Fico d'India - Opuntia

Opuntia

Cactacee sempreverdi originarie del Messico, diffuse in gran parte del globo, soprattutto in Astralia e nel bacino mediterraneo, le Opuntia hanno fusti eretti o leggermente prostrati, divisi in segmenti di grandi dimensioni, ovali, appiattiti, con diametro di 30-70 cm, carnosi, di colore verde brillante, detti generalmente pale; presentano poche spine acuminate, riunite in gruppi di 2-3, lunghe 4-5 cm; le piante adulte possono raggiungere i 4-5 m di altezza.

Da fine primavera fino all'estate la pianta produce numerosi fiori a coppa, di colore giallo o arancione, disposti sui margini delle pale; ai fiori succedono i frutti, ovali, lunghi 10-15 cm, carnosi, spinosi, verdi, divengono rosso porpora a maturazione. L'intera pianta è commestibile, le pale generalmente si cuociono, mentre i frutti si mangiano crudi, dopo averli privati della spessa scorza spinosa.

Opuntia

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Fico d'India

Il fico d’India (Opuntia ficus-indica) è un arbusto che può raggiungere anche i 3,5 metri di altezza e di larghezza. Ha una forma molto particolare e riconoscibile: i fusti sono infatti piatti e larghi e vengono comunemente chiamati pale, anche se il loro vero nome scientifico è cladodi.

La loro superficie è per lo più liscia, di color verde glauco, ma puntinata da cuscinetti (le areole) da dove partono delle spine cerate. Accanto ve ne sono altre più piccole, lunghe al massimo qualche millimetro, che hanno lo scopo di trattenere l’umidità ambientale . Bisogna prestare loro particolare attenzione perché si staccano con estrema facilità, conficcandosi in profondità nella pelle. Sono infatti anche un mezzo di difesa.

Le opuntie costituiscono uno dei gruppi più consistenti nell’ambito delle Cactaceae: ne sono state classificate fino a 300 specie. Provengono per lo più da zone caratterizzate da forte aridità. Ciò non significa però che non possano essere resistenti alle basse temperature. Nel Continente Americano (dove trovano la loro origine) allo stato spontaneo si possono rinvenire addirittura nelle aree montagnose, in particolare sulle Ande si sono adattate alla sopravvivenza anche al di sopra dei 5000 metri di altitudine. Teniamo inoltre presente che anche in ambiente desertico la resistenza la freddo è una caratteristica importantissima. Vi sono infatti ambienti in cui l’escursione termica tra notte e giorno è di notevole entità.


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Coltivare il fico d'india

Coltivare il fico d'india non è per nulla difficile e può essere fatto da tutti.

IL FICO D’INDIA IN BREVE
Altezza a maturità Fino a 5 m
Larghezza a maturità Fino a 3 m
Coltura semplice
Manutenzione bassa
Crescita rapida
Propagazione Talea, seme
Rusticità Media (generalmente fino a -6°C)
Esposizione Pieno sole
Suolo Qualsiasi, ma ben drenato
In vaso 1/3 terra da giardino, 1/3 di sabbia, 1/3 compost
Necessita idrica bassa


Esposizione

Porre queste opuntie in pieno sole; possono sopportare temperature vicine ai -10°C, nei luoghi con inverni rigidi è bene porre a dimora le piante in luogo riparato, vicino ad un muro o sotto una tettoia; nei mesi più freddi dell'anno possono necessitare di essere riparate con tnt. Le opuntie si possono coltivare anche in contenitore, in modo da poterle portare al riparo dal freddo in autunno, in questo caso si mantengono di dimensioni contenute e difficilmente fruttificano.

Il fico d’India è molto sensibile al freddo. Può essere coltivato in piena terra solamente dove le temperature invernali non scendano sotto i - 10C. Altrove sarà invece bene porlo in un vaso di grandi dimensioni. L’esposizione dovrà essere la più soleggiata possibile.

Se viviamo in una zona particolarmente fredda possiamo eventualmente tentare di inserire varietà come l’opuntia fragilis o l’humifosa che si sono dimostrate piuttosto resistenti alle basse temperature. In questo caso è importantissimo posizionarle in un’area illuminata per buona parte della giornata, in particolare durante l’inverno). Basilare sarà anche fornire un adeguato substrato in maniera da scongiurare i problemi legati all’umidità stagnante a livello delle radici e del colletto.


Fiori e frutti del fico d'india

Fiori e frutti del fico d'india La fioritura del fico d'india avviene in estate o durante tutto l’anno (nelle aree in cui le temperature si mantengono per lo più costanti o comunque miti) ed è piuttosto breve, ma di grande bellezza. I petali sono molto sottili e perlacei e si possono declinare nelle sfumature del giallo, arancione e rosso , a seconda della varietà. Al centro troviamo una grande quantità di stami, altrettanto decorativi.

In seguito, da questi, si sviluppano i frutti, anch’essi estremamente colorati: si possono trovare nel giallo, nell’arancione, nel rosso, nel viola e persino nel bianco. Si allineano sul bordo delle pale.

La raccolta avviene generalmente tra luglio e settembre. Nelle aree con clima più favorevole la fruttificazione può avvenire anche in tre ondate successive.

La polpa va dal giallo al rosso-rosa fucsia, circondata da grossi semi di colore nero.

Non è però l’unica parte commestibile. Volendo anche le cosiddette pale possono essere consumate. Nell’America Centrale vengono inoltre utilizzate per la realizzazione di liquori.

Come abbiamo detto le cultivar più diffuse in Italia sono originarie del Messico. Nel nostro paese ( e in tutto il Nord dell’Africa) però è diventata una coltura frequentissima. I fichi d’India ormai sono identificativi di molti paesaggi, soprattutto della Sicilia, delle coste della Campania, della Puglia e della Sardegna. Si possono però trovare anche al Nord, in particolare sulla Riviera Ligure di Ponente.


Annaffaiture

Le giovani piante vanno annaffiate sporadicamente almeno una volta al mese da marzo a ottobre; le piante ormai a dimora da tempo in genere si accontentano delle piogge, anche se potrebbero necessitare di annaffiature in caso di siccità molto prolungata.

Per ottenere buoni risultati in vaso è importante aspettare che il terreno si asciughi sempre completamente prima di tornare a somministrare acqua. In linea generale dalla primavera all’autunno è consigliabile distribuire abbondante acqua una o al massimo due volte (a seconda delle temperature) alla settimana.

Le piante riparate all’interno durante i mesi invernali dovranno ricevere acqua mediamente ogni 30 giorni.

Gli individui in piena terra invece non necessitano interventi idrici, specialmente se sono state inseriti da tempo e risultano completamente affrancati.

IL CALENDARIO DEL FICO D'INDIA
Messa a dimora Primavera-estate
Rinvaso primavera
Propagazione tramite talea Dalla primavera all’estate, in giornate senza pioggia
Fioritura al Centro-Nord Giugno-luglio
Fioritura al Sud Dalla primavera all’autunno
Raccolta al Centro-Nord Da luglio a settembre
Raccolta al Sud Da fine primavera fino alla fine dell’autunno


Terreno

Si adatta senza problemi a qualsiasi terreno, purchè sia ben drenato e sabbioso; non ama i terreni eccessivamente ricchi e umidi.

In piena terra il fico d’India si adatta bene a molte condizioni diverse. Bisogna solamente evitare i suoli troppo argillosi e asfittici. Il ristagno idrico potrebbe infatti essere causa di marciumi a livello radicale.

A parte questo si adatterà benissimo a qualsiasi altra condizione, anche nel caso l’area risulti molto povera e arida

Il substrato ideale per i contenitori deve risultare invece piuttosto drenate. I terricci in vendita specifici per piante grasse sono adatti. Possiamo però creare noi stessi la composta mescolando 1/3 di terra da giardino, 1/3 di sabbia di fiume e 1/3 di compost. Se risultasse ancora pesante si può eventualmente aggiungere qualche manciata di perlite o vermiculite agricola. Sul fondo è estremamente importante creare uno spesso strato drenante con ghiaia o altro materiale idoneo.


Moltiplicazione e propagazione

fico d'india Avviene in genere per talea, è sufficiente porre a dimora un'intero segmento di fusto, dopo averlo fatto asciugare per 12-15 ore, queste piante radicano molto facilmente.

Il metodo più veloce per propagare il fico d’India è senza dubbio la talea. Si procede in primavera o estate prelevando una pala di almeno due anni. Si lascerà asciugare il taglio per almeno una settimana (spolverandolo con un proto dotto contro marciumi e crittogame. Possiamo poi inserirlo in un vaso interrandolo per ¾, con substrato come descritto sopra. Teniamo il tutto all’asciutto, con temperatura media di circa 13°. La radicazione avverrà in circa tre settimane.


Parassiti e malattie

cocciniglia fivo d'india L'opuntia è molto soggetta ad attacchi da parte della cocciniglia, infatti viene da molto tempo utilizzata per produrre il colorante alimentare estratto dalle cocciniglie.

Se l’infestazione è di lieve entità si può intervenire rimuovendo i parassiti impiegando alcool e un cotton fioc. Diversamente si può ricorrere a prodotti specifici ( generalmente olio bianco attivato da un insetticida sistemico).


Storia del fico d'India

Il fico d’India è originario del Messico, ma la sua coltura divenne da subito molto popolare nel bacino del Mediterraneo in virtù del contenuto vitaminico presente nei suoi frutti.

Il suo nome fa riferimento al famoso errore di Cristoforo Colombo che, giungendo nel Nuovo Continente, credette di essere invece giunto in Asia.

Egli comprese subito che la pianta (in particolare le pale) poteva essere di grande interesse come alimento durante le lunghe traversate oceaniche. Il grande contenuto di vitamina C e la sua conservabilità potevano infatti salvare molti marinai dall’insorgenza dello scorbuto.

In questa maniera alcune parti giunsero in Europa e rapidamente la pianta si diffuse attraverso tutti i porti del Mediterraneo.

La coltura delle opuntie era, ed è ancora oggi, legata ad un suo frequentissimo parassita: la cocciniglia.

In alcune aree (per esempio alle Isole Canarie) vengono coltivate proprio allo scopo di farle colonizzare da questi insetti, utili poi per produrre un pigmento di color rosso accesso, utilizzato in moltissimi cibi (per esempio nell’alchermes), nella cosmetica, nell’industria tessile.


Fico d'india in inverno

Le piante in vaso, in quasi tutto il Nord, necessitano di essere ritirate. In linea generale è bene procedere quando le temperature minime si attestano sui 10°C. Il locale adatto per lo svernamento deve essere luminoso, ma non eccessivamente caldo. La temperatura ideale va dai 10 ad al massimo 15°C. Sono quindi ideali le scale interne, stanze poco utilizzate e riscaldate o una serra fredda ben esposta.

Al ritorno della bella stagione le piante dovranno essere posizionate nuovamente all’esterno esponendole però gradatamente al calore e alla luce intensi.


Rinvaso del fico d'india

Le piante vanno rinvasate piuttosto frequentemente, anche ogni anno. La crescita, soprattutto dell’apparato radicale, è infatti molto veloce e un contenitore troppo piccolo potrebbe essere causa dell’insorgenza di marciumi.

Procediamo ogniqualvolta ci rendiamo conto che la pianta subisce un rallentamento nella sua crescita.

Il periodo migliore è la primavera. Cogliamo anche l’occasione per controllare lo stato delle radici, eliminando eventualmente parti danneggiate o esauste.


Raccolta e conservazione dei frutti

I frutti possono essere raccolti da quando assumono una bella colorazione piena. La conservazione avviene nello scomparto della verdura, nel frigorifero. È bene comunque consumarli entro quattro giorni.


Fico d'India - Opuntia: Varietà di fico d'India

Ecco le specie più diffuse e alcune suggerite per chi vive in zone dagli inverni freddi.

Tipi di opuntiaSpecie e varietàCaratteristicheFiori e fruttiRusticità
Fico d’IndiaOpuntia ficus-indicaCresce fino a 3,5 metri in altezza e larghezza.

Le pale sono ovali, lunghe circa 40 cm

I fiori sono grandi, gialli o arancioni, come i frutti -6°C
Opuntia ficus-indica var. rubra Simile al precedente Fiori gialli e frutti rossi -6°C
Opuntie più rusticheOpuntia engelmanii var lindheimeri Fino ad 1 metro di altezza Fiori arancioni e frutti rossi -15 °C
 Opuntia humifosa Di media grandezza, con pale rotonde Fiori gialli a fine primavera, frutti giallognoli -25 °C


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Esposizione
Pianta che necessita di essere esposta ai raggi diretti del sole.

 
Sole pieno
Annaffiature
Durante i mesi freddi annaffiare saltuariamente, inumidendo il terreno ogni 25-30 giorni, evitando di bagnare eccessivamente il substrato.


Tenere asciutto
concimazione
Durante i mesi freddi dell'anno è consigliabile sospendere la concimazione delle piante succulente, per evitare che producano troppi tessuti "nuovi", poco resistenti al freddo e facilmente attaccabili da malattie fungine, che si sviluppano più facilmente durante il periodo di riposo delle piante.


Esigenze della piante a dicembre in un clima continentale.

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