Polyscias

Generalità

Al genere polyscias appartengono circa cento specie di arbusti e piccoli alberi, diffusi in Asia, in Nuova Zelanda e nelle isole del Pacifico. Alcune specie sono diffuse in Europa come piante da appartamento, anche se spesso ci si riferisce alle polyscias chiamandole Aralia; la specie più diffusa in appartamento è la p. scutellaria, di cui sono disponibili anche ibridi a foglie particolarmente colorate; si coltivano anche p. filicifolia, p. blafouriana, p. fruticosa e poche altre. Queste piante in natura divengono veri e propri alberi, con chiome ampie e dense, particolarmente apprezzati per l’ombra che producono; in appartamento sono apprezzate per la resistenza, anche in condizioni di coltivazione non perfettamente ideali; in vaso si mantengono di dimensioni contenute, in genere inferiori ai 150-180 cm, l’eleganza del fogliame e i fusti dall’aspetto vetusto ha reso le specie a foglie minute molto richieste come bonsai da interno. La maggior parte delle specie coltivate in casa presenta fusti sottili, abbastanza ramificati, con foglie in ciuffi apicali; la particolarità delle polyscias consiste nelle ramificazioni, che si sviluppano verso l’alto, non parallele al terreno come avviene nella maggior parte delle piante. Nella parte bassa del fusto tendono a produrre sempre meno ramificazioni, quindi con il tempo le piante, di qualsiasi misura siano, tendono ad avere l’aspetto di un piccolo albero, con fusto eretto e primo di rami o foglie e chioma nella parte superiore del fusto.
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Coltivare la Polyscias

polyscias Il successo come piante da appartamento è dovuto al fatto che queste piante sembrano non soffrire eccessivamente, anche quando coltivate in condizioni non ideali; come sempre, per ottenere una pianta rigogliosa, sana, priva di parassiti, è comunque consigliabile considerarne le condizioni ideali di coltivazione. Le polyscias amano terreni freschi e leggeri, abbastanza umidi; si rinvasano ogni 3-4 anni, visto che non producono un apparato radicale eccessivamente sviluppato; utilizzeremo per la nostra pianta del terriccio universale, mescolato con poco terriccio per orchidee, che aggiunge al substrato pezzetti di corteccia, adatti a mantenere alta l’umidità del terreno. Si posizionano possibilmente in un luogo ben luminoso, anche con sole diretto, ma preferibilmente con luce filtrata; temono le temperature minime inferiori ai 10-12 gradi, quindi già dall’autunno devono trovare subito posto in casa, anche in un vano scale poco riscaldato volendo. Producono foglie abbastanza ampie, con la pagina fogliare sottile e non coriacea, è quindi bene evitare di posizionare la pianta in un luogo dove il passaggio delle persone possa rovinarne il fogliame. Se desideriamo una polyscias di una particolare varietà, che non troviamo in vivaio, ma abbiamo visto a casa di un’amica, possiamo agevolmente produrre una piccola pianta per talea, prelevando l’apice di alcuni piccoli rametti. Le talee vanno preparate dimezzandone le foglie e immergendole in un buon terreno fresco, da mantenere sempre umido, fino a che non vedremo i primi germogli.

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Una pianta tropicale in casa

Quando decidiamo di coltivare in appartamento una pianta originaria di zone tropicali, l’elemento a cui dovremo fare maggiore attenzione è sicuramente l’umidità, non solo quella fornita dalle annaffiature, ma soprattutto quella ambientale, dell’aria.

Infatti in casa generalmente l’ambiente è decisamente molto asciutto: qualsivoglia impianto di riscaldamento o di condizionamento dell’aria, diminuiscono rapidamente ed inesorabilmente la quantità di acqua presente nell’aria. Quindi caloriferi, termosifoni, caminetti, condizionatori, sono acerrimi nemici delle piante tropicali. La polyscias ama venire annaffiata con regolarità, e in primavera ed in estate dovremo mantenere il terreno sempre un poco umido, evitando comunque di annegarne le radici in un terreno costantemente bagnato zuppo. Nei mesi invernali invece annaffieremo solo sporadicamente. Per quanto riguarda l’umidità ambientale, l’ideale sarebbe porre nei pressi della pianta un umidificatore, che aumenti costantemente e vistosamente la quantità d’acqua presente nell’aria. Non disponendo di un umidificatore dovremo intervenire per modificare l’umidità ambientale vaporizzando frequentemente la chioma. Il solito vecchio trucco delle nostre nonne consiste nel porre la pianta di polyscias in un grande porta vaso, sul fondo del quale metteremo alcuni centimetri di ghiaia, sassolini, argilla, costantemente immersi nell’acqua, in modo da avere sempre un piccolo specchio d’acqua che evapora lentamente, aumentando l’umidità attorno alla pianta. Non sempre questo accorgimento è sufficiente, soprattutto nelle case con riscaldamento a pavimento, quindi alcune buone nebulizzazioni di acqua demineralizzata sono sempre un toccasana.

Oltre all’umidità dovremo fare attenzione alla pulizia del fogliame, soprattutto nel caso della polyscias, che speso produce una ampia chioma fitta e densa di foglie.

Nell’arco dei mesi le foglie della polyscias tendono ad accumulare la polvere e le goccioline di olio presenti nell’aria di casa; a primavera, quando è possibile spostare la pianta all’aperto, facciamole una bella doccia in giardino, lavando a fondo le foglie; oppure ricordiamoci periodicamente di ripulirne le foglie utilizzando un panno in microfibra leggermente umido.




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