Peperomia
Piperaceae
Generalità:
genere costituito da oltre mille specie di piante sempreverdi
originarie dell'America meridionale, cespitose o rampicanti; poche specie sono originarie dell'Africa.
Le foglie sono lucide, abbastanza spesse e rigide, in alcuni casi succulente. Durante tutto l'arco dell'anno, in modo sporadico tutte le specie producono piccolissimi fiori biancastri o rosati, riuniti in spighe compatte , erette. Tra le specie più coltivate ricordiamo P. caperata, con foglie cuoriformi, di colore verde scuro, percorse da profonde rughe, i fusti sono di colore rosato; P. rotundifolia ha foglie ovali, appuntite, carnose, di colore verde chiaro, con variegature biancastre. SOno molto apprezzate come piante ornamentali, alcune hanno portamento prostrato o rampicante, quindi si coltivano in panieri appesi; altre costituiscono piccoli cespi di foglie, ognuna delle quali munita di un lungo picciolo. Esistono molti ibridi, con foglie dai colori particolari.
Esposizione:
si coltivano in posizioni luminose, o anche ombreggiate, ma sempre lontano dai raggi diretti del sole; temono il freddo, e preferiscono temperature minime superiori ai 10°C.
Annaffiature:
per tutto l'arco dell'anno, annaffiare regolarmente, lasciando asciugare perfettamente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra. In genere possono sopportare senza problemi periodi brevi di siccità. Ogni 15-25 giorni fornire del concime per piante verdi, mescolato all'acqua delle annaffiature.

Moltiplicazione:
si moltiplica per talea fogliari o di apici vegetativi. Fra
aprile ed agosto si prelevano talee tagliando cime con una
o due foglie attaccate. Si piantano le talee in un miscuglio
al 50% di torba e sabbia. Dopo circa sei settimane, avvenuto
l'attecchimento, si trapiantano in contenitori singoli
Terreno:
preferiscono terreni mediamente ricchi, abbastanza soffici e molto ben drenati; si può utilizzare un terriccio bilanciato, mescolato con sabbia o pietra pomice.
Parassiti:
la pianta viene attaccata dalla cocciniglia
farinosa e dal ragnetto
rosso. Annaffiature eccessive, o un eccessivo ristagno idrico, possono favorire l'insorgenza di marciumi radicali.
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