Sassi viventi

Le piante in natura tendono ad adattarsi alle condizioni più disparate; per fare questo molte piante hanno assunto forme assai particolari, che con difficoltà riusciamo a ricondurre al concetto di pianta. Un esempio tipico è rappresentato dalle succulente che comunemente chiamiamo sassi viventi; queste piante appartengono a generi diversi, ma sono tutte della stessa famiglia, le aizoacee, e vivono nelle zone aride dell’Africa meridionale.

La conformazione fisica di queste piante le rende infatti adatte alla vita nelle zone desertiche o semidesertiche, con scarse precipitazioni e clima caratterizzato da forti escursioni termiche nel corso della giornata. Tutte le specie hanno una conformazione simile, ovvero ogni pianta produce due ampie foglie, in genere sostenute da un corto fusto che si sviluppa in genere sottoterra, costituito dalla fusione della prima parte delle due foglie; nel corso dello sviluppo della pianta foglie nuove si sviluppano nella zona di unione tra le due foglie vecchie, che disseccano mentre le nuove si sviluppano. Le piante che crescono in natura mostrano all’aria aperta soltanto la superficie superiore delle due foglie, la parte sottostante esce dal terreno solo in caso di scarsa luminosità; tra le foglie sbocciano anche i grandi fiori, spesso fertili, e spesso più ampi della coppia di foglie. Dai semi avranno origine nuove piante, non è quindi infrequente trovare delle vere e proprie colonie di sassi viventi.

Fanno eccezione a questa regola generale le specie frithia e fenestraria, che non producono foglie accoppiate, ma numerose piccole foglie cilindriche una vicino all’altra.

Sassi viventi


Lo sviluppo dei sassi viventi

Sassi viventiCome dicevamo sopra, le piante di lithops, pleiospilos, conophitum, sviluppano soltanto una coppia di foglie alla volta, quindi dalla radice si eleva una sorta di fusto corto, su cui si sviluppano due foglie, molto appressate, a forma di tronco di cono rovesciato, con la base verso l’alto, verso l’esterno e il sole; nel corso degli anni queste piante possono sviluppare ulteriori coppie di foglie, in modo da formare piccole colonie. Se una pianta riceve le corrette ore di sole ogni giorno, dall’esterno si nota soltanto la superficie delle due foglie, che escono dal terreno per pochi millimetri.

Le foglie tendono a svilupparsi nei mesi freschi e umidi, e ad entrare in riposo vegetativo nei mesi più caldi ed asciutti; quindi in genere la stagione vegetativa di queste piante si ha dalla fine dell’estate fino a primavera inoltrata. Durante l’estate le piante sono in completo riposo vegetativo, quando le temperature si abbassano e il clima diviene fresco tra le foglie cominciano a svilupparsi i fiori: si tratta di grandi infiorescenze simili a margherite, bianche, gialle o rosa, spesso profumate.

Dopo la fioritura la pianta può cominciare a sviluppare delle foglie vicino alla coppia già presente; in inverno le foglie producono una coppia di nuove foglie a partire dalla line che le divide. Queste nuove foglie si svilupperanno a spese delle vecchie foglie, assorbendone la scorta di acqua. Quindi le vecchie foglie disseccheranno completamente, per lasciare spazio alle nuove, che verso la fine della primavera avranno raggiunto la dimensione delle foglie precedenti.

Fenestraria, frithia e faucaria invece sviluppano molte foglie vicine, in colonie compatte, nel caso della faucaria sono anch’esse accoppiate, ma possiamo vedere più coppie di foglie che si sviluppano dallo stesso corto fusto, mentre per le altre due piante si tratta di foglie singole, che si sviluppano le une vicine alle altre. Queste tre specie non hanno uno sviluppo simile alle altre, quindi non vedremo l’avvicendarsi di nuove e vecchie foglie, le une alle spese delle altre.

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L’adattamento al clima

Sassi viventiIl comportamento, lo sviluppo, l’aspetto di queste piante, denunciano chiaramente le particolari condizioni di coltivazione in cui crescono in natura; le foglie carnose raccolgono ingenti quantità d’acqua, per poter sopportare lunghi periodi di siccità. Alcune di queste piante vivono in zone del pianeta in cui le piogge sono sporadiche, quindi per sopravvivere devono poter sfruttare ogni singola goccia d’acqua che ricevono.

Lo sviluppo sotterraneo permette alle piante di ripararsi dal calore intenso, evitando l’evaporazione dalla superficie del fusto; oltre a questo le piante in questo modo evitano di venire mangiate dagli animali selvatici, che altrimenti approfitterebbero di queste piccole riserve di acqua, succulente e croccanti.

La parte superiore delle foglie di lithops, fenestraria e frithia, ha un particolare aspetto traslucido: queste foglie sulla pagine superiore sono prive di clorofilla; questa particolare conformazione si chiama finestra, in quanto l’epidermide trasparente permette ai raggi solari di penetrare nella pianta, fino a raggiungere le zone sotterranee del fusto, dove avviene la fotosintesi.

Anche la particolarità delle nuove foglie che si sviluppano a scapito delle vecchie rappresenta un espediente per limitare la dispersione di acqua; il prezioso liquido contenuto nelle foglie morenti viene infatti utilizzato dalle nuove foglie, al contrari di quanto avviene in un albero a foglia caduche, che lascia senza problemi che le sue foglie cadano sul terreno.


Sassi viventi: Come si coltivano i sassi viventi

Sassi viventiQueste piante quindi provengono da zone del pianeta caratterizzate da alte temperature diurne, clima secco, scarse precipitazioni, forte luminosità.

Per permettere loro di svilupparsi al meglio dovremo cercare di imitare queste condizioni.

Prima di tutto partiamo dal terriccio, che deve essere molto ben drenato; si utilizza poco terriccio universale, mescolato a pietra pomice, lapillo o pozzolana, in modo da preparare un substrato incoerente e sassoso, dove l’acqua penetri con grande rapidità, senza creare alcun tipo di ristagno.

Le piante verranno poi poste in un luogo molto luminoso, in inverno possiamo posizionarle anche al sole diretto, mentre nei restanti mesi è preferibile una mezz’ombra luminosa; ideale sarebbe una serra, con alcuni vetri dipinti di bianco, ma anche il davanzale di una finestra con una tenda chiara può essere perfetto.

Il clima deve essere caldo, perché queste piante non amano temperature inferiori ai 5-8°C, quindi possono venire coltivate in casa per tutto ‘l’arco dell’anno, a patto di posizionarle in luogo luminoso.

Le annaffiature saranno sporadiche per tutto l’anno, diminuendole in estate, intensificandole in autunno, quando le piante stanno per fiorire e si preparano a un periodo di rigoglio vegetativo; si annaffia il terreno solo quando è ben asciutto, e si evita di bagnarlo in profondità; piuttosto si cerca di bagnare solo i pochi centimetri superficiali del substrato. Tra un’annaffiatura e l’altra si attende sempre che il substrato asciughi completamente; nell’indecisione è meglio annaffiare una volta di meno piuttosto che una volta di troppo.

In genere queste piante, nonostante le loro forme bizzarre, non sono di coltivazione difficile, anche perché in casa trovano un clima caldo ed asciutto, non completamente dissimile da quello dei luoghi di origine naturali; facciamo però grande attenzione a non danneggiare mai le foglie in alcun modo, perché di solito anche un piccolo graffio involontario le porta al disseccamento totale ed irreversibile.



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