Si accede al giardino dal portone del palazzo affacciato sulla strada e, oltrepassato l’atrio cinquecentesco, il giardino si estende al di là di un muro leggiadramente merlato nelle cui nicchie sono ospitate le statue di Atena e di Apollo a presidio dell’ingresso.
L’asse centrale è il notissimo e maestoso viale dei cipressi che, per un gioco prospettico, appare più lungo di quanto sia in realtà. Salendo con un’agevole scalinata, il viale culmina nell’ingresso della grotta del Genius loci, scavata nella rupe e sovrastata da un gigantesco e grottesco mascherone di pietra a sua volta coronato dai balaustrini della terrazza-belvedere. Nel progetto originale il mascherone avrebbe dovuto eruttare fuoco e fiamme, all’interno della grotta, invece, un sapiente gioco di specchi doveva stupire e sorprendere il visitatore.
I percorsi laterali si snodano tra le aiuole fiorite del giardino all’italiana incorniciate da siepi di bosso e serie di mirti per accogliere le tante statue e fontane che adornano il giardino. Tra queste ultime sono numerose quelle a soggetto mitologico tutte opera di Lorenzo Muttoni che sostituirono nel Settecento gli originali cinquecenteschi.
Ad ogni passo qualche preziosità botanica: le pallide rose antiche, le siepi dell’antichissima pianta di rusco, i frutti rossi del taxus baccata, i grandi vasi dell’edera d’oro di Bogliasco.
La visita è oggi parzialmente limitata dal rifacimento del labirinto in siepi di bosso. Il labirinto, di piccole dimensioni e di difficile tracciato è tra i più antichi d’Europa. Già esistente nell’originario impianto fu ridisegnato nel 1786 dall’architetto Luigi Trezza.
Nel giardino superiore, raggiungibile attraverso l’unico accesso costituito dalla torretta in pietra, sulla collina rocciosa e scoscesa, piante e cespugli crescono in modo selvaggio ed irregolare, la natura si manifesta nella libertà delle sue forme offrendosi come romantico sfondo al belvedere
|

Vista dal giardino superiore.
Al centro il notissimo e maestoso
viale di cipressi
|
Come arrivarci. In auto: Verona è comodamente raggiungibile percorrendo l’autostrada Serenissima (A4 Milano/Venezia, uscita per il centro storico e per il Giardino Giusti: Verona Sud) oppure l’autostrada Brennero/Modena (A22, uscita: Verona Nord). In treno: la stazione ferroviaria principale è quella di Verona Porta Nuova, all’incrocio della linea Milano/Venezia con la linea Roma /Brennero.
In aereo: l’aeroporto Catullo di Verona Villafranca è situato a circa 10 chilometri dal centro cittadino. E’ attivo un servizio di autobus navetta da e per l’aeroporto ogni 20 minuti circa; l’Air terminal è situato davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova.
Dove e quando. Il giardino Giusti si trova in quella parte della città di Verona storicamente chiamata Veronetta, un quartiere di origine altomedievale che si estende a nord-est rispetto al centro della città e ad oriente del fiume Adige. Vi si accede dall’antico Ponte Pietra ed è raggiungibile liberamente in auto tenendo però presente che, come in molte zone della città, la sosta è consentita per un’ora soltanto con disco orario. L’auto si può parcheggiare gratuitamente nel non lontano parcheggio del Gasometro (Lungadige Galtarossa).
Scegliendo i mezzi pubblici si raggiunge il giardino con l’autobus n. 72-“Pollicino”, fermata: Carducci.
L’ingresso è in Via Giardino Giusti n. 2, tel. 045 8034029. Il giardino e’ aperto tutti i giorni dalle 9.00 al tramonto nella stagione invernale (1/04-30/09) e dalle 9.00 alle 20.00 nella stagione estiva.
Il cinquecentesco palazzo Giusti, sullo sfondo del quale si è sviluppato il giardino omonimo, è tuttora abitato e non è aperto alle visite; alcune sale vengono talvolta messe a disposizione per eventi, congressi, premi letterari.
Informazioni:
Azienda di promozione turistica, piazza Erbe 38, Verona. Tel. 045 8000065.
Visitato l’8 gennaio 2000
|

I grandi vasi dell’edera d’oro di Bogliasco

Statua di Bacco

Magnifico esemplare di Cedro Atlantica |