Piombaggine - Plumbago auriculata

Anche conosciuto come gelsomino azzurro, il plumbago auriculata o piombaggine è una piccola pianta rampicante, non troppo vigorosa, che può raggiungere comodamente i 2-3 metri in una sola stagione vegetativa; è una pianta di origine africana, con grandi fiori a grappolo, molto simili a quelli del gelsomino, ma di colore azzurro cielo. La fioritura si protrae per un lungo periodo di tempo, dall'inizio della primavera, fino all'autunno, ed è delicatamente profumata.

Vieni spesso utilizzata per decorare aiuole e giardini, grazie alla presenza di una lunga fioritura che colora l'ambiente.

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Coltivazione del Plumbago

plumbago I plumbago auriculata sono arbusti rampicanti abbastanza vigorosi; prediligono posizioni soleggiate, o anche semiombreggiate, possibilmente vicino a un muro o ad un graticcio. Volendo queste piante possono venire coltivate anche a terra, nelle aiole, dove avranno uno sviluppo tappezzante.

Necessitano di un buon terreno ricco e sciolto, costituito da terriccio universale, mescolato a sabbia e pietra pomice, in modo da preparare un substrato soffice e molto ben drenato; infatti le piante di piombaggine temono i ristagni idrici, che causano spesso danni alle radici ed al colletto della pianta; è bene controllare tempestivamente che non si formino questi ristagni, per evitare l'insorgenza di marciumi radicali.

I fusti del plumbago sono sottili e flessibili, scarsamente ramificati, e portano piccole foglie di colore verde chiaro; se il colore tende eccessivamente al giallo è probabile che la pianta sia posta in una posizione eccessivamente soleggiata, o che stia soffrendo di clorosi: spostiamola in un luogo in cui goda di qualche ora di mezzombra ogni giorno e forniamo del concime rinverdente.

Da aprile a settembre, ogni 12-15 giorni, forniamo del concime per piante da fiore, mescolato all'acqua delle annaffiature.

Questi rampicanti amano un terreno fresco e necessitano di abbondanti annaffiature, quindi, soprattutto nelle giornate più calde dell'anno, bagniamo abbondantemente il terreno, possibilmente nelle prime ore del mattino; evitiamo però di annaffiare eccessivamente, attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto tra un'annaffiatura e l'altra.

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L'inverno per i plumbago

plumbago larpentae I plumbago auriculata temono le gelate intense, soprattutto se persistenti; in genere vengono coltivati all'aperto solo nelle regioni centrali e meridionali d'Italia; nel resto della penisola si coltivano in vaso, per poterli spostare in luogo riparato durante l'inverno. E' anche possibile coltivarli in piena terra, ma solo se si ha l'accortezza di proteggere in inverno le radici, utilizzando paglia o cortecce, e i rami coprendoli con agritessuto.

Se la pianta dovesse comunque venire danneggiata dal freddo è consigliabile, a primavera, potare tutta la parte aerea, favorendo così lo sviluppo di nuove ramificazioni.


Piombaggine - Plumbago auriculata: Moltiplicazione e malattie

plumbago auriculata La moltiplicazione delle piante di piombaggine avviene con la tecnica delle taleee semilegnose, che vanno prelevate e messe a dimora durante il periodo primaverile o quello estivo.

Per quel che riguarda i parassiti e le malattie che possono colpire questa varietà, è possibile dire che sono piante piuttosto resistenti che, però, spesso, possono essere attaccate da afidi e cocciniglie. In questo caso è bene intervenire tempestivamente con l'utilizzo di specifici prodotti antiparassitari.





Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Il terreno si mantiene asciutto, inumidendolo leggermente una volta al mese, o anche meno. In genere se il clima è rigido non è necessaio annaffiare durante i mesi invernali.


Tenere asciutto
concimazione
In inverno è consigliabile sospendere, o ridurre drasticamente, le concimazioni; infatti un eccessivo sviluppo di vegetazione tenera e di nuovi germogli esporrebbe eccessivamente le piante al rischio di gelate.


Esigenze della piante a dicembre in un clima alpino.

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