Anguria
o Cocomero
Lavori
colturali:
sarchiatura, scacchiatura, cimatura, eventuale diradamento
Raccolta: al disseccamento
del viticcio prossimo al frutto, lieve depressione della
buccia attorno al peduncolo, comparsa della patina cerosa
(pruina) che riveste la scorza, scricchiolio della polpa
sotto pressione, tipico suono sordo che si avverte alla
percussione;
luglio-settembre, 90-150 giorni dopo la semina; scalare,
per 1 mese
Produzione
media:
kg 5/mq
Conservazione:
20-30 giorni a 3-4°C
Rotazione:
coltura da rinnovo; non segue se stessa, altre cucurbitacce,
patata, pomodoro, melanzana, peperone, aglio, cipolla
Consociazione:
non consigliabile
Per l'elevata
percentuale d'acqua, l'anguria è un alimento scarsamente
nutritivo, ma sufficientemente energetico per il buon contenuto
in zuccheri assimilabili.
Si ritiene in genere che sia un frutto piuttosto indigesto,
ma ciò può attribuirsi appunto al notevole
contenuto idrico, che diluisce fortemente i succhi gastrici,
e all'abitudine a consumarla molto fredda, quando si è
accaldati, con effetto tipico delle bibite ghiacciate.
L'anguria è un alimento voluminoso, che soddisfa
il senso di sazietà abbastanza a lungo e per questa
prerogativa viene consigliata nelle diete dimagranti, in
sostituzione di qualche pasto.
La sua polpa deliquescente, croccante, particolarmente dissetante,
si presta alla preparazione di frullati privi di zucchero,
molto utili anche per gli effetti diuretici, lassativi e
disintossicanti.
Con l'anguria sì può fare una periodica cura,
analoga alla ben nota "cura dell'uva"
La polpa deve essere perfettamente matura, cioè uniformemente
rossa; le parti bianche, soprattutto in prossimità
della buccia, vanno scartate.
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