Lentisco - Pistacia lentiscus

Generalità

Il lentisco o Pistacia lentiscus è un arbusto o piccolo albero sempreverde originario dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ha portamento eretto, molto ramificato, e può raggiungere 4-5 m di altezza e 2-3 m di larghezza; la chioma è tondeggiante, e in genere presenta un fusto molto corto, anche se talvolta si può sviluppare ad alberello. La corteccia è rossastra; le foglie sono composte, costituite da 10-12 foglioline ovali, di colore verde scuro brillante, cuoiose, lucide; all’inizio della primavera all’ascella fogliare sbocciano piccoli fiorellini riuniti in racemi, di colore verdastro i fiori femminili, più scuri e tendenti al rosso i fiori maschili; in estate i fiori lasciano il posto ai piccoli frutti, delle bacche tondeggianti di colore rosso, che divengono nere a maturazione, in inverno. Le foglie e i rami sono intensamente profumati, la resina contenuta nella corteccia veniva utilizzata per produrre un mastice gommoso fin dall’antichità, chiamato ni greco mastiche, da cui deriva appunto la parola italiana mastice; ancora oggi la pianta viene utilizzata in erboristeria e nell'industria dei profumi.
Lentisco


Storia e caratteristiche del lentisco

pistacia lentiscus Il nome italiano di questo albero deriva dal latino e significa “viscoso” in riferimento, probabilmente, al liquido che si può ricavarne.

In generale possiamo dire che si tratta di vegetale di solito di forma arbustiva e meno frequentemente arborea.Il Pistacia lentiscus può raggiungere in media i tre metri, ma in alcuni casi particolari, soprattutto nell’area mediterranea, può arrivare anche a 6 metri.

Si può distinguere dagli altre piante simili (come il Pistacia terebinthus) per diverse caratteristiche peculiari.

Prima di tutto le sue foglie sono composte da un numero pari di foglioline paripennate (il pistacchio, invece, ha un numero dispari visto che la foglia termina con una fogliola singola).

Il peduncolo risulta molto allargato. Inoltre si tratta di una pianta dal fogliame persistente e porta un’infiorescenza cilindrica.

Le foglioline sono molto strette e coriacee, di forma da ovale ad ellittica e finiscono con una piccola punta. In un’unica foglia se ne possono trovare da due a dodici. Alle volte possono portare una galla.

Come altre piante appartenenti alla stessa famiglia il lentisco risulta una pianta dioica. Ciò significa che vi sono esemplari che portano solo fiori femminili e altri solamente maschili. Ad ogni modo formano dei racemi piuttosto piccoli che partono dall’ascella fogliare. I singoli fiori non sono dotati di petali: quelli maschili sono dotati di cinque piccoli sepali da cui emergono cinque stami rossastri che poggiano su di un disco nettarifero. I femminili sono invece dotati di tre o quattro sepali e di un ovario sopraelevato. La fioritura generalmente si ha tra i mesi di marzo e di maggio e può durare diverse settimane.

Il frutto è una drupa di piccole dimensioni, commestibile. Il diametro è di circa 5 millimetri. Inizialmente è rossastra e con tempo volge al nerastro. Il seme è identico a quello dei pistacchio ed è edule. In alcune zone (per esempio nel Nord dell’Africa) entra nella composizione di zuppe in abbinamento per esempio a dei legumi.

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Esposizione

Famiglia e genere  Anacardiaceae, Pistacia, lentiscus
Tipo di pianta Arbusto o albero, dai 3 ai 6 metri di altezza, sempreverde
Esposizione Sole, leggera ombra al Sud
Rustico Fino a -10°C. Predilige il caldo rispetto al freddo
Terreno Indifferente, anche molto povero
Colori Frutti rossi e poi neri
Irrigazione Molto resistente alla siccità
Fioritura Da marzo a maggio
Concimazione Leggera

Il lentisco necessita di posizioni soleggiate per svilupparsi al meglio, ma può sopportare anche la mezz’ombra; in genere può sopportare temperature vicine ai –10°C, anche se nelle regioni con inverni particolarmente rigidi è bene ripararlo con tnt, oppure porlo a dimora nei pressi di un muro o di altri arbusti. È una pianta che in assoluto ama la luce diretta e il caldo. L’ideale quindi è inserirla in una posizione posta a Sud.

Chiaramente questo diventa sempre più importante mano a mano che la sua coltivazione si sposta verso le regioni settentrionali.

Se viviamo sulle coste o sulle isole possiamo ottenere begli esemplari con una esposizione anche leggermente ombreggiata. Per esempio l’ombra del mattino non è deleteria se nel pomeriggio l’illuminazione invece è costante.


Annaffiature

Annaffiature questo arbusto in genere non necessita di annaffiature, anche se nei mesi estivi, particolarmente caldi e siccitosi, potrebbe essere necessario annaffiare ogni 15-20 giorni. In primavera e in autunno interrare ai piedi della pianta del concime organico ben maturo.


Terreno

Lentisco porre a dimora in terreno ricco, sciolto e ben drenato; in natura il lentisco cresce in terreni rocciosi e poveri, in giardino spesso tende a svilupparsi più velocemente che nei luoghi di origine, potendo trarre maggiori quantità di elementi nutritivi dal terreno. Il lentisco è pianta molto tollerante sotto questo punto di vista. Si adatta a tutti i tipi di suolo, dal più povero e sassoso al più ricco. Vive anche discretamente bene con substrati argillosi e compatti.


Moltiplicazione

in primavera è possibile seminare i semi raccolti durante l’inverno; volendo è possibile anche praticare talee semilegnose in primavera inoltrata, ma in genere le talee di lentisco radicano con grande difficoltà.


Parassiti e malattie

lentisco L’oidio, gli acari e la cocciniglia possono attaccare talvolta la pianta, soprattutto se viene coltivata in zone poco ventilate. Si tratta di un vegetale piuttosto sano e in natura infatti è piuttosto autonomo.

Viene colpito abitualmente da alcuni acari (come l’Eriophyes stephanii) e da degli afidi (Anopleura lentisci). Entrambi questi parassiti causano la comparsa di galle a scapito delle foglie. Viene in particolare colpito il limbo fogliare che si arriccia.


Areale del lentisco

La sua origine può essere individuata nell’area mediterranea dei continenti europeo, asiatico ed africano. È un tipico arbusto della macchia. È particolarmente diffuso nelle aree costiere e predilige comunque le altitudini non elevate. In genere si può rinvenire al massimo fino ai 600 metri sul livello del mare. È molto diffuso a Sud della Toscana e delle Marche. Nel Nord Italia si trova praticamente soltanto in Liguria.

Come abbiamo detto entra a far parte della macchia mediterranea insieme ad esempio all’olivastro e al mirto.


Coltivazione

Coltivazione lentisco La coltivazione del lentisco è piuttosto semplice. Si tratta infatti di un arbusto che si adatta facilmente a molte situazioni diverse. Per esempio tollera molto bene anche i suoli molto poveri o sassosi. Per questo viene per esempio anche utilizzato per la rigenerazione aree molto sfruttate precedentemente o dove vi sia il pericolo di desertificazione. È inoltre stato dimostrato che resiste molto bene agli incendi ed è quindi una pianta inserita in aree con queste problematiche sia per arginarle sia per far rivivere l’habitat naturale.


Rusticità

Possiamo dire che si tratta di un arbusto piuttosto rustico visto che è capace di resistere a temperature anche di -10°C. Può quindi essere utilizzato anche nel Nord Italia , se escludiamo le aree alpine; l’importante è che, almeno nei primi anni, venga protetto con del materiale idoneo (per esempio un doppio strato di tessuto-non tessuto). I risultati migliori si avranno ponendo l’esemplare in una zona assolata e molto calda.


Coltivazione in vaso

lentiscus Se viviamo in aree molto fredde possiamo coltivarlo in un contenitore. Deve essere piuttosto ampio e soprattutto profondo. Molto importante è creare sul fondo uno strato drenante molto spesso , composto magari da ghiaia o argilla espansa.


Irrigazione

lentiscus Questo arbusto è estremamente resistente alla siccità. Come molto piante xerofite è capace di chiudere gli stomi delle foglie per evitare di disperdere preziosa acqua. Di solito quindi non ha bisogno di interventi da parte dell’uomo. In piena terra possiamo limitarci ad irrigare al massimo una volta al mese durante i primi due anni, specialmente durante l’estate. Evitiamo però le annaffiature brevi e con poca acqua. Queste favoriscono la crescita delle radici superficiali e rendono alla lunga la pianta meno stabile e meno resistente.

L’ideale è innaffiare molto sporadicamente distribuendo però grandi quantità di liquido. In questa maniera l’acqua andrà in profondità e la pianta sarà stimolata a far crescere radici più lunghe e in futuro si dimostrerà più autonoma, come è abitualmente nel suo ambiente naturale.


Concimazione

Essendo un vegetale abituato ai substrati poveri di solito non necessita di nessun tipo di concimazione. Se vogliamo possiamo però, all’inizio dell’inverno, spargere intorno alla chioma una buona quantità di ammendante organico (stallatico molto maturo, cornunghia). In primavera può essere sufficiente distribuire una manciatina di concime granulare a lenta cessione piuttosto equilibrato. Durante i primi anni possiamo prediligerne uno che apporti maggiormente azoto, in seguito un qualsiasi prodotto per piante da frutto andrà più che bene.


Potatura

lentisco In genere non è necessaria perché acquisisce naturalmente la forma che riscontriamo allo stato spontaneo. Ad ogni modo possiamo anche decide di farlo crescere ad albero. In quel caso bisognerà scegliere un singolo getto proveniente da sottoterra e liberarlo per una certa porzione. Al di sopra modelleremo la chioma, possibilmente con una forma aperta. Il lentisco può anche essere utilizzato per la realizzazione di siepi formali od informali in ambiente mediterraneo. Tollera bene i tagli anche drastici e grazie alle foglie di piccole dimensioni può essere facilmente modellato secondo i nostri gusti. Gli interventi più importanti si dovranno fare durante i primi anni. I rami principali andranno troncati per incrementare la nascita di branche secondarie e conseguentemente rendere l’arbusto più folto e coprente. In seguito si dovrà intervenire solo per mantenere le forme e eventualmente eliminare rami deboli, morti o mal direzionati.


Propagazione

La riproduzione del lentisco può essere effettuata principalmente per seme o tramite talea.

La semina si effettua in primavera, quando le temperature diurne oscillino tra i 10 e i 15 °C. Prima di cominciare però bisogna vernalizzare i semi tenendoli, per esempio, in frigo per almeno due mesi.

Il metodo però più utilizzato in ambito vivaistico è la talea erbacea. In genere si procede nel mese di luglio prelevando dei segmenti dell’anno e inserendoli in un composto molto leggero con un’alta percentuale di sabbia e agriperlite. Il substrato dovrà sempre essere mantenuto umido e ad una temperatura di circa 20°C, in una zona ombreggiata. Di solito la radicazione è veloce e le piante possono già essere messe in contenitori singoli in autunno per poi essere spostate in piena terra la primavera successiva, dopo la fine delle gelate.


Lentisco - Pistacia lentiscus: Utilizzi e curiosità

lentiscus Nella medicina tradizionale dei paesi del bacino del Mediterraneo la resina del lentisco (ottenuta incidendo il tronco) è comunemente utilizzata per combattere affezioni dell’apparato digerente e in particolare le ulcere dello stomaco. La sua efficacia ad ogni modo è stata confermata da recenti studi scientifici, in particolare è capace di combattere il batterio Heliobacter pylori. Un modo comunque di effettuare queste cure avviene attraverso la masticazione della resina. È una pratica molto comune in alcune isole della Grecia.

In alcune aree e in alcune lingue questo vegetale viene anche chiamato “albero del mastice”. Infatti viene utilizzato per ricavarne una gomma dal profumo e dal sapore molto aromatico. Vi sono prove che questa venisse già utilizzata nell’antichità come oggi facciamo con il chewing-gum.

Viene richiesta inoltre dall’industria dolciaria e da quella della cosmetica.

Il legno di lentisco ha un colore che va dal rosa all’ocra con bellissie venature gialle. Viene utilizzato per la realizzazione di piccole sculture lignee e anche per l’ebanisteria.

L’olio che si estrae dai suoi frutti ha un colore giallo e un profumo molto intenso. È utilizzato a scopo terapeutico e come olio essenziale per massaggi. Alcune sue proprietà decongestionanti nei confronti del sistema linfatico sono universalmente riconosciute. In Sardegna, dove è molto comune, il suo olio veniva utilizzato dalla popolazione in mancanza di quello di oliva. Era anche impiegato come olio lampante.





Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Annaffiare saltuariamente, lasciando asciugare il terreno per alcuni giorni prima di annaffiare nuovamente; è meglio lasciare il terreno asciutto più a lungo piuttosto che bagnare eccessivamente.


Tenere asciutto
concimazione
In questo periodo dell'anno la concimazione ha lo scopo di preparare le piante alla stagione fredda; in genere si interviene una sola volta, utilizzando un concime a lenta cessione specifico per piante verdi, non troppo ricco in azoto.


Esigenze della piante a settembre in un clima mediterraneo.

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