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Aromatiche da ritirare in casa prima del freddo

Aggiornato il 06 ottobre 20264 capitoli
Quali aromatiche soffrono davvero le prime gelate

Quali aromatiche soffrono davvero le prime gelate

Non tutte le aromatiche da ritirare in casa prima del freddo sono uguali: alcune reggono bene l'inverno sul balcone, altre si rovinano con la prima notte fredda. Il basilico è il più delicato di tutti, perché gli basta un abbassamento improvviso della temperatura per annerire le foglie e afflosciarsi in modo irrecuperabile. Dietro di lui vengono le annuali come il coriandolo, la maggiorana, che da noi si comporta quasi sempre come annuale proprio perché non tollera le basse temperature, e alcune varietà di menta coltivate in vasi piccoli, dove le radici restano esposte al gelo da ogni lato. Il rosmarino, la salvia, il timo, l'origano e l'erba cipollina sono invece specie mediterranee o temperate che sopportano il freddo moderato, a patto di essere riparate dal vento e dalla pioggia continua. Valuta però il tuo caso: se vivi in una zona con inverni rigidi o se il rosmarino è in un vaso piccolo, le radici non hanno la protezione che avrebbero in piena terra e conviene spostarlo almeno in un angolo riparato, contro una parete esposta a sud. Così concentri le energie sulle piante che hanno davvero bisogno di entrare in casa.

Quando spostare i vasi e come prepararli al rientro

Il momento giusto per ritirare le aromatiche in casa arriva quando le minime notturne cominciano a scendere con decisione, in genere tra la fine dell'estate e le prime settimane d'autunno a seconda della zona in cui vivi. Non aspettare la gelata annunciata dal meteo: il basilico e la maggiorana soffrono già con le notti fresche e umide, ben prima che il termometro arrivi vicino allo zero. Osserva le piante al mattino e, se noti foglie afflosciate o punte scurite, è il segnale che il rientro è in ritardo. Prima di portare un vaso dentro, controlla con attenzione il fogliame e il sottovaso, perché afidi, cocciniglie e piccole lumache che all'aperto passano inosservati in casa trovano un ambiente senza predatori e si moltiplicano in fretta. Elimina i rami secchi o danneggiati, togli le foglie ingiallite alla base e passa un getto d'acqua delicato su tutta la chioma. Se il terriccio è compatto e le radici escono dai fori di drenaggio, è il momento di passare a un vaso appena più grande con terriccio fresco e ben drenante. Un rientro graduale, con qualche giorno in un ambiente intermedio come un pianerottolo o una veranda non riscaldata, riduce lo stress del cambio di clima.

Dove sistemarle in casa: luce, aria e distanza dai termosifoni

Una volta dentro, la difficoltà principale delle aromatiche in casa non è più il freddo ma la mancanza di luce. Scegli il davanzale più luminoso che hai, meglio se esposto a sud o a ovest, perché in inverno le giornate sono corte e le piante che arrivano dal pieno sole del balcone faticano a adattarsi a una stanza in penombra. Ruota i vasi di tanto in tanto, in modo che la chioma non si allunghi tutta verso il vetro, e tieni i vetri puliti: sembra un dettaglio, ma in questa stagione ogni raggio conta. Fai attenzione anche ai termosifoni: l'aria calda e secca che sale dai caloriferi disidrata le foglie e favorisce il ragnetto rosso, quindi lascia una buona distanza dal radiatore o interponi una mensola. Il timo e la salvia vogliono un ambiente asciutto e arieggiato, perché l'umidità stagnante li fa marcire, mentre il basilico e la menta gradiscono un po' di umidità attorno alle foglie, che puoi ottenere raggruppando i vasi e sistemandoli su un vassoio con argilla espansa e un dito d'acqua, senza che il fondo del vaso tocchi il liquido. Apri la finestra qualche minuto nelle ore più miti per cambiare l'aria, evitando però gli spifferi diretti sulle piante.

Cure invernali e cosa fare con il basilico che non ce la fa

In casa le aromatiche rallentano la crescita e hanno bisogno di molta meno acqua: annaffia solo quando il terriccio è asciutto in superficie e per qualche centimetro di profondità, verificando con un dito, e svuota sempre il sottovaso. Sospendi le concimazioni fino alla ripresa primaverile e raccogli con misura, senza mai prelevare più di un terzo della vegetazione in una volta, così la pianta mantiene abbastanza foglie per nutrirsi con la poca luce disponibile. Sii realistico con il basilico: anche sul davanzale migliore, in inverno tende a indebolirsi e a perdere profumo. Se vuoi tentare, cimalo appena accenna a fiorire e tienilo nel punto più caldo e luminoso; nel frattempo conviene fare scorta prima del rientro, raccogliendo le foglie in una mattina asciutta e congelandole, perché l'essiccazione le fa scurire e disperde buona parte dell'aroma. Per rosmarino, salvia, origano e timo l'essiccazione funziona invece molto bene: lega i rametti più giovani in mazzetti piccoli e appendili in un luogo buio, asciutto e ventilato, dove in un paio di settimane circa sono pronti da sbriciolare in un barattolo. Così, anche se qualche pianta non supera l'inverno, il lavoro della stagione non va perduto.

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