Geranio - Pelargonium

Il pelargonium

Vengono comunemente chiamati gerani, anche se in realtà, pur appartenendo alla famiglia delle geraniacee, il loro nome botanico è Pelargonium; si tratta di arbusti semisempreverdi, originari dell'Africa, coltivati in Europa da molto tempo, come piante decorative, ma anche come piante officinali.

Di coltivazione semplice e dall'abbondante fioritura, i gerani trovano spazio su terrazzi e balconi, anche se in molte regioni, dove il clima è mite, possono tranquillamente venire coltivati in piena terra; infatti queste piante possono tranquillamente sopportare temperature anche vicine ai 4-5°C, purché il terreno in cui vengono coltivate sia ben asciutto.

Le varietà più comunemente diffuse sono ibridi, divisibili in due grandi gruppi:

- Pelargonium zonale: con foglie pelosette, fusto eretto e grandi fiori riuniti in ombrelle quasi sferiche. Detti zonali a causa della zonatura più scura facilmente riscontrabile al centro delle foglie.

- Pelargonium peltatum: il cosiddetto geranio edera, con lunghi fusti volubili ed elastici, con sviluppo strisciante o ricadente, e fiori più piccoli del precedente.

In vivaio sono ormai disponibili svariate specie e ibridi di geranio, il più comune è il pelargonium macrantha, o geranio imperiale, con grandi fiori dai colori accesi e fogliame frastagliato, molto apprezzato per il suo sviluppo denso e compatto.

Esistono poi numerosissimi ibridi e cultivar, con fogliame profumato, con fiori di colore particolare, o con petali dalle forme bizzarre; gerani dallo sviluppo impressionante, altri nani, che si mantengono al di sotto dei 20 cm di altezza. Ed infine possiamo trovare i gerani botanici, piante più delicate e meno appariscenti, ma sicuramente molto belle; le specie di pelargonium sono circa 250, quasi tutte con fusto carnoso, alcune completamente succulente, con fogliame di dimensione varia, alcune molto profumate; spesso le specie botaniche presentano fiori di piccole dimensioni e di colore rosato, molto meno appariscenti rispetto a quelli delle specie ibride; queste piante presentano però spesso caratteristiche peculiari che le rendono piacevoli da coltivare, come la succulenza, o il fogliame dall'aroma penetrante.

Geranio

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Come coltivare i gerani

Geranio  Come detto prima queste piante sono di facile coltivazione, forse anche per questo trovano posto su terrazzi e balconi.

La prima regola da seguire per ottenere dei bei gerani ricchi di fiori riguarda i vasi: evitiamo di porre i nostri gerani in contenitori eccessivamente capienti, altrimenti ci troveremo con tantissime foglie e pochissimi fiori. Infatti se il pelargonium trova molto spazio, tende a produrre enormi apparati radicali, seguiti da tantissima vegetazione, e da pochi fiori.

Quindi scegliamo un vaso non eccessivamente grande, ma nemmeno minuscolo; per un paio di piante di geranio edera possiamo scegliere una piccola fioriera, di 40-50 cm di lato, profonda circa 20-30 cm; per un singolo geranio zonale ben sviluppato può bastare un vaso a campana di 20-25 cm di diametro.

Nel vaso poniamo un buon terriccio universale, ricco e soffice, e una manciata di concime granulare a lenta cessione, che ci garantirà il giusto tenore di sali minerali nel terreno per circa 3-4 mesi. Se non amiamo utilizzare il concime a lenta cessione, ricordiamo di concimare le nostre piante ogni settimana, con un buon concime per piante da fiore, utilizzato in metà dose rispetto a quella consigliata sulla confezione; le concimazioni saranno regolari da marzo a settembre, sospendiamole in autunno ed inverno.

Posizioniamo i nostri gerani in un luogo soleggiato, che possibilmente non riceva un numero eccessivo di ore di sole diretto al giorno, possono bastare 4-6 ore; evitiamo le posizioni a sud, dove la pianta riceva il sole per tutta la giornata, perchè il calore estivo potrebbe alla lunga rovinare le piante.

Durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, annaffiamo le piante ogni volta che il terreno risulta secco; nonostante queste piante resistano senza problemi a brevi periodi di siccità, evitiamo di lasciarle all'asciutto troppo a lungo; evitiamo anche di lasciare il terreno umido per periodi prolungati di tempo: nel dubbio è meglio annaffiare una volta di meno piuttosto che annegare le piante.

Periodicamente rimuoviamo i fiori appassiti e le foglie che naturalmente disseccano, per evitare che siano veicolo di infezioni fungine. Oltre a prevenire le malattie, questa pratica ci restituisce costantemente una pianta sana e bella.

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Durante l'inverno

Geranio  Le piante di geranio non sono annuali, possono venire coltivate di anno in anno, a patto di avere il posto dove ricoverarle se nella zona in cui viviamo l'inverno è rigido. Per conservare i nostri gerani è fondamentale prima di tutto evitare di annaffiarli eccessivamente in autunno, e soprattutto sospendere le concimazioni, in modo da favorire l'entrata della pianta in un periodo di riposo vegetativo; a questo punto posizioniamo i nostri gerani in un luogo dove non ricevano annaffiature, e dove possano essere protetti dal gelo.

Chi può permettersi una serra fredda sicuramente non avrà problemi; chi invece è costretto a tenere il vasi sul terrazzo può proteggerli addossandoli alla parete della casa, e coprendoli con dell'agritessuto.

Fino a che il clima autunnale ed invernale rimane mite è bene annaffiare sporadicamente le piante; quando invece abbiamo temperature inferiori ai 2-3°C sospendiamo le annaffiature.

Con il passare degli anni i gerani tendono a formare arbusti poco compatti, e spesso vuoti di ramificazioni e foglie nella parte inferiore. Per questo motivo, a fine inverno, è bene potare drasticamente le piante, in modo da favorire lo sviluppo di nuovi germogli anche nella parte bassa della pianta.

Con l'arrivo de caldo quindi, potiamo le piante, estraiamole dai vasi e cambiamo tutto il terriccio con substrato nuovo, fresco e ricco. Riprenderemo quindi con le annaffiature e le concimazioni.


Geranio - Pelargonium: Da un geranio tanti gerani

Geranio  I pelargoni mantengono nel tempo fusti erbacei, tondi e carnosi; come avviene per le succulente, questi fusti tendono a radicare con grande facilità. Possiamo sfruttare questa caratteristica dei gerani per praticare numerose talee, soprattutto quando, a fine inverno, potiamo le piante dell'anno precedente. In realtà questo è quello che avviene in vivaio: in generale le piante di pelargonium che vengono vendute in primavera sono talee, preparate in autunno o in inverno in serra, delle piante dell'anno precedente. Le piante "vecchie" vengono spesso chiamate "piante madri", visto che hanno "generato" tantissime piante figlie.

Per produrre talee di pelargonium è sufficiente asportare dei rami, anche sottili, utilizzando un coltello ben affilato e pulito; il ramo può essere tagliato in porzioni lunghe 10-15 cm, da cui si levano le foglie nella parte bassa, che viene tagliata in maniera obliqua, in modo che esponga all'aria la maggior superficie possibile. Si immerge la talea nell'ormone radicante e quindi la si infila in un buon terriccio, mescolato a sabbia, leggermente umido. Le talee così praticate vengono coltivate in luogo caldo e riparto, ricordando di non lasciare mai il terreno all'asciutto per periodi prolungati di tempo.

Se possediamo una serra fredda dove riporre i gerani possiamo preparare le talee già a fine estate; se invece non abbiamo questa fortuna, dovremo preparare le talee all'inizio della primavera; in genere sono sufficienti 20-25 giorni per ottenere una piccola pianta, che rapidamente svilupperà nuove foglie e nuovi fiori.


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Annaffiare ogni 15-20 giorni, quando il substrato risulta asciutto da alcuni giorni; è consigliabile evitare gli eccessi, evitando che le piante siano troppo esposte alle piogge in questo periodo dell'anno.


Tenere asciutto
concimazione
Si consiglia l'utilizzo mensile di un concime apposito per piante fiorite, ricco in potassio e fosforo; in autunno le piante devono rinforzare i fusti e l'apparato radicale; i fertilizzanti autunnali sono abbastanza poveri in azoto, per evitare che lo sviluppo tardivo di nuova vegetazione renda la pianta troppo sensibile al freddo.


Esigenze della piante a settembre in un clima continentale.

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