|
Giardino di Boboli, Firenze:
il giardino del principe
|
|
|
|
Nel Seicento, sotto il Granduca Cosimo II, il giardino venne ulteriormente sviluppato con un importante intervento di ampliamento. Perpendicolarmente all’originaria area verde viene realizzato un nuovo asse attraversato centralmente dal cosiddetto Viottolone. Questo ampio viale di cipressi, lungo il quale sono allineate sculture classiche di notevole qualità, culmina nel grandioso Bacino dell’Isola, anch’esso progettato da Giulio Parigi. L’Isola fu originariamente concepita come giardino destinato alla coltivazione di agrumi e di fiori. Vi furono disposte circa duecento conche d’agrumi, una delle caratteristiche del giardino toscano. I Medici in particolare tennero in grande considerazione gli agrumi sia per le qualità terapeutiche ed aromatiche del frutto sia per la sua bellezza e singolarità. Ancora oggi la collezione, una delle più importanti d’Europa ricca di varietà assai rare o addirittura uniche, può essere ammirata nell’edificio della Limonaia dove le conche vennero successivamente ricoverate dopo avere smantellato l’antico Serraglio in cui erano raccolti animali più o meno rari.
All’interno dell’isola, la vasca ovale perfettamente simmetrica era inizialmente decorata al centro da una fontana di Venere poi rimossa e sostituita con l’attuale Fontana dell’Oceano, opera del Giambologna. Il tutto è circondato da una lussureggiante spalliera di lecci ed arbusti. Recentemente all’interno delle aiuole è stata ricostruita una collezione di rose antiche (tra le quali si segnalano la Chapeau de Napoleon, la Madame Pierre Ogier, la Complicata, la Tuscany Superb, la Variegata di Bologna, la Ferdinand Pichard e la Cardinal de Richelieu) e nelle aiuole perimetrali sono piantate varietà sei-settecentesche di bulbose.
Nel Settecento si estingue la dinastia dei Medici ed il Granducato passa agli Asburgo-Lorena. Il giardino cadde in abbandono fino a che Pietro Leopoldo di Lorena (Granduca dal 1765 al 1790) intraprese ingenti opere di restauro inserendo nuovi edifici nell’antico tessuto del giardino.
Risalgono a quel periodo la Palazzina della Meridiana, voluta da Pietro Leopoldo per dotare la reggia di appartamenti più funzionali rispetto agli scomodi ambienti di Palazzo Pitti e dalla quale si gode la vista del Giardino delle Camelie (importante collezione ottocentesca di camelie in un giardino di impianto settecentesco), e la Kaffehaus, singolare e raffinato edificio rococò destinato alle soste della corte durante le passeggiate in Boboli, dove ancora oggi i visitatori possono concedersi il piacere di una sosta sorseggiando una bevanda. |
|

La Vasca dell'Isola, al centro la Fontana dell'Oceano in marmo bianco e granito dell'Elba, opera del Giambologna (1576) |
|

Giochi di luce ed effetti di prospettiva: gli spazi di Boboli hanno affascinato registi come Visconti e Strehler che vi allestirono alcuni leggendari spettacoli teatrali, da La tempesta nel 1946 a Troilo e Cressida nel 1949 |
|

La fontana dei Mostaccini, pietra forte, Romolo Ferrucci del Tadda (1619-1621). Abbeveratoio per uccelli, caratteristica presenza delle ragnaie, formato da una lunga catena d'acqua che sgorga da sedici mascheroni mostruosi (detti i "mostaccini", forse per i baffoni)
|
Durante l’Ottocento napoleonico il giardino conosce una nuova fase di decadenza. Il tentativo di trasformare Boboli in un giardino all’inglese, progetto irrealizzato per mancanza dei necessari fondi, porta all’abbandono delle tradizionali tecniche di potatura e all’inselvatichirsi delle spalliere e dei boschetti.
La restaurazione lorenese riconduce il giardino all’aspetto rigorosamente formale delle sue origini e così rimane immutato fino ai giorni nostri. Nel 1992 viene riconosciuta a Boboli la qualifica di museo sotto la direzione della storica dell’arte Litta Medri. Il Museo accoglie ogni anno oltre ottocentomila visitatori. L’introduzione del biglietto d’ingresso consente al parco di vivere una nuova fase di attenta manutenzione e incisivi interventi di restauro. L’insieme delle strutture architettoniche e decorative, gli apparati vegetali e le insigni collezioni botaniche (da non dimenticare, in proposito, l’interessante collezione di piante acquatiche e tropicali nel Giardino Botanico Superiore) richiedono infatti l’attenzione costante di giardinieri, architetti e storici dell’arte impegnati nell’arginare le conseguenze del naturale invecchiamento, l’azione degli agenti atmosferici e la più insidiosa minaccia dello scarso rispetto dell’uomo.
DOVE DORMIRE:
Hotel Casci** via Cavour 13, Firenze.
Tel. 055-211686.
L’albergo è ospitato in un palazzo del Quattrocento che fu dimora del compositore Gioacchino Rossini. La sala delle colazioni è gradevolmente affrescata e le stanze curate e silenziose. Il servizio puntuale è garantito da un’attenta conduzione familiare. La posizione centralissima ne fa ideale base di partenza per la visita al giardino di Boboli ed ai più affascinanti monumenti della città.
Visitato il 18 dicembre 1999 |
|

L'incantevole vista dal giardino del Cavaliere sulle colline di Firenze punteggiate di Ulivi e Cipressi
|
|

|
Pagina precedente
|
Argomenti correlati
Perenni - Abutilon Succulente - Acanthocalicium Piante Medicinali - Achillea millefolium Piante Medicinali - Achimenes Bulbi - Acidanthera Perenni - Acinos alpinus
|
|