Colombina - Aquilegia alpina

Generalità

Pianta erbacea perenne originaria della maggior parte delle aree temperate del nostro pianeta. Forma bassi ciuffi circolari di foglie divise, verde-blu, con picciolo molto lungo; in primavera dal centro delle foglie si erge uno stelo, lungo fino a 90 cm circa, che porta numerosi fiori, spesso riuniti in grappoli, di colore vario dal bianco al blu, talvolta anche bicolori; hanno il calice ad imbuto, che termina con uno sperone. La fioritura dura fino a giugno, ed è molto abbondante e appariscente; per prolungare la fioritura si consiglia di tagliare alla base i fusti che portano fiori appassiti. A fine giugno si lascia che la pianta produca le capsule legnose che contengono i semi, in modo che si autosemini per l'anno successivo, quindi si tagliano alla base tutti i fusti che portavano i fiori, le foglie abbelliranno il giardino fino all'autunno con i loro compatti cuscini verdi, quindi appassiranno e scompariranno completamente in inverno.

L’aquilegia è una pianta vivace capace di fiorire copiosamente e in una vasta gamma di colori.

Tutte le specie si rivelano molto rustiche e trovano facile collocazione nelle aiuole, nella bordura mista, nel giardino naturale o roccioso, ma si adattano bene anche alla coltura in contenitore, su balconi o davanzali.

Risultano piuttosto adattabili per quanto riguarda l’esposizione e possono quindi rivelarsi preziose per arricchire uno spazio verde leggermente ombroso.

aquilegia


Aquilegia

Il genere aquilegia, che appartiene alla famiglia delle ranuncolaceae, è composto da circa 120 specie diffuse in tutto il continente Euroasiatico e nell’America settentrionale.

Le specie che si possono trovare più facilmente in Italia sono l’A. vulgaris e l’A. alpina, piuttosto diffuse nei nostri prati, soprattutto al di sopra degli 800 metri di altitudine.

L’ apparato vegetativo è molto leggero ed elegante: le foglie basali sono lobate e formano un grazioso cuscinetto. Lungo lo stelo, invece, sono presenti foglie picciolate divise in tre lobi, ognuno ulteriormente suddiviso. La fioritura si ha di solito all’inizio dell’estate. Le corolle sono formate da 5 sepali colorati che coprono i boccioli. Allo schiudersi i sepali si dispongono quasi orizzontalmente svelando le cinque lamine inferiori, che possono essere nelle stesse sfumature o anche a contrasto. Al centro vi è un ben visibile ciuffo di stami gialli.

Le specie originarie del nostro continente fioriscono nel rosa, bianco e blu, con speroni corti (che permettono un facile accesso agli insetti e così una buona impollinazione). Le varietà provenienti dal Nordamerica, invece, sono per lo più caratterizzate da uno sperone lungo e stretto e da colori caldi, come il giallo e il rosso utili per attirare l’attenzione dei colibrì, che in quelle aree sono i maggiori responsabili dell’impollinazione dei piccoli fiori.

Famiglia e genere  Ranuncolaceae, gen Aquilegia, circa 120 specie
Tipo di pianta Erbacea perenne a vita breve, vivace
Esposizione Mezz’ombra-sole
Rustico Molto rustico
Terreno Generalmente ricco, legg. Umido e ben drenato
Colori Blu, rosa, bianco, azzurro, viola, giallo, rosso, quasi nero, bicolore
Irrigazione Mantenere fresco il terreno
Fioritura Primavera-estate
Concimazione In primavera, prima della fioritura
Attenzione Pianta velenosa in tutte le sue parti!

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Esposizione

aquilegia magellensis Le aquilegie sono piante molto rustiche, che si adattano in qualsiasi posizione; è innegabile però che le fioriture più abbondanti si ottengono ponendo a dimora la pianta a mezz'ombra, o comunque in luoghi in cui goda dell'ombra di piante più alte. Non teme il freddo, alcune specie sono infatti endemiche delle alpi e delle prealpi italiane, dove crescono nel sottobosco; se si decide di coltivare le aquilegie in vaso si consiglia di coprire il contenitore con tnt nel periodo invernale, per evitare che il substrato di coltivazione geli completamente.

Sotto questo aspetto si rivela un’erbacea molto tollerante. Vive bene anche solo con qualche ora di sole al giorno. L’ideale è inserirle sotto ad alberi a foglia caduca, possibilmente con una chioma non troppo folta.

Nel Nord Italia viene ben tollerato anche il pieno sole, ma mano a mano che si scende lungo la penisola (e anche lungo le coste) sarà bene predisporre aree più riparate per evitare possibili scottature fogliari e disseccamenti.

Per avere il meglio da ogni specie è inoltre bene informarsi in maniera dettagliata.


Annaffiature

aquilegia alpina Queste piante, chiamate anche con il nome colombina, non necessitano di annaffiature troppo abbondanti, sopportando senza alcun problema brevi periodi di siccità. Annaffiare quindi regolarmente, ma fornendo piccole quantità d'acqua. Ogni 15-20 giorni fornire del concime per piante da fiore, sciolto nell'acqua delle annaffiature, da aprile a luglio.

In piena terra è bene intervenire quando l’area risulti piuttosto secca. Teniamo presente che richiedono più umidità nel momento dello sviluppo vegetativo, quindi da marzo a giugno.


Il nome Aquilegia

Il nome Aquilegia deriva dal latino e significa aquila. Fa riferimento alla forma dei fiori, i cui speroni assomigliano particolarmente al becco di un rapace.

Ha tuttavia moltissime denominazioni popolari: colombina, amor nascosto, amor perfetto, cornetta, scarpetta…


Terreno

Questa pianta si adatta senza problemi a qualsiasi tipo di terreno, purché sia ben drenato e asciutto; c'è persino chi ritiene che la fioritura e lo sviluppo della pianta vengano indeboliti da un terreno troppo fertile. Coltivare le aquilegie in terreno sabbioso, ben drenato e sciolto, utilizzando anche una buona terra da giardino.

Il substrato ideale deve essere ricco, capace di trattenere sempre una leggera umidità, ma anche leggero e con un’ottima capacità di drenaggio.

Si differenzia leggermente l’aquilegia vulgaris, che vuole un suolo leggermente calcareo e alcalino, e la longissima, che invece necessita di maggiore umidità.

Se il nostro terreno risultasse troppo pesante si renderà necessaria una lavorazione profonda, inglobando buone quantità di sabbia, stallatico maturo e terriccio di foglie.


Coltivazione aquilegia

Coltivazione aquilegia La coltivazione delle aquilegie non comporta grandi difficoltà. Bisogna soltanto precisare che, in linea generale, si tratta di perenni dalla vita breve. Questo significa che una singola pianta di colombina tende ad esaurirsi nell’arco di circa 5 anni. È inoltre piuttosto difficile, soprattutto per le cultivar e gli ibridi, selezionare semi che mantengano le caratteristiche originarie inalterate. Si dovranno quindi riseminare spesso utilizzando semenze selezionate oppure tornare ad acquistare dei piantini (anche la divisione risulta piuttosto complicata).


Moltiplicazione

all'inizio della primavera o alla fine della fioritura è possibile dividere i cespi di aquilegie, ponendo direttamente a dimora le porzioni prodotte; a fine estate è possibile seminare i semi freschi, direttamente a dimora. Se si desidera seminare in primavera o in estate è consigliabile porre alcuni giorni i semi in frigorifero prima di seminarli direttamente a dimora, per simulare la stagione invernale. Se si vogliono moltiplicare aquilegie di colori particolari si consiglia di dividere i cespi, poichè la propagazione per seme non sempre produce piante con fiori dello stesso colore della pianta madre, poichè le aquilegie si ibridano con grande facilità.


Parassiti e malattie

Questa pianta erbacea non viene colpita con facilità da parassiti e malattie; talvolta le foglie vengono rovinate da larve minatrici o dai ragnetti rossi.

Queste vivaci possono venire attaccate, in special modo in primavera, dalle chiocciole e dalle limacce. È importante prevenire creando delle barriere con cenere o predisponendo delle trappole (molto efficaci quelle a base di birra).

Altro parassita frequente è la cocciniglia: interveniamo appena ne vediamo la comparsa agendo manualmente oppure impiegando prodotti specifici (per esempio olio minerale + insetticida sistemico).

Anche l’oidio non è raro, specialmente dove frequentemente vi sia l’alternanza tra caldo e piogge. Preveniamo con zolfo. Se gli attacchi fossero forti e frequenti utilizziamo un antioidico specifico, possibilmente con azione curativa ed eradicante.


Rusticità aquilegia

colombina Gli esemplari di colombina sono piante che, in tutto il mondo, crescono spontanee nelle aree montane. Conseguentemente non patiscono assolutamente il freddo. Possono invece avere qualche problema quando questo si accompagna ad un’alta umidità atmosferica e del suolo: ciò potrebbe causare marciumi radicali. Bisognerà quindi prevenire lavorando il terreno in profondità e correggendolo secondo le nostre esigenze.


Concimazione

Per stimolare la fioritura della colombina si può distribuire ogni 15 giorni un concime liquido per piante fiorite, in cui sia largamente prevalente il potassio rispetto all’azoto. Generalmente si comincia a marzo per continuare fino a quando la produzione di corolle non sarà esaurita.

Volendo si può ricorrere anche ad un concime granulare a lenta cessione con le stesse caratteristiche, da applicare un sola volta, verso metà marzo.

Prima dell’arrivo dell’inverno è sicuramente utile spargere nell’area qualche manciata di stallatico che, oltre a riparare l’apparato ipogeo, aiuterà a mantenere ricco e aerato il substrato.


Messa a dimora aquilegia

colombina La messa a dimora va effettuata, preferibilmente, in autunno, ma è possibile anche all’inizio della primavera, cercando di disturbare il meno possibile le radici.

Le piantine, per ottenere un bell’effetto pieno, vanno distanziate di circa 20-25 cm.


Cure colturali

Le aquilegie non necessitano di eccessive attenzioni; è necessario però dedicarsi frequentemente alla pulizia dai fiori appassiti per stimolarne la produzione di nuovi e per evitare un’eccessiva autodisseminazione. In autunno, o alla fine dell’inverno, dovremo ripulire il cespo dalle parti aeree secche.


Colombina - Aquilegia alpina: Varietà aquilegia

aquilegia pyrenaica Le specie, varietà, ibridi e cultivar attualmente in commercio sono davvero tantissimi. L’aquilegia è sempre stata molto amata sia per la sua eleganza, sia per la grande quantità di colori e forme in cui si declinaquilegia

Daremo una descrizione delle più diffuse, delle più richieste e delle più famose.

Specie

Aquilegia alpina endemica anche dell’Italia, cresce nei terreni alcalini, generalmente in prati aperti o sul limitare dei boschi. Ha steli tomentosi in basso e fiori penduli blu intenso. La sua altezza va da 30 a 60 cm.

Aquilegia vulgaris da coltivare come biennale, è diffusa in natura in tutta Europaquilegia Gli steli fioriferi sono lunghi fino a 40 cm e portano, da maggio a giugno, corolle pendule porpora o blu. Da questa discendono molte varietà orticole, tra cui anche alcune doppie.

Si riproduce con estrema facilità da seme.

Aquilegia Pyrenaica comune in Svizzera e in Austriaquilegia Ha fiori piccoli e solitari, azzurri, alta fino a 25 cm.

Aquilegia Coerulea fino a 80 cm di altezza per questa specie proveniente dal continente americano, in particolare dalle montagne rocciose. Assume un portamento cespuglioso, con fiori bianchi e sfumature dal giallo all’azzurro, con speroni molto sottili e lunghi.

Aquilegia chrysantha può superare il metro di altezza ed è in generale un’erbacea molto interessante sia per le aiuole sia per le bordure miste. Proviene dall’America centrale e porta fiori giallo oro a volte con tocchi rossi.

Aquilegia skinneri originaria del Messico e degli Stati Uniti, raggiunge 80 cm di altezzaquilegia I petali sono verdastri, con speroni rosso vivo, molto lunghi. Può rifiorire in autunno.

ProvenienzaNomecultivarcolorePeriodo di fiorituraaltezzaCaratteristiche

peculiari

Specie europee

AQUILEGIA

vulgaris

specieBlu, alle volte lilla, malva o biancoMaggio-giugno45 cm 
'Black Barlow'Viola molto scuro, quasi neroGiugno-luglio80 cmFiore a pompon
Blue barlowBlu violaGiugno luglio
Christa BarlowBlu scuro con margine biancoGiugno luglio
Nora BarlowPrima rosa verdastro, poi rosa con bianco in puntaGiugno-luglio
Var. stellataColori vari  Corolle doppie senza sperone
Adelaide AddinsonBlu intenso con colletto a doppio sperone, margin bianchi   
Munstead WhiteFiori semplici bianco puro su stelo verde  Foglie grigiastre
Roman BronzeViola carico   Fogliame spruzzato di giallo
Gruppo VervaeneanaViola o bianco  Fogliame prevalentemente giallo con maculature verdi
William GuinessSepali e lamine porpora, ribes e nero bordati di bianco   
AQUILEGIA alpina BluMaggio-giugno45 cmAl massimo tre anni di vita
AQUILEGIApyrenaica BluMaggio-giugno20 cmColtura molto difficile nei giardini
Specie americaneAQUILEGIA coerulea Azzurra o azzurra e biancaMaggio-luglio40 cm 
AQUILEGIA chrysanthaspecieGialloMaggio-giugno40 cm 
Yellow queenGiallo  80 cmMolto vigorosa
AQUILEGIA atrata Viola scuroMaggio-giugno100 cm 
AQUILEGIA canadensisspecieGiallo e rossoMaggio-giugno40 cmFiori pendenti
corbettGiallo pallido uniforme 30-60 cm 
Little lanternsgiallo 25 cm 
nanagiallo 25 cm 
AQUILEGIA cultorum GialloMaggio-giugno100 cm 
AQUILEGIA flabellataspecieBluMaggio-luglio20 cm 
Serie CameoBlu e bianco, rosa e bianco, blu e bianco e colori mistigiugno10 cmMolto nana

Adatta al vaso


  • aquilegia L’aquilegia, comunemente chiamata Colombina, o anche ballerina, è una pianta perenne; esistono molte specie di questa pi
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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Evitare di annaffiare troppo spesso, generalmente le annaffiature possono essere anche sporadiche, ogni 10-15 giorni.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima alpino.

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