Coltivare aglio

Coltivare aglio

L'allium sativum, comunemente noto come aglio, è una pianta bulbosa di origine asiatica appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae. Caratteristica peculiare di questa famiglia di piante è la formazione bulbosa sotterranea, utilizzata per immagazzinare le sostanze nutritive.

Fin da tempi antichi la coltivazione si diffonde dalla sua culla orientale a quasi tutto il globo, raggiungendo il bacino mediterraneo con straordinaria rapidità: testimonianze sulla coltivazione e utilizzo di questo tipo di pianta erano, infatti, già presenti nell'antico Egitto dove erano già conosciute le sue proprietà benefiche nel trattamento di lievi dolori.

Esistono molte varietà, ognuna con caratteristiche specifiche legate alle zone di accrescimento.

Le cultivar più diffuse differiscono per il profilo aromatico, più o meno intenso tra una varietà e l'altra, e per la colorazione delle tuniche protettive che va tipicamente dal bianco, al rosato, al rosso. Alcune varietà italiane, quali l'aglio rosso di Nubia e quello di Vessalico, sono presidio Slowfood (associazione internazionale per la promozione dell'eccellenza enogastronomica).

La pianta è costituita da una parte bulbosa e da un fusto liscio con foglie verdi che si erge dal terreno fino ad un'altezza di 80 cm, sulla cui sommità spunta una corolla di fiori bianco-rossi, che tuttavia quasi mai arriva alla fioritura, abortendo ancora in fase di bocciolo. La parte da noi utilizzata è il bulbo (o testa) che può contenere da 6 a 14 bulbilli, impropriamente definiti spicchi, avvolti e tenuti insieme da due membrane (o tuniche) simili ad una pellicola.

Nelle tradizioni popolari l'allium sativum è di consueto associato all'immagine di streghe e vampiri. Si credeva che tenesse lontane queste creature del male e si era soliti indossarlo in un sacchetto attorno al collo. Tali credenze erano giustificate dalle blande conoscenze che si avevano al tempo delle proprietà antiparassitarie ed antibatteriche della pianta, ad oggi scientificamente comprovate.

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Proprietà officinali

piantare aglio Apprezzatissimo per le sue proprietà curative, l'allium sativum viene impiegato in campo medico come coadiuvante naturale. Già nell'antichità veniva largamente consumato per prevenire e contrastare molti tipi di disturbi. Si riteneva, infatti, che avesse una potente azione depurativa e ricostituente. Oggi sappiamo che l'aglio contiene numerose sostanze essenziali per l'equilibrio del nostro organismo tra cui sali minerali, proteine, vitamine (A, B1, B2, PP e C) e oligoelementi. Contiene un composto solforoso noto come Allicina che, oltre a conferire l'odore caratteristico, possiede un'efficacia antibiotica scientificamente dimostrata. Viene, inoltre, impiegato come antiossidante, in funzione della sua azione protettiva sui tessuti cellulari che previene l'invecchiamento precoce, come antisettico ed antibatterico, come antipertensivo e come antinfluenzale. Ha effetti benefici sull'apparato cardio-circolatorio: tonifica i muscoli cardiaci, fluidifica il sangue, svolge un'azione depurativa e antiostruttiva. Svolge un'interessante azione antinicotinica, assorbendo la sostanza in eccesso presente nell'organismo.

In ultimo, recenti studi clinici ne hanno dimostrato l'efficacia antitumorale; un consumo regolare di aglio può svolgere una funzione protettiva nei confronti della malattia, agendo come inibitore dei processi di cancerosi delle cellule.

Ovviamente l'aglio mantiene le sue proprietà e la sua efficacia curativa solo se consumato crudo, poiché la cottura ne altera tutti i composti nutritivi. In più, a dispetto delle diffuse credenze, agisce come stimolante nei processi digestivi.

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Come coltivare

testa aglio Questa è una pianta ubiquitaria, cresce pressocché dappertutto adattandosi alle più disparate condizioni climatiche, senza necessitare di cure particolari. L'unica accortezza nel coltivare questa pianta deve essere riservata al terreno che deve essere ben drenato. L'aglio, come tutte le piante bulbose, mal sopporta i ristagni di acqua che potrebbero causare marcescenza. Si adatta quindi anche a suoli non particolarmente fertili, a carattere parzialmente sabbioso.

I bulbilli, per poter essere piantati, devono essere tenuti a temperature superiori ai 7° C in ambienti sufficientemente umidi, staccati dal bulbo. Devono essere disposti nel terreno ad una profondità di circa 3 cm su file, con 10-15 cm di distanza tra un bulbillo e l'altro, e l'apice rivolto verso l'alto. Il periodo più favorevole per avviare la coltivazione va da novembre a marzo nelle zone a clima mite e in primavere nelle zone a clima rigido.Il bulbillo piantato funge da nutrimento per lo sviluppo della pianta, quindi maggiori saranno le sue dimensioni più rapida sarà la crescita. Le irrigazioni vanno limitate ai periodi iniziali, interrompendole del tutto nel momento in cui le foglie del fusto iniziano a piegarsi e seccarsi, ovvero quando il bulbillo è giunto a maturazione. A questo punto, quando le foglie sono completamente secche, la pianta va estirpata dal terreno e lasciata essiccare. Spesso le parti superiori secche vengono riunite in trecce, che formano le tipiche collane.

Poiché è una pianta davvero poco esigente è possibile disporre di una propria riserva anche in assenza di un vero e proprio terreno. Con l'ausilio di una cassetta di plastica o di legno si può coltivare la pianta anche sul balcone di casa, avendo l'accortezza di disporre del materiale drenante sul fondo del terreno per evitare il ristagno idrico.

L'aglio trova impiego nelle tecniche di coltivazione biologica in quanto antiparassitario naturale.

Esercita un'azione repellente nei confronti di molti organismi dannosi per le piante, risparmiando però gli insetti utili alla vita delle piante. Inoltre, per le proprietà antibatteriche sopra descritte agisce come difesa naturale contro le malattie che colpiscono i vegetali. Viene utilizzato sia nel sottosuolo che per irroramento aereo sotto forma di infuso.


Uso in cucina

aglio in cucina Molto utilizzato come condimento nelle cucine di tutto il mondo, possiede un aroma molto particolare che suscita pareri contrastanti. Sgradevole per alcuni, sublime per altri, l'odore pungente e deciso è dovuto ai composti solforosi presenti nel bulbo.

In cucina si utilizzano i bulbilli (spicchi). Vengono utilizzati in diversi modi per conferire sapore a sughi o salse, a crudo o cotti. Generalmente dopo averne estratto l'aroma in cottura per insaporire la pietanza viene eliminato e non consumato. Vi sono però delle preparazioni tradizionali che prevedono l'utilizzo a crudo e il suo consumo diretto, come la bagna cauda (intingolo tradizionale piemontese a base di aglio, burro e acciughe usato per accompagnare verdure lesse) e la salsa tzatziki (salsa greca a base di allium, yogurt e cetrioli utilizzata per condire carni e verdure). Taluni trovano questo tipo di pianta poco digeribile, ragion per cui è consigliabile eliminare il picciolo verde interno prima di consumarlo, soprattutto se mangiato a crudo.



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