Olivello spinoso - Hippophae rhamnoides

Olivello spinoso

Il genere hippophae fa parte della famiglia delle Eleagneaceae e comprende 3 specie: l’H. rhamnoides, l’H. salicifolia, e l’h. tibetana. Solo la prima pianta, di cui parleremo in modo particolare, è molto diffusa in coltivazione perché è l’unica ad avere doti ornamentali. Il rhamnoides, che viene anche chiamato olivello spinoso, è un arbusto che si trasforma facilmente in albero. L’altezza può andare da 2 metri anche fino ai nove. In generale però si attesta sui 3.

È originario di tutta l’Europa e dell’Asia e il suo habitat ideale è la riva dei fiumi con un terreno sabbioso o comunque calcareo. I rami inizialmente sono fessurati verticalmente e di un color grigio spento, ma col tempo diventano nerastri. Sono muniti di spine apicali e laterali. Le foglie sono lunghe fino a 7 cm e larghe 1,5, non dentate, argentee e squamose sulle due pagine.

Fiorisce in maniera abbondante con fiori portati da corti racemi contemporaneamente alla comparsa delle foglie, nel mese di aprile. Essendo una pianta dioica vi sono esemplari che portano solo fiori maschili e altri che portano solo fiori femminili. Conseguentemente se in giardino si vogliono ottenere i frutti bisogna dotarsi di entrambe le piante. Questi sono a bacca ovoidale, lunga dai 6 agli 8 mm, arancioni e contengono un unico seme, marrone. Compaiono verso settembre, in grappoli densi che rivestono i rami. Sono molto persistenti e spesso durano per tutto l’inverno perché poco graditi agli uccelli.

Questi arbusti generalmente cominciano a produrre frutti dopo tre anni dall’impianto e entrano in piena produzione quando raggiungono i 7-8. I maschi fioriscono un po’ prima delle femmine per un periodo che dura dai 6 ai 12 giorni. Dal momento dell’impollinazione è necessario aspettare almeno 12 settimane perché i frutti giungano a maturazione.

Olivello spinoso


Generalità

Famiglia e genere Eleagneaceae, gen. Hippophae, comprendente 3 specie
Tipo di pianta Albero o arbusto deciduo, spogliante e dioico
Esposizione sole
Rustico Molto rustico
Terreno Molto tollerante, anche terreni salmastri
Colori Frutti arancioni
Fioritura Primavera, piccoli e gialli
Propagazione Margotta, polloni, talea
Parassiti e malattie In genere sano
Irrigazione Abbondante

Arbusto di media grandezza, con foglie caduche, originario dell'Europa e dell'Asia; ha crescita abbastanza rapida e può raggiungere i 3-4 metri di altezza. Il fusto è eretto, molto ramificato, i rami sono muniti di lunghe spine; gli esemplari giovani hanno chioma disordinata, che tende a divenire tondeggiante o ad ombrello con il passare degli anni. Le foglie sono opposte, lineari, lunghe 5-8 cm, di colore verde-grigiastro sulla pagina superiore, più chiare, quasi biancastre, sulla pagina inferiore. Si tratta di arbusti dioici, quindi i fiori maschili e quelli femminili sbocciano su piante separate, ed è quindi necessario avere almeno due esemplari, uno per sesso, di hippophae per ottenere i frutti. i fiori sono giallo-verdastri, poco decorativi, sbocciano prima che appaiano le foglie, in marzo-aprile. In estate gli esemplari femminili producono i frutti, molto simili ad olive, ma di colore giallo aranciato; i frutti di olivello spinoso si dispongono lungo i rami, sono commestibili, pur avendo un sapore abbastanza acido e si possono utilizzare per produrre sciroppi. Queste piante vengono utilizzate per siepi decidue o anche come esemplari singoli; la loro capacità di consolidare il terreno, con un apparato radicale ben sviluppato, e la presenza nelle loro radici di batteri azoto fissatori rende gli olivelli spinosi molto adatti anche per consolidare terreni franosi, o anche nelle aiole ai bordi delle strade.

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Esposizione

porre a dimora in luogo soleggiato, o comunque molto luminoso; non temono il freddo e sopportano molto bene anche l'inquinamento e la presenza di sale marino nel terreno e nell'acqua di irrigazione.


Annaffiature

gli olivelli spinosi necessitano di annaffiature abbastanza regolari, soprattutto durante i mesi più caldi dell'anno; non sopportano periodi di siccità prolungati.


Terreno

Si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, anche nella comune terra da giardino, purché non sia eccessivamente arido.


Moltiplicazione

Avviene per seme, in primavera, oppure per talea, in primavera o a fine estate.


Parassiti e malattie

In genere non vengono attaccati da parassiti o da malattie.


Varietà

olivello spinosoL’hippophae rhamnoides in Europa si può trovare in tre sottospecie.

- Hippophae rhamnoides subsp. carpatica, proveniente dai Carpazi. Il suo habitat sono le foreste e le zone arbustive prealpine. Generalmente cresce in associazione con il salice. I suoi rami crescono dritti e le bacche hanno forma sferica

- Hippophae rhamnoides subsp. fluviatilis: si trova principalmente in zone prealpine ed è caratterizzato da lunghi rami flessibili, da foglie ovali di 3-6 mm. Le spine sono meno pronunciate.

- Hippophae rhamnoides subsp. Rhamnoides: è il più diffuso in assoluto ed è molto presente sulle coste in particular modo in associazione alle dune sabbiose. Anche qui si accompagna spesso al salice. Il suo aspetto è molto spinoso con rami corti e rigidi. I getti sono nodosi e la forma generale dei frutti è cilindrica, con semi piatti.

Le caratteristiche morfologiche, ad ogni modo, variano considerevolmente in funzione del grande ventaglio di condizioni climatiche che copre l’area di distribuzione.


Distribuzione e habitat

bacche olivelloAlcuni studi hanno dimostrato che alla fine dell’era glaciale l’olivello spinoso era presente quasi su tutto il territorio europeo. In effetti si tratta di una pianta pioniera che ha la particolarità di contribuire all’arricchimento del suolo, fissando l’azoto, e quindi favorire poi l’inserimento successivo di specie più esigenti. Mano a mano che si sono diffuse altre essenze le zone occupate dall’h. si sono ristrette soprattutto ad alcune aree montane e costiere. In queste comunità isolate si sono poi sviluppate diverse sottospecie e varietà, ognuna con caratteristiche specifiche. Ad ogni modo oggi è diffuso spontaneamente in Africa del Nord, in quasi tutta l’Europa, in Medio ed Estremo Oriente. È stato poi portato anche negli Stati Uniti e in Canada dove è stato ampiamente utilizzato per la lotta all’erosione dei suoli e soprattutto delle coste.


Utilizzi

Gli usi alimentari, medicinali ed ecologici dell’olivello spinoso sono conosciuti da almeno 1000 anni. Viene coltivato sia in maniera tradizionale sia in con i metodi biologici e biodinamici. Per esempio quest’ultimo tipo di approccio è molto diffuso in Toscana.


Usi industriali e foraggeri

utilizzi olivelloGià nell’antica Grecia e in epoca romana le sue foglie erano tenute in grande considerazione come mangime per il bestiame. In particolare veniva consigliato per i cavalli di un certo pregio. Si riscontrava che fosse di grande aiuto per la crescita vigorosa e la veloce acquisizione di peso. Ancora oggi, soprattutto in Cina, viene incoraggiato questo tipo di foraggio. Inoltre la farina e l’olio derivanti dai frutti vengono usati come mangime negli allevamenti avicoli. È stato riscontrato che sono determinanti nell’incremento della colorazione arancione dei tuorli. Ugualmente sono molto utili come mangime per la trota iridea favorendo la colorazione salmonata delle carni.


Usi alimentari e farmaceutici

I frutti appena raccolti risultano estremamente acidi e quindi poco gradevoli al palato. Diventano invece appetibili sotto forma di marmellate, composte, gelatine e sorbetti.

L’olio che se ne ricava può essere utilizzato sia come prodotto alimentare sia come base farmaceutica.

Vi sono in realtà due tipi di olio. Il primo deriva dalla polpa, il secondo dal seme contenuto al centro. L’estrazione può avvenire per macerazione, per spremitura a freddo o per centrifugazione.

Farmacologicamente l’olio contiene molta vitamina E ed è una fonte di acidi grassi Omega 3, 6, 7 e 9. Viene utilizzato per favorire la cicatrizzazione e la reazione alle bruciature. Molto impiegato anche per reidratare la pelle e le mucose

Ad ogni modo tutta la pianta è sempre stata ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale occidentale ed orientale. Si sa che i frutti sono eccezionalmente ricchi in vitamina C. Ne contengono addirittura 5 volte di più rispetto al kiwi. Inoltre vantano anche un’abbondante presenza di vitamine A, E, F e P.


Usi orticoli, silvicoli e per la gestione dei suoli

• Come abbiamo detto questa pianta è stata ed è ampiamente impiegata per combattere l’erosione dei suoli. Ne migliora la qualità grazie alla presenza, a livello delle radici, di nodosità che ospitano batteri specializzati (ad esempio l’Actimomicete Frankia) capaci di fissare l’azoto atmosferico. In Inghilterra è stato rilevato che sono stati capaci di fissare circa 180 kg di azoto per ettaro di terreno.

• Molto impiegato come siepe difensiva o per delimitare le aree di pascolo in virtù delle sue spine acuminate. Viene anche ampiamente utilizzato con barriera frangivento visto che presenta caratteristiche di elevata rusticità

• È molto utilizzato come elemento di separazione nelle zone costiere grazie alla sua resistenza al sale sia nell’aria sia nel suolo. Si può ottimamente abbinare alle rose rugose, al ligustro e al tamerice. Ha mostrato inoltre una grande capacità di resistenza alle condizioni urbane, soprattutto i pesticidi e all’inquinamento.

• Come tutte le piante pioniere si moltiplica facilmente e quindi ha un grande interesse silvicolo. I rami lignificati producono molto facilmente radici ed è quindi molto semplice, in estate, la riproduzione tramite talea o margotta. Si moltiplica anche molto facilmente tramite seme e si riescono ad avere belle piante già nel giro di tre anni. Questa riproduzione è talmente facile che in alcuni luoghi bisognosi di nuova vegetazione i semi vengono ampiamente sparsi addirittura utilizzando aerei.

• La pianta è comunque molto considerata anche dal punto di vista ornamentale visto che le foglie argentee e le bacche arancione vivace sono un’ottima decorazione per i giardini e possono essere usati anche in composizioni per l’abbellimento della casa.


Coltura, moltiplicazione e parassiti

Coma abbiamo detto l’olivello cresce su suoli poveri che ha la capacità di rendere più fertili. Si tratta quindi di una specie pioniera che colonizza le zone instabili dopo le alluvioni, i litorali sabbiosi e i pendii franosi. Preferisce assolutamente un’esposizione soleggiata, ma può vivere fino ad altitudini elevate, anche sopra ai 5000 m., come avviene in Asia. Le irrigazioni, se viviamo in una zona secca, devono comunque essere abbondanti. La moltiplicazione può essere effettuata facilmente tramite seme. Prima bisogna lavarlo e farlo seccare bene. In seguito deve essere messo in un terriccio leggero e tenuto a 5°C per tre mesi (come avverrebbe in natura). La moltiplicazione per talea riesce benissimo in acqua. L’ideale è prelevare rami semilegnosi, durante il mese di luglio. Le radici spuntano nel giro di una settimana. Bisogna poi trasferire il tutto in un substrato sabbioso e tenerlo in una zona riparata. Questa specie può essere preda di diversi fitofagi: coleotteri, grillotalpa e nottue: in particolare le loro larve attaccano le radici. Si possono controllare con prodotti specifici. Con insetticidi possono essere tenuti sotto controllo anche i parassiti che si nutrono di foglie. Le piantine giovano possono essere attaccate dal fusarium e dal Pythium, ma possono essere debellati e prevenuti con giuste cure colturali o eventualmente con anticrittogamici specifici.


Olivello spinoso - Hippophae rhamnoides: Ricetta

Marmellata di fragole e olivello spinoso

Ingredienti

400 g di fragole

200 ml di succo di bacche

500 gr di zucchero

Preparazione

La sera prima lavare, asciugare e tagliare finemente le fragole. Mescolarle con lo zucchero e il succo di bacche di olivello spinoso. Lasciare riposare tutta la notte in frigorifero. La mattina schiacciare le fragole e setacciare il tutto. Versare in una pentola e portare ad ebollizione (107°C) e tenervela per 3 minuti. Versare in barattoli di vetro sterilizzati e conservare in frigorifero.





Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Annaffiare ogni 15-20 giorni, quando il substrato risulta asciutto da alcuni giorni; è consigliabile evitare gli eccessi, evitando che le piante siano troppo esposte alle piogge in questo periodo dell'anno.


Tenere asciutto
concimazione
In questo periodo dell'anno la concimazione ha lo scopo di preparare le piante alla stagione fredda; in genere si interviene una sola volta, utilizzando un concime a lenta cessione specifico per piante verdi, non troppo ricco in azoto.


Esigenze della piante a settembre in un clima continentale.

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