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Cenni botanici e habitat
Queste piante, pur appartenendo a differenti Famiglie Botaniche, hanno in comune l'adattamento ad ambienti climatici aridi. Per poter sopravvivere in luoghi tanto avversi quasi tutte hanno subito particolari modificazioni morfologiche, trasformando le foglie in spine e trasferendo la funzione clorofilliana sul fusto, che in questo caso si denomina Cladodo.
La coltivazione delle piante grasse
Il loro estremo adattamento all'ambiente arido, fa sì che questo tipo di piante sia considerato robusto o tollerante alle disattenzioni sulle annaffiature o per l'esposizione alle alte temperature.
Temperatura
deve essere non troppo alta nei mesi estivi e non troppo bassa nei mesi invernali. Sarebbe erroneo mantenerle costantemente a temperature fisse medio alte, proprio perchè nei mesi invernali si ha l'induzione alla crescita e alla fioritura e la temperatura ottimale deve restare fra i 5 e i 10° gradi.
Annaffiature
allo stato selvatico sono abituate a lunghi periodi di siccità per poi essere sommerse da alluvioni. Nelle coltivazioni amatoriali, è bene sempre moderare le annaffiature, mantenendo umido il suolo nel periodo invernale con 1- 2 bagnature al mese, per poi progressivamente arrivare al massimo di 4-5 bagnature nei mesi più caldi.
Terreno
i substrati devono essere caratterizzati da una struttura permeabile e porosa, al fine di evitare pericolosi ristagni idrici: quasi tutte le piante grasse prediligono terreno acido e sono consigliate miscele con materiale drenante come sabbia o lapillo.
La concimazione delle piante grasse
La concimazione di questo tipo di piante è una pratica indispensabile e va fatta con concimi ricchi in fosforo e potassio. L'azoto è richiesto in quantità limitata, perché stimola la pianta a crescere, inflaccidendo i tessuti ed aumentandone la traspirazione. Per rispettare il ritmo di accrescimento e vitale, le concimazioni devono essere ottimali senza eccedere, da fine inverno al periodo primaverile per stimolare la crescita e la fioritura.
Le rinvasature delle piante grasse
Sono piante che non necessitano di frequenti rinvasi per via della loro lenta crescita; tuttavia l'operazione può essere fatta ogni 2 anni con sicuro benessere per la pianta dovuto all'eliminazione di eventuali parassiti ed il ripristino delle condizioni ottimali del suolo.
La propagazione delle piante grasse
Alcune succulente si possono propagare da seme, ma la tecnica maggiormente praticata è quella della talea, perché molte Cactacee possiedono una spiccata attività rizogena e, seguendo semplici accorgimenti, le loro talee attecchiscono di norma facilmente.
Avversità e cure
Nella prima parte, si è descritta la coltivazione delle cactacee, con vari riferimenti alle principali difficoltà di coltivazione, dovuti principalmente alla problematica dell'ambientazione nei nostri climi per tutto questo gruppo di piante.
1) patologie non parassitarie : nutrizionali o ambientali.
Molte sono le cause di questo tipo, tutte connaturate al fatto che queste piante richiedono illuminazione ottimale in estate e soprattutto in inverno, moderata disponibilità d'acqua, terreno sciolto drenante, e fertilizzanti specifici .
| sintomo sulla pianta | Gruppo patologico di funghi |
| Aree nerastre che si allargano con formazione di marciume molle al centro dei fusti | Gloeosporium cactorum |
| Aree nerastre puntinate con formazione di marciume molle che penetra al centro dei fusti. | Cancrena midollare |
| Macchie giallognole di seccumi sui fusti | Maculature dei cladodi |
| Muffe grigiastre ad anelli che si diffondono su tutta la pianta | Botrite |
| Marciume basale con imbrunimenti e ripiegamento | Marciume della base o Phytophtora cactorum |
2) Avversità parassitarie dovute a funghi
Le succulente sono piante molto sensibili ai ristagni idrici e manifestano subito la loro intolleranza con marcescenze e ammuffimenti vari.
| sintomo sulla pianta | Gruppo patologico di funghi |
| Aree nerastre che si allargano con formazione di marciume molle al centro dei fusti | Gloeosporium cactorum |
| Aree nerastre puntinate con formazione di marciume molle che penetra al centro dei fusti. | Cancrena midollare |
| Macchie giallognole di seccumi sui fusti | Maculature dei cladodi |
| Muffe grigiastre ad anelli che si diffondono su tutta la pianta | Botrite |
| Marciume basale con imbrunimenti e ripiegamento | Marciume della base o Phytophtora cactorum |
3) Insetti o parassiti animali
Gli insetti fortunatamente non sono molto numerosi su queste piante. I più temibili sono comunque i succhiatori come gli afidi e le cocciniglie. Queste ultime possono colpire ogni parte della pianta, compresa la radice.
| sintomo sulla pianta e sui grappoli | Tipo di insetto |
| Insetti che con le loro punture su giovani fusti e steli floreali producono avvizzimenti e deformazioni. | AFIDI |
| Masse biancastre lanuginose o insetti ricoperti di scudetti di vario colore bianco o rossastro | COCCINIGLIE |
| Sono minuscoli ragni che provocano con le loro punture sui fusti ingiallimenti puntinati a cui segue un seccume suberoso . Sono molto mobili e quando attaccano massicciamente la pianta producono anche piccole ragnatele. | ACARI o RAGNETTI ROSSI E GIALLI |
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