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Dactylorhiza

Aggiornato il 18 maggio 20166 capitoli5 domande frequenti
Dactylorhiza incarnata

Generalità

La Dactylorhiza è un genere che conta alcune decine di specie di orchidee epifite e terricole, originarie dell'Europa, dell'Asia e dell'America settentrionale. Il nome ne descrive le radici simili alle dita di una mano; producono uno spesso fusto, alto dai venti ai 60-70 cm, leggermente carnoso, che porta alla base alcune foglie lanceolate, allungate, alcune delle quali lo avvolgono; foglie più corte crescono alterne lungo il fusto stesso, che porta all'apice una pannocchia di fiori, più o meno densa a seconda delle specie. I fiori sono leggermente tubolari, di piccole dimensioni, con particolare labello con tre lobi, talvolta sottesi da brattee verdi. Le dactylorhiza producono fiori di colore vario, dal giallo al bianco, dal lilla fino al porpora; la parte interna è ricoperta da piccoli puntini scuri. Sbocciano in primavera inoltrata; ai fiori seguono piccole capsule contenenti i semi. Alcune specie di Dactylorhiza sono protette in Italia, è quindi vietato coglierle in natura; acquistandole è bene sincerarsi che il vivaio le abbia propagate da semi non provenienti da piante selvatiche. Si possono facilmente riscontrare in natura, nelle radure e presso marcite o laghetti.

Esposizione

Per la migliore coltivazione della Dactylorhiza, porre a dimora in luogo semiombreggiato, o che goda di alcune ore di sole diretto, al mattino e non nelle ore più calde del giorno, per evitare che le foglie possano presentare delle bruciature. Le dactylorhiza non temono il freddo, quindi possono trovare posto anche in giardino; se tenute in contenitore si ricoverano in serra fredda. E' consigliabile ripararle dal sole durante le giornate molto calde dei mesi estivi ed,in inverno, non metterle in ambienti con un riscaldamento eccessivo.

Annaffiature

Le Dactylorhiza necessitano di annaffiature regolari, avendo cura di controllare che il terreno rimanga leggermente umido; in genere possono sopportare brevi periodi di siccità. Controllare che il substrato non permetta la formazione di ristagni idrici che possono provocare rapidamente l'insorgenza di marciumi radicali, che devono essere contrastati rapidamente per evitare problemi seri alla salute della pianta.

Terreno

Queste orchidee crescono senza problemi in qualsiasi terreno ben drenato, ricco di humus, sciolto e leggero; per un corretto sviluppo della pianta è necessario fornire del concime granulare a lenta cessione ogni 4-6 mesi. Le varietà epifite hanno bisogno di un substrato composto da sfagno, cortecce sminuzzate e perlite o carbone, per consentire alle radici di avere un buon supporto, in grado di mantenere il giusto grado di umidità.

Moltiplicazione

La riproduzione di queste piante di orchidea può avvenire per seme, in autunno. Volendo è anche possibile praticare talee di radice, oppure dividere le radici carnose, da interrare in un substrato ricco di humus, nel caso delle specie terricole, o da porre in un contenitore con sfagno e corteccia, per le piante epifite.

Parassiti e malattie

In genere, queste orchidee, essendo piuttosto resistenti, non temono l'attacco di parassiti o di malattie. Possono però presentare marciumi radicali nel caso in cui il terreno di coltivazione non sia sufficientemente drenato o si sia ecceduto con la fornitura d'acqua.

Domande frequenti

  • È legale raccogliere la Dactylorhiza in natura?
    No, molte specie di Dactylorhiza sono protette in Italia e la loro raccolta spontanea è severamente vietata dalla legge. È fondamentale acquistare esemplari solo da vivai specializzati che garantiscono la provenienza da propagazione artificiale (da semi o divisione) e non da piante prelevate dall'ambiente selvatico. Questa pratica tutela la biodiversità e rispetta le normative sulla protezione delle orchidee autoctone.
  • Come devo annaffiare la Dactylorhiza per evitare marciumi?
    Le irrigazioni devono essere regolari ma mai eccessive, mantenendo il substrato leggermente umido. È cruciale evitare assolutamente i ristagni idrici, poiché le radici carnose sono soggette a rapidi marciumi se il terreno rimane zuppo. Verifica sempre il drenaggio del vaso o del letto di piantagione: l'acqua in eccesso deve defluire immediatamente. In estate, monitora attentamente l'umidità senza lasciare acqua nei piattini sotto i vasi.
  • Qual è il terreno ideale per le specie terrestri rispetto a quelle epifite?
    Le specie terrestri crescono bene in un terreno comune ma ben drenato, ricco di humus, sciolto e leggero. Al contrario, le varietà epifite richiedono un substrato specifico e aerato, tipicamente composto da sfagno, cortecce sminuzzate e perlite o carbone vegetale. Questo mix permette alle radici di ancorarsi correttamente e mantiene l'umidità giusta senza compattarsi, simulando il loro ambiente naturale di crescita sugli alberi o su terreni ricchi di materia organica decomposta.
  • Quando e come avviene la fioritura della Dactylorhiza?
    La fioritura si verifica generalmente nella primavera inoltrata. I fiori sono riuniti in pannocchie più o meno dense all'apice dello stelo, di piccole dimensioni e colorati dal giallo al bianco, lilla o porpora, spesso con puntini scuri interni. Dopo la fioritura, si formano piccole capsule contenenti i semi. La pianta produce foglie lanceolate alla base e lungo il fusto, che supportano la crescita fino allo sviluppo delle infiorescenze.
  • Posso moltiplicare la Dactylorhiza in casa?
    Sì, la moltiplicazione può avvenire per seme, preferibilmente in autunno, oppure per divisione delle radici carnose o talee di radice. Per le specie terrestri, le parti divise vanno interrate in un substrato ricco di humus. Per le epifite, bisogna usare un contenitore con sfagno e corteccia. La divisione delle radici è un metodo efficace per ottenere nuove piante identiche alla madre, garantendo la sopravvivenza del clone in condizioni controllate.

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