Ortensie coltivazione

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Ortensie coltivazione

E’ una specie floreale che nel corso dei secoli è stata molto studiata per essere modificata alla ricerca di una specie semplice e resistente da coltivare in vaso, dando vita a diverse sfumature di colore e diverse forme e dimensioni di foglie e petali.

Il colore dei petali infatti varia in base all’acidità del terreno, quando il PH è compreso tra 4 e 5,5 l'acidità è alta e il colore dei petali assume diverse gradazioni di azzurro, la componente acida infatti permette alla pianta di assorbire l'alluminio presente nel terreno (se non è naturalmente presente nel terreno si può modificare durante la fase di preparazione del terreno e la concimazione). Per mantenere la colorazione blu si deve innaffiare con acqua piovana e aggiungere eventualmente un composto per ortensie blu che contiene alluminio facilmente assimilabile dalle radici delle piante.

Quando il PH è compreso tra 6 e 6,2 l’acidità del terreno è particolarmente bassa e la tinta assunta si trova tra il rosa e il rosso, anche in questo caso il colore può essere mantenuto aggiungendo all'acqua di innaffiatura un prodotto specifico per ortensie rosa.

Si può quindi variare il colore per ottenere quello desiderato modificando opportunamente con concimi e somministrando determinate sostanze chimiche al terreno dove si vanno a coltivare le ortensie, ma sempre agendo in maniera graduale.

Le ortensie crescono meglio in terreni acidi il cui PH sia compreso tra i valori di 4 e 6. L'acidità non viene modificata dall'acqua, purchè si tratti di quella piovana che è sempre la soluzione ideale per lo sviluppo degli arbusti.

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Le condizioni climatiche adatte e il terreno

ortensie Le ortensie trovano la loro collocazione ottimale nelle zone mediterranee, dove il clima è mite e la coltivazione risulta non particolarmente difficile anche per i poco esperti di giardinaggio. Questi fiori infatti, pur essendo resistenti temono sia il caldo eccessivo che il gelo. Si deve quindi cercare, nel caso si vogliano coltivare in zone particolarmente calde, di porle in una zona protetta dall’ombra in modo tale che non soffrano troppo il caldo e che non ricevano la luce del sole in maniera diretta perché rischierebbero che le loro foglie si brucino. Se invece si coltivano in zone che raggiungono temperature rigide è bene posizionarle in una piccola serra in modo da proteggerle dalle gelate e dagli agenti atmosferici. Bisogna quindi mantenere le ortensie in una condizione di clima mite, con temperature intermedie, in una zona fresca e con un buon grado di umidità.

Anche il terreno va preparato opportunamente: la condizione ideale è un medio impasto, piuttosto soffice, mescolato con la torba e abbondantemente concimato. Si deve pertanto procedere con una vigorosa vangatura del terreno per arieggiarlo e renderlo morbido, poi va aggiunta della ghiaia o dei sassolini che migliorino la capacità di drenaggio del terreno e infine si può aggiungere allo strato più superficiale (di circa mezzo metro) il letame o il compost per aumentare la fertilità del terreno.

Se si sta avvicinando la stagione fredda è opportuno procedere con la pacciamatura per proteggere la pianta dai rigori dell'inverno: si può ricoprire la zona intorno alla pianta con foglie secche o paglia, ma anche con materiale plastico preventivamente forato per permettere al terreno di respirare e ricevere acqua. Se si sceglie la pacciamatura tradizionale il composto di foglie e cortecce durante l'inverno sarà importante sia dal punto di vista nutrizionale sia nell'impedire la crescita di erba o altre piantine indesiderate.

Con l'arrivare delle primavera bisogna concimare il terreno, utilizzando concimi preferibilmente minerali da acquistare presso rivenditori specializzati che sapranno consigliarvi sul prodotto da scegliere.

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    Operazione di messa a dimora e innaffiatura

    fiori ortensie Per avere la certezza che la pianta dell'ortensia cresca sana e rigogliosa sarà opportuno decidere di piantare delle piantine giovani acquistate direttamente presso un vivaio, i periodi più adatti alla messa a dimora sono la tarda primavera (in particolare il mese di maggio) o l'inizio dell'autunno (tardo ottobre, primi di novembre) perchè il clima è mite e le piogge sono abbondanti e assicurano le condizioni climatiche ottimali per le ortensie.

    Si può predisporre la dimora per la pianta scavando con la vanga una buca per ogni piantina, tenendo conto del volume occupato dall'apparato radicale e abbondando in ogni direzione, la dimensione dovrà essere circa il doppio della piantina sia in larghezza che in profondità. Sul fondo della buca si può collocare una discreta quantità di letame, poi la pianta va inserita con cura, ricoperta aggiungendo anche della sabbia che favorisce la giusta umidità del terreno, il terreno va leggermente compattato e abbondantemente innaffiato. Intorno ai rami dell'arbusto è bene mantenere un'area di terreno nudo (o pacciamato) dove non deve crescere erba, che sottrarrebbe alla pianta sostanze nutrienti ed acqua.

    Le ortensie necessitano di un ambiente molto umido anche se, come la maggior parte delle piante, temono i ristagni. Pertanto è bene che il terreno sia sempre umido e che le innaffiature siano poco abbondanti ma frequenti, per evitare i ristagni e mantenere l'umidità del terreno a un livello costante. La pianta dell'ortensia necessita di innaffiature abbondanti in particolare nel periodo in cui si formano le gemme, mentre dopo la fioritura si deve innaffiare meno abbondantemente per preservare la freschezza e la bellezza dei fiori.


    Potatura e parassiti

    cespuglio ortensie Per una corretta coltivazione, le ortensie vanno potate dopo il periodo di fioritura, a fine settembre o inizio ottobre: si può utilizzare un paio di forbici da giardinaggio affilate e preventivamente disinfettate e si deve praticare un taglio netto e deciso in posizione obliqua poco al di sotto del fiore ormai essiccato.

    Le ortensie sono piante resistenti ma possono essere vittime di malattie e parassiti. Le malattie a cui sono particolarmente soggette sono muffe e funghi nel caso in cui il terreno non dreni opportunamente l'acqua, in casi più gravi c'è anche il rischio di marciume radicale che comprometterebbe totalmente la salute della pianta. Oltre a intervenire durante la preparazione del terreno si possono utilizzare degli anticrittogamici per debellare le muffe, dopo aver eliminato con un taglio netto le zone danneggiate dalle muffe.

    I parassiti più comuni sono afidi, cocciniglie e acari: vanno eliminati manualmente e in un secondo momento si deve applicare l'insetticida per scongiurare il ripresentarsi del problema. Qualche tempo dopo aver effettuato il trattamento antiparassitario si deve procedere al lavaggio delle foglie per eliminare i residui che gli insetti lasciano sulle piante, come ad esempio le loro ragnatele, per questa operazione esistono dei prodotti specifici adatti alle piante.



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