Margherita africana, Osteospermum - Dimorphoteca pluvialis - Dimorphotheca pluvialis

Generalità

Dimorphoteca pluvialis, genere che comprende alcune piante da fiore perenni originarie dell'Africa meridionale, conosciute anche come osteospermum. Gli esemplari di questo genere costituiscono densi cespi di foglie lanceolate, verde chiaro, cerose e cuoiose, da cui si ergono numerosissimi fusti su cui sbocciano fiori simili a margherite, di diametro intorno ai 4-5 cm, di colore rosa, bianco, giallo, rosso o viola. Il nome comune della Dimorphoteca pluvialis è margherita africana.

La fioritura degli osteospermum è lunghissima e va dall'inizio della primavera fino ai primi freddi; in autunno la pianta ingiallisce e secca e rispunta ogni anno, allargandosi come una tappezzante. Le piante raggiungono i 25-30 cm di altezza, ma la macchia di colore che creano si allarga di anno in anno.

Dimorphoteca


Esposizione

Dimorphoteca La margherita africana preferisce le posizioni molto soleggiate dove può ricevere alcune ore di luce diretta al giorno, ma cresce senza problemi anche a mezz'ombra, pur producendo più foglie che fiori.

Questa pianta è abbastanza rustica, anche se non sopporta temperature di molto al di sotto dei -5°C, quindi in inverno va ritirata in luogo riparato, oppure protetta con del Tessuto non Tessuto, tagliando la parte aerea. E' anche possibile ricoprire le radici degli osteospermum con foglie o materiale pacciamante, così che esse rimangano protette dal clima rigido e da possibili gelate.

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Annaffiature

margherita africana Nel periodo della fioritura la margherita africana necessita di essere annaffiata con regolarità e costanza, soprattutto nel corso delle giornate che presentano temperature elevate, evitando comunque la formazione di ristagni idrici che risultano molto dannosi per la salute di questo genere di pianta.

Ogni 15-20 giorni fornire del concime per piante fiorite sciolto nell'acqua delle annaffiature così da favorire un migliore sviluppo e una fioritura più abbondante.

La Dimorphoteca pluvialis può sopportare brevi periodi di siccità.


Terreno

margherita africana Questa varietà particolare di piante preferisce i terreni sciolti, fertili, molto ben drenati. Il substrato ideale è formato da una miscela di terriccio, torba, sostanze organiche e sabbia, così da garantire il corretto grado di drenaggio.


Moltiplicazione

La riproduzione di questi esemplari avviene per seme in primavera; si può seminare già a febbraio, in semenzaio, che va mantenuto in luogo protetto fino a giugno, quando le temperature esterne, anche quelle notturne, risultano essere gradevoli e sarà possibile porre a dimora le piantine senza pericolo che vengano rovinate; volendo si può seminare direttamente a dimora a partire da maggio.

In primavera o in estate è possibile praticare talee semilegnose.

Nella stagione autunnale è possibile ricorrere alla divisione dei cespi.


Margherita africana, Osteospermum - Dimorphoteca pluvialis: Parassiti e malattie

margherite africane viene frequentemente attaccata dagli afidi e dalla mosca bianca. Per contrastare in maniera efficace l'insorgenza di questi problemi è possibile intervenire con l'impiego di prodotti insetticidi specifici prima della ripresa vegetativa, in modo tale da fornire una buona protezione alle piante.

E' necessario anche prestare attenzione alla formazione di ristagni idrici che potrebbero provocare la formazione di marciumi radicali, molto pericolosi per la salute delle piante di questa varietà.





Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Annaffiare saltuariamente, lasciando asciugare il terreno per alcuni giorni prima di annaffiare nuovamente; è meglio lasciare il terreno asciutto più a lungo piuttosto che bagnare eccessivamente.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima mediterraneo.

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