Bocche di leone - Anthirrinum majus

Le bocche di leone

Il nome botanico è Anthirrinum, la specie più diffusa è Anthirrinum majus, pianta perenne presente in natura nell'area mediterranea; i vivaisti si sono negli anni impegnati a produrre varietà nane e compatte, per le bordure del giardino, e varietà che superano i 150cm di altezza, per la produzione di fiori recisi.

Si tratta di perenni abbastanza resistenti al freddo, che producono un piccolo cespuglio di foglie verdi curo, da cui si elevano pannocchie erette, su cui sbocciano grandi fiori a partire dalla base; i fiori di bocche di leone sbocciano per tutta la bella stagione e sono caratterizzati dai colori vivaci e dalla particolare forma, simile alla bocca di un animale. Ai fiori appassiti si sostituisce una capsula semilegnosa che contiene numerosi piccoli semi scuri.

Bocche di leone


Coltivare le bocche di leone

Bocche di leoneQueste piante sono di facile coltivazione, sopportano bene i rigori invernali, e anche in caso di totale estinzione di una pianta, spesso tendono ad autoseminarsi, garantendoci la loro presenza in giardino per anni.

Si posizionano in luogo ben soleggiato, dove godano di almeno alcune ore di sole ogni giorno; la luce solare diretta garantisce la continuità della fioritura per tutta la bella stagione.

Prediligono un terreno ricco e profondo, moto ben drenato; collochiamo la nostra pianta in una posizione ben ventilata: scarsa ventilazione e scarso drenaggio rendono le bocche di leone facili prede dei marciumi radicali e delle muffe, che possono rovinare rapidamente la pianta.

Da aprile-maggio fino ai primi freddi annaffiamo con regolarità, attendendo sempre che il substrato asciughi completamente tra le annaffiature. Le bocche di leone sopportano senza problemi brevi periodi di siccità, eventualmente possono assumere un aspetto appassito, che torna rigoglioso non appena si fornisce acqua.

Esistono in vivaio molte varietà e specie di bocche di leone, dalle più delicate e piccine, spesso annuali, fino ai più vigorosi esemplari da fiore, passando per piccole specie che non superano i 25-35 cm di altezza.

Scegliamo la specie o la varietà che più si adatta al nostro giardino.

Le bocche di leone si coltivano con successo anche in vaso, soprattuto per quanto riguarda ovviamente le specie e varietà più contenute; fanno bella mostra di sè anche tra i gerani o le petunie.

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Propagare le Anthirrinum majus

Bocche di leoneCome dicevamo sopra ai fiori seguono piccole capsule verdi, che divengono nel corso di alcuni giorni semilegnose e secche per poi spaccarsi liberando i piccoli semi; possiamo raccogliere questa capsule e conservare i semi per l'anno successivo.

Le bocche di leone si seminano in febbraio in cassone caldo, oppure direttamente a dimora in aprile-maggio; può capitare che le piante ottenute da seme non fioriscano subito il primo anno dopo la semina, e che si debba attendere l'anno successivo.


Bocche di leone - Anthirrinum majus: Malattie e parassiti

bocca di leone Le specie di Anthirrinum majus possono essere colpite dagli afidi, parassiti che attaccano le foglie e i fiori delle nostre piantine, senza lasciare indenni neppure i nuovi germogli. La pianta apparirà appiccicosa e priva di linfa. Per eliminare il problema è opportuno utilizzare specifici prodotti antiparassitari.

Un altro problema legato allo sviluppo delle nostre bocche di leone è la ruggine. Se sulle foglie e fusto della pianta compaiono macchie scure e pustole, l'unico rimedio possibile sarà quello di ricorrere a prodotti specifici per evitare la morte della pianta. La causa della muffa è un fungo che oltre a deformare le foglie, le secca e le fa arricciare. Più colpite sono le giovani piantine.


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Evitare di annaffiare troppo spesso, generalmente le annaffiature possono essere anche sporadiche, ogni 10-15 giorni.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima alpino.

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