CRUSONE

Domanda : CRUSONE

BUONA SERA, HO UN GRUSONE CHE CRESCE IN ALTEZZA E NON IN LARGHEZZA, LA CIOTOLA E' TRE CENTIMETRI PIU' GRANDE DI LUI. E' RIPOSTO SU UN RIPIANO, HO PROVATO A METTERLO IN ALTO DOVE LA LUCE VIENE DAL BASSO, MA NON SUCCEDE NULLA. GRAZIE

Un grusone sano


Risposta : CRUSONE

Gentile Marinella,

gli echinocactus grusonii in effetti di solito hanno sviluppo tondeggiante, solo gli esemplari molto anziani (e si intende, piante che hanno svariate decine di anni) a volte tendono a divenire leggermente colonnari; non avendo ulteriori descrizioni della pianta, o una fotografia, l’unica cosa che mi viene in mente pensando ad una cactacea che si sviluppa in altezza, piuttosto che in larghezza, è il fenomeno dell’eziolamento: quando una pianta riceve una quantità di luce scarsa, tende a svilupparsi in altezza, alla ricerca della luce; capita anche alle altre piante, non solo alle cactacee, che aumentano la distanza tra gli internodi.

Non so dove tieni il tuo grusone, ma forse lo stai coltivando da molto tempo in appartamento; considera che le piante del genere echinocactus sono originarie del Messico, e si sviluppano nelle zone aride di quello stato; prova a pensare a un’immagine delle aree semidesertiche dell’America centrale, tipo quelle dove sono stati girati alcuni film western, e confrontale con il clima presente a casa tua.

Le cactacee amano una grande luminosità, possibilmente andrebbero poste per tutto l’anno in sole pieno, con eventualmente una semi ombreggiatura in luglio, quando le temperature sono molto alte.

In inverno le cactacee andrebbero coltivate in serra fredda, o comunque in un luogo molto luminoso, con temperature comprese tra i quattro ed i dieci gradi; rimanere per tutti i mesi autunnali ed invernali a temperature simili a quelle primaverili, in casa, non giova alla loro salute, perché non permette loro di avere il normale periodo di riposo vegetativo invernale, indotto dalle basse temperature.

La permanenza in appartamento durante le giornate primaverili ed estive, inoltre, non garantisce alla pianta la corretta luminosità, o quantomeno non quella di cui potrebbe godere all’aperto, in pieno sole; per questo motivo la pianta non riesce a praticare la corretta fotosintesi clorofilliana, e quindi ha uno sviluppo bizzarro, allungato, e spesso anche un colorito sempre più chiaro.

Oltre a questo, in casa c’è anche poca umidità nell’aria e poca ventilazione, che non garantisce un corretto ricambio d’aria, favorendo lo sviluppo di parassiti e di malattie.

Le cactacee andrebbero quindi coltivate all’aperto, spostandole in luogo asciutto e lontano dal gelo durante i mesi invernali. Le annaffiature si forniscono da aprile a settembre, e in questo periodo si aggiunge all’acqua, ogni 20-25 giorni, un fertilizzante ricco in potassio e povero in azoto, perché l’azoto favorisce lo sviluppo di tessuti verdi, teneri e allungati.

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