Telopea

Piante insolite: la Telopea

Da molti anni tra le “nuove” proposte di piante che troviamo in vivaio, fanno capolino alcune piante originarie dell’Australia; tra queste la Telopea (nome aborigeno Waratahs), un genere che conta poche specie di arbusti sempreverdi, caratterizzati da grandi foglie tondeggianti, spesse e coriacee, ricoperte da un sottile strato pruinoso che le rende grigiastre. A partire dalla primavera inoltrata questi arbusti producono grandi infiorescenze, sottese da ampie brattee, che racchiudono numerosi fiori tubolari, a formare una ampia calotta colorata. In genere le telopee sono color rosso fuoco, ma esistono alcuni ibridi a fiore bianco o giallastro; ogni singolo fiore impiega circa un mese dal momento dello schiudimento fino al completo appassimento. Sono decisamente degli arbusti vistosi, che si sviluppano preferibilmente in una zona aperta, non disturbata da altre piante. Producono radici simili a tuberi lignificati, da cui possono rigermogliare anche piante pesantemente rovinate da fattori esterni. Nonostante il clima australiano non sia completamente identico a quello europeo, la coltivazione di telopee nel nostro continente avviene circa dalla fine del 1700; in tutti questi anni i produttori di piante sono riusciti a selezionare varietà con sviluppo compatto e contenuto (in natura gli arbusti di telopea possono raggiungere i quattro metri di altezza) e che ben si adattano al clima ed al suolo presenti in Italia e negli altri stati Europei.
Telopea


Coltivare la telopea

Telopea Queste bellissime piante sicuramente non sono adatte a chi non desidera spendere un po’ di tempo da dedicare al giardino; infatti, la loro coltivazione risulta quasi una sfida nel terreno pesante e calcareo presente in gran parte d’Italia, e la combinazione di esigenze di queste piante, le rende abbastanza ostiche. Non che si tratti di piante con esigenze bizzarre, o che non sopportano le comuni condizioni presenti nei nostri giardini; sicuramente possono sopportare qualche variazione al loro clima e terreno ideale. Chiaro però che, come avviene per tutte le piante, se non vengono coltivate con un poco di accortezza, tendono ad ammalarsi e ad essere facile preda dei parassiti.

Le telopee amano posizioni ben luminose, possibilmente soleggiate; possono sopportare brevi gelate, di lieve entità, ma preferibilmente sarebbe opportuno proteggere le piante dal vento, soprattutto in inverno, anche solo con dell’agritessuto. Prediligono un terreno profondo e sciolto, possibilmente acido, visto che non amano la presenza di calcare nel terreno. In linea generale amano i terreni piuttosto poveri, sassosi, e molto ben drenati, ma allo stesso tempo necessitano di annaffiature regolari. Questo perché, nel paese d’origine, la piovosità è assai alta, e le piante vivono in un suolo roccioso; il risultato è ottimo drenaggio, ma piogge quasi quotidiane. Ovviamente possono sopportare brevi periodi di siccità, e non amano gli eccessi di acqua o acqua stagnante nel terreno. Quindi, per poterle coltivare al meglio, è consigliabile annaffiarle con poca acqua ma molto spesso. Sono sempreverdi, ma durante i mesi freddi ,è consigliabile evitare di annaffiare, a meno che le minime notturne non siano sufficientemente alte.

Tendenzialmente hanno uno sviluppo compatto e abbastanza lento, e quindi non necessitano di potature, a meno che non venano danneggiate dalle intemperie. Le telopee non amano eccessi di Sali minerali nel terreno, quindi si tende a fornire del fertilizzante mescolato all’acqua delle annaffiature, ogni 15-20 giorni, in dose dimezzata rispetto a quella che si trova indicata sulla confezione del concime.

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Le piante australiane

Telopea L’Australia è un continente affascinante, la cui scoperta e esplorazione ha convolto per decine di anni gli esploratori europei; nel corso dei secoli, la flora dall’aspetto così esotico ha attirato naturalisti di tutto il mondo, per studiarne pregi e virtù. Alcune piante di origine australiana sono a noi tutti decisamente comuni, come l’Acacia, e l’Eucalipto; vengono coltivati in Italia da secoli, tanto da essere in molte zone ormai quasi naturalizzati, per molte persone l’acacia è considerata un alberello appartenente alla flora mediterranea e difficilmente se ne conoscono le lontane origini. Negli ultimi decenni altre piante sono state introdotte in Italia, alcune delle quali furono portate in Europa dai primi esploratori che raggiunsero l’Australia; si tratta di grevillee, chamelaucium, metrosideros. Anche questi arbusti sono ormai “normali” nei vivai italiani, anche se da parte di alcuni appassionati di giardinaggio ancora vengono guardati con sospetto. Ultimamente si sta cercando di inserire anche altri splendori della flora australiana, quali le banksiae e le telopee, arbusti d grandi dimensioni, con fiori enormi e colorati, a cui noi europei non siamo molto abituati.


Dall'Australia all'Italia

acacia Oltre a queste, le piante australiane che possono venire coltivate in Italia sono tante. Chiaramente il continente australiana è molto grande, e quindi nella sua estensione presenta molta varietà nei climi; le piante che sono state fino ad ora introdotte in vivai, disponibili anche per i comuni appassionati di giardinaggio, e non solo per i giardini botanici, sono in genere piante che potremmo definire mediterranee. Ovvero piante che possono sopportare brevi gelate, ma che non amano il freddo intenso, preferendo il caldo estivo. La problematica maggiore che riscontriamo quando desideriamo coltivare delle piante che giungono da così lontano, riguarda le annaffiature, perché in genere, molte piante di origine australiana, preferiscono venire annaffiate con piccole quantità d’acqua, ma molto frequentemente, diversamente per quanto accade per le piante di origine mediterranea. Fortunatamente, gli ibridatori tendono a produrre ibridi di piante australiane più resistenti alla siccità ed al freddo invernale.




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