Fillirea

La Phillyrea

La Fillirea, detta comunemente anche Ilatro, è un arbusto sempreverde, di medie dimensioni, che vive spontaneamente sulle rive del Mar Mediterraneo; la sua coltivazione è diffusa in tutta Italia, e un paio di specie dell’arbusto sono presenti nella flora spontanea di quasi tutte le regioni, anche in Lombardia e in Veneto. Le dimensioni di una pianta adulta sono abbastanza cospicue, e gli arbusti più anziani possono raggiungere i 4-5 metri di altezza, con sviluppo occasionale fino ai 6-7 metri. Si tratta di un arbusto della stessa famiglia dell’ulivo, le oleacee, con cui condivide molte delle esigenze colturali, e qualche somiglianza estetica.

La Fillirea ha foglie sempreverdi, coriacee, di forma ovale, e di colore verde scuro, lucide; in primavera l’intera chioma si riempie di piccoli fiori bianchi, che sbocciano all’ascella fogliare, riuniti in piccoli racemi; ai fiori seguono i frutti: drupe tondeggianti, piccole, di colore nero o violaceo, che ricordano vagamente le olive. In Italia sono diffuse due solo specie, Phillyree angustifolia, e Phillyrea latifoglia, che si differenziano soltanto per la diversa dimensione del fogliame.

Le Filliree vengono utilizzate come arbusti ornamentali, in piena terra o in vaso, e anche molto spesso come bonsai, perché la pianta reagisce molto bene alle potature; in particolare si utilizzano negli ultimi anni per formare maxi bonsai da giardino, visto che la chioma risulta particolarmente versatile.

Phillyrea

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Coltivare la Fillirea

Frutti di Phillyrea Queste piante non sono dissimili dall’ulivo, necessitano di essere poste a dimora in una zona ben soleggiata; sopportano molto bene le gelate, anche intense, anche se è consigliabile posizionarle in una zona del giardino non soggetta a venti forti invernali, soprattutto nelle zone d’Italia in cui le temperature minime invernali possono scendere a lungo al di sotto dello zero. Nonostante sopportino molto bene il freddo, in alcune regioni italiane vengono coltivate in vaso, in modo da poterle agilmente coprire, o spostare, in caso di neve o di gelate molto intense e persistenti; in genere i danni causati dal gelo sono più probabili, quando più la pianta viene tenuta in un terreno molto umido.

Per questo motivo le Filliree vengono interrate in un substrato molto ben drenato, in modo che, soprattutto in inverno, la pianta affondi le sue radici in un terreno sciolto e privo di acqua stagnante.

Prima di porre a dimora una Phillyrea è quindi consigliabile lavorare bene il terreno, alleggerendolo con sabbia o pietra pomice, in modo da renderlo molto ben drenato.

Le piante, soprattutto se da molto tempo a dimora, tendono a ben sopportare la siccità, anche durante i mesi caldi; se però abbiamo uno di questi arbusti in giardino, è consigliabile annaffiarlo, soprattutto in estate, quando il terreno è ben asciutto, da marzo a settembre; durante la stagione fredda non necessitano di annaffiature. Se viviamo i una zona con inverni molto rigidi, e abbiamo spostato la nostra pianta in serra fredda, è consigliabile annaffiare sporadicamente, anche in inverno, in modo da evitare di lasciare la pianta in un terreno completamente asciutto, anche quando le temperature nella serra sono alte.

Quindi in generale si tratta di un arbusto da giardino a bassa manutenzione, che ben sopporta il gelo e il freddo invernale, ed anche il caldo estivo e la siccità; si coltiva più o meno come l’ulivo, e quindi necessita di una protezione solo nelle zone con inverni decisamente molto rigidi, o molto umidi.

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    I Maxi bonsai

    Phillyrea Negli ultimi anni si stanno diffondendo anche in Italia, e sempre più spesso possiamo vederli nei giardini e nei garden center, sono i maxi bonsai, ovvero arbusti di dimensioni “normali” che vengono però potati come i bonsai, dallo stile Giapponese, in modo da dare un tocco esotico ed elegante anche al giardino. Molto speso, per preparare questi arbusti, si utilizzano piante sempreverdi, con fogliame già abbastanza minuto, tipici in Italia gli ulivi e le Phillyree angustifolia; ma possiamo ammirare anche maxi bonsai di podocarpo, di ilex, di corbezzolo.

    E stanno diventando di gran moda, soprattutto nei negozi e negli show room, i maxi bonsai da interno, ovvero ficus e altri arbusti da interno potati come bonsai.

    I maxi bonsai sono infatti piante di dimensioni comuni, non rese piccole come avviene normalmente nell’arte bonsai, ma potati in modo da sembrare dei bonsai, con fogliame minuto e forme molto ben definite, con la chioma che descrive tante piccole nuvole compatte, e i rami puliti.

    In effetti anche un solo esemplare di maxi bonsai in giardino ha un impatto molto forte, e rende anche un angolo con una sola pianta un punto focale di tutto il giardino.

    Spesso si utilizzano quindi piante con fogliame minuto, in modo che la “bonsaizzazione” sia costituita prevalentemente dalla potatura , e non dalle mille altre cure che si devono dedicare comunemente ad un bonsai. Quindi i maxi bonsai non hanno svariate decine di anni, come potrebbe accadere ad un vero bonsai di grandi dimensioni; si tratta piuttosto di una sorta di “imitazioni” dello stile bonsai, che richiedono un poco di perizia per essere preparate, ma che non necessitano di potature alle radici, rinvasi, costrizione in contenitori molto piccoli.

    In sostanza hanno l’aspetto di grandi bonsai, ma non si tratta di veri e propri bonsai.


    La Fillirea in erboristeria

    erboristeria La fillirea viene da sempre utilizzata nella medicina popolare delle popolazioni che vivono lungo le sponde del Mediterraneo, per sfruttare le sue proprietà antiinfiammatorie, toniche e depurative; tipicamente in Medioriente si prepara un decotto di foglie, da utilizzare contro mal di denti, mal di gola e tosse.

    Nella medicina popolare del Mediterraneo meridionale la Phillyrea viene utilizzata come decongestionante, e per curare i casi di itterizia o di altri problemi legati al mal funzinamento del fegato.

    In effetti le moderne ricerche hanno riscontrato la presenza nel fogliame di Phillyrea di flavonoidi, e di composti che proteggono il fegato.

    Le foglie di alcune specie venivano anticamenteutilizzate per tingere i tessuti.




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