, e che presenta anche una cascata di enormi dimensioni rispetto alla quale si sviluppa ortogonalmente.

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Uno studio attento delle componenti

fiori in giardino inglese A dispetto dell’apparenza selvaggia, insomma, tutte le componenti rispettano uno studio attento: l’atto della piantumazione, per esempio, viene effettuato tenendo conto delle esigenze di esposizione solare. Il paesaggio naturale viene creato anche grazie a elementi come laghetti o cascate: la sensazione di magia che vi si respira è regalata anche dalla contrapposizione a rigidi schemi. Ma, all’atto pratico, come si realizzano i giardini inglesi? Premesso che una presenza eccessiva di elementi artificiali avrebbe l’effetto di distogliere l’attenzione dalle bellezza naturali, occorre tenere conto di fattori naturali importanti come il clima, la luce del sole e le zone di ombreggiatura.


Giardini inglesi: Come realizzarli

esempio di giardino inglese Bisogna partire, ovviamente, provando a valorizzare gli elementi naturali che già sono presenti: cespugli e alberi, ma anche rocce e sassi. I cespugli troppo folti, o che comunque sembrano incolti, devono essere ridotti, togliendo i rami in eccesso. La stessa cosa vale per gli alberi, che dovrebbero essere ripuliti facendo attenzione a non renderli eccessivamente spogli. Per meglio valorizzarli, si potrebbe collocare alla base del tronco un faro, così che la sagoma dell’albero sia riflessa dalla luce, con risultati spettacolari. In presenza di un laghetto, anche di piccole dimensioni, si potranno aggiungere dei sassi tutt’intorno: e se il laghetto non è presente, può sempre essere realizzato ex novo. Come? Si esegue uno scavo non eccessivamente grande nel terreno: sul fondo si mette un telo di plastica e lo si blocca con alcuni sassi. A questo punto, basta riempire il buco con l’acqua, e il laghetto è pronto. I giardini inglesi, naturalmente, devono presentare anche un prato curato: dopo aver tolto le erbacce, si procede alla concimazione, impiegando se possibile un concime granulare ad alto contenuto di fosforo. La semina dovrebbe essere effettuata in primavera e nei primi giorni d’autunno, quando il sole non è molto caldo ma la temperatura è ancora mite, ma soprattutto l’umidità costante agevola la germinazione del seme. La semina (è consigliabile ricorrere al trifoglio o a un’altra erba comune) può essere eseguita ricorrendo a uno spargitore – si trova in qualunque negozio di giardinaggio) o a mano. Metterla in pratica è molto semplice: non bisogna fare altro che seminare l’intera superficie distribuendo prima in un senso e poi nell’altro, facendo aderire al rullo il seme in modo da compattare il terreno e innaffiando con poca acqua.


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