Coltivare cetrioli



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Coltivare cetrioli

Coltivare cetrioli (Cucumis sativus) è una pratica assai stimolante che tuttavia richiede cura e attenzione.

Anzitutto occorre decidere quale varietà desideriamo coltivare, se da insalata o sottaceti. In ambedue i casi il risultato, se la coltivazione viene curata a dovere, sarà eccellente.

Condizioni ideali per una buona coltivazione

coltivazione cetrioli

Il cetriolo è un ortaggio che necessita di temperature piuttosto elevate, almeno al di sopra dei 10°C, per via delle sue origini sub-tropicali. La temperatura ideale si aggira comunque intorno ai 24-27°C. Per queste ragioni è facile immaginare che il cetriolo richiede anche abbondanti irrigazioni senza le quali potrà dare frutti estremamente amari e di proporzioni più piccole.

Il terreno ideale nel quale piantare i cetrioli è quello di medio impasto; malgrado ciò ben si adatta a quasi tutte le tipologie di terreno, fatta eccezione per quelle troppo argillose o sciolte, risaputamente più esposte all’eccesso di aridità in estate o si stagnazione nei periodi piovosi. È bene anche valutare con cura il pH del suolo nel quale si intende seminare il cetriolo: il pH più adatto va da 5,6 a 6,5. Esaminare l’acidità del terreno è semplice: basta acquistare un misuratore di pH nei più comuni negozi di giardinaggio e fai da te.

L’elevata quantità di radici che il cetriolo sviluppa durante il periodo di crescita richiede un terreno ben lavorato e profondo almeno 30-35 cm. Il periodo ottimale per la lavorazione del suolo è a fine estate, in modo tale da poter sfruttare a proprio vantaggio l’umidità accumulata in autunno nonché l’effetto benefico della turnazione di gelo e disgelo.

Per la coltivazione del cetriolo sono necessarie abbondanti concimazioni di tipo organico. Le quantità di compost (va bene anche se poco maturo) o letame, variano fra i 35-40 kg ogni 10 mq di superficie. Compost e letame vanno interrati al momento della lavorazione profonda o durante la preliminare messa a dimora delle piantine.

La pianta del cetriolo è inoltre particolarmente ghiotta di uno specifico minerale, il fosforo. Per soddisfare questa sua esigenza occorre implementare la coltura con una concimazione a base di questa sostanza, contenuta, per esempio, in farina d’ossa o scorie di Thomas.

È molto importante mantenere la giusta costanza d’irrigazione durante tutto il ciclo colturale. Annaffiature frequenti e nella corretta quantità assicureranno al terreno un grado di umidità ottimale. Tenete conto che ogni piantina richiede all’incirca 2,5-3 l d’acqua al giorno.

Per assicurare una buona crescita è necessaria la cimatura, la quale stimola l’emissione dei getti laterali dove sono presenti in quantità assai più elevata i fiori femminili. Tuttavia esistono in commercio nuovi ibridi di tipo F1, decisamente più produttivi, che portano soltanto fiori femminili.

Una volta ottenuta l’emissione del quinto nodo, sarà possibile cimare sopra la quarta foglia in modo tale che sulle ascelle delle foglie stesse si creeranno i getti laterali dai quali sbocceranno i primi fiori femminili. Da questi al frutto il passo sarà breve.

Un’altra pratica necessaria nella coltivazione dei cetrioli è rappresentata dalla pacciamatura. La pacciamatura è assai indicata nel cetriolo poiché separa i frutti dal contatto diretto col suolo e aiuta a ostacolare la proliferazione delle piante infestanti. Non da meno, trattiene efficacemente l’umidità del terreno nei periodi di calura evitando dannose dispersioni.

Molto importanti nella coltivazione di questo ortaggio sono i tutori. Se ne possono usare di diversi tipi, dai rami secchi alle reti di plastica o paletti; l’importante è che siano alti circa 1-1,5 m. La funzione dei tutori è quella di assicurare uno sviluppo più regolare del cetriolo e difendere le piante dalle infestanti. Inoltre rendono più agevoli gli interventi di sarchiatura e raccolta.

La semina del cetriolo

cetrioli

La semina del cetriolo va effettuata fra i mesi di aprile e giugno. Il metodo migliore è la semina a postarelle, equidistanti fra loro e dell’ampiezza di circa 20x20x20 cm. Le postarelle andranno riempite di letame o compost (per circa i 2/3) e per il resto da terriccio e fertilizzanti di origine minerale come farina d’ossa o scorie di Thomas. Al loro interno andranno inseriti 4 semi a distanza di qualche centimetro fra loro. Dopodichè si può passare alla copertura con uno strato di terriccio ben pressato, all’incirca di 2 cm. Distanziando le postarelle di 50-70 cm nella fila e di 120-150 cm fra le file, occorreranno solamente da 2 a 4 g di fertilizzante ogni 10 mq di orto.

Secondo quanto descritto nel calendario lunare, è bene seminare il cetriolo 3 giorni prima o 3 giorni dopo la luna piena.

Alcuni consigli utili

Allo scopo di evitare la proliferazione di malattie o l’infertilità del terreno è buona pratica non ripetere la coltivazione di questo ortaggio o dei suoi “cugini” (cocomero, anguria, zucca) sulla stessa terra se non prima di 3 o 4 anni.

Potete associare la coltivazione del cetriolo con lattuga, cavoli, fagioli, sedano e mais dolce. Quest’ultimo può essere molto utile come supporto per le vostre piantine. Si consiglia invece di evitare accuratamente la consociazione con coltivazioni di pomodoro e patate.

Inoltre, considerando che il cetriolo è incline a contrarre malattie come marciume delle radici, l’oidio e soprattutto la dannosissima maculatura angolare, è bene sterilizzare la semente in acqua a 45°C per circa 30 minuti, evitando di ripetere la coltivazione per almeno 3 anni qualora si fosse presentata una di queste malattie.

Raccolta

raccolta cetrioli

La raccolta del cetriolo si effettua dopo circa 3 mesi dalla semina e perdura per almeno 1-2 mesi. Il frutto deve essere ancora immaturo e presentare un colore verde squillante. Le colture cosiddette da pieno campo vedono la maturazione commerciale verso giugno-luglio e la resa si aggira intorno ai 2-3 quintali ogni 100 mq. Nelle coltivazioni protette, invece, la resa oscilla da 8 a 12 quintali ogni 100 mq.


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