Patchouly

Aromatiche

Patchouly - Pogostemon cablin

Piante sempreverdi, di cui si tuilizzano foglie e cortecce, per ottenere un olio intensamente profumato, utilizzato in cosmetica e per produrre profumi

di Redazione

01 marzo 2016

Generalità

A questo genere appartengono circa quaranta specie di piante perenni sempreverdi, diffuse in Asia; come pianta aromatica si coltivano prevalentemente le specie patchouly cablin e patchouly heyanus, originari della Cina e dell'Indonesia. Le piante sviluppano piccoli arbusti eretti, costituiti da fusti legnosi o semilegnosi, che portano numerose grandi foglie di colore verde scuro, lucide, ovali, con margine dentellato, leggermente cerose, talvolta trilobate; se stropicciate queste foglie emanano un intenso profumo speziato, molto apprezzato dall'industria cosmetica, le foglie essiccate si utilizzano anche in erboristeria in quanto ricche di oli essenziali dalle rinomate proprietà. Il nome Patchouli proviene probabilmente dall'impero persiano, dove appare già nei primi anni del XIX secolo. Si afferma che sia una parola derivata dalla parola tamil composta dai termini “patch” (verde) e “ilai” (foglia ).

Esposizione

Nei luoghi di origine è una pianta da sottobosco e ama le esposizioni semiombreggiate. Nel nostro paese, specialmente al Centro-Nord, tollera bene il pieno sole, a patto che il terreno risulti sempre fresco. Occupiamoci inoltre di acclimatare gradualmente le piante all’inizio della stagione vegetativa per non causare bruciature fogliari. Nelle regioni meridionali è invece preferibile inserirla in un’area raggiunta dal sole solamente al mattino (specialmente nei mesi estivi). Ancora migliore è il posizionamento sotto un pergolato o ad un albero latifoglie. Il Pogostemon cablin può sopportare temperature di alcuni gradi inferiori allo zero, ma preferisce climi più miti con temperature minime vicine ai 5-8°C; in natura vengono coltivate ai piedi di altri alberi ad alto fusto, quindi in zone piuttosto ombreggiate, o con luce filtrata grazie alle fronde degli altri arbusti. Volendo è possibile coltivare i pogostemon come piante da appartamento, decorative per le grandi foglie scure e per i piccoli fiori tubolari, di colore lilla chiaro, prodotti in estate. Anche se coltivate in appartamento, durante la stagione estiva è meglio tenere la pianta all'aperto, sempre in zone ombreggiate dove i raggi del sole non arrivano diretti alla pianta.

IL PATCHOULI IN BREVE
Famiglia, genere, specie  Lamiaceae, pogostemon cablin
Nome comune  Patchouli o pasciulì[
Area di origine  Cina, India, Thailandia, Indonesia
Tipo di pianta  Erbacea a portamento cespuglioso
Colore dei fiori  Bianco-lilla
Altezza a maturità  Fino a 70 cm
Coltura  Da media a difficile
Esposizione  Mezz’ombra, sole
Terreno  Ricco, fresco, drenato
Irrigazioni  frequenti
Umidità del terreno  Sempre fresco
pH terreno  Da neutro a subalcalino
Crescita  Da media a veloce
Rusticità  delicata
Temperatura minima  Temperatura minima
Temperatura ideale  >10°C
Propagazione  Semina, talea apicale
Utilizzo  Vaso, piena terra (angolo aromatico)

Tecniche colturali

Il pogostemon cablin è una pianta erbacea molto simile alla menta, da cui differisce per il profumo caldo e sensuale che sprigionano le sue foglie, specialmente quando vengono essiccate e fermentate. Questa essenza si trova raramente in commercio presso vivai perché risulta piuttosto delicata e lo sfruttamento delle sue componenti aromatiche non è immediato. Per cimentarsi nella sua coltivazione si dovrà partire sicuramente da semina, procurandosi i grani presso rivenditori specializzati o, meglio, acquistandoli in internet. In alternativa cerchiamo esemplari adulti presso vivai specializzati in essenze tropicali. Il terreno delle nostre piante di Patchouly deve essere fertile, ricco, soffice e profondo, molto ben drenato. Gli esemplari coltivati in vaso vanno rinvasati ogni 2-3 anni, per permettere uno sviluppo equilibrato dell'apparato radicale. Le piante di Pogostemon cablin vanno annaffiate regolarmente, evitando di inzuppare troppo il terreno; durante i mesi freddi, ovviamente, è opportuno ridurre le annaffiature che avverranno in maniera sporadica. Da marzo a ottobre fornire del concime per piante verdi ogni 10-15 giorni, sciolto nell'acqua delle annaffiature per garantire alla pianta un ottimo sostentamento e crescita.

Moltiplicazione

La riproduzione del Patchouly avviene per seme o per talea semilegnosa.

Parassiti e malattie

Queste piante, essendo piuttosto resistenti, non vengono in genere colpite da parassiti o da malattie.

Proprietà

Le piante di patchouly sono celebri per le loro molteplici proprietà. In Asia, le foglie della pianta, essicate, sono utilizzate con frequenza per la cura dei reumatismi, per la nausea, il mal di testa e i dolori addominali. In Giappone le foglie vengono utilizzate come antidoto per il veleno dei serpenti mentre secondo la medicina ayurvedica, la pianta di Patchouli ha importanti proprietà afrodisiache, energizzanti, rigeneranti che consentirebbero allo stress di allontanarsi dal corpo e di ritrovare quindi benessere ed equilibrio psicofisico. Un'ulteriore qualità del patchouli è il suo potere cicatrizzante. Sempre dalle foglie è infatti possibile ricavare un olio essenziale in grado di migliorare l'aspetto delle pelle grazie ai suoi principi attivi.

IL CALENDARIO DEL PATCHOULI
Messa a dimora  Aprile
Ritiro in serra calda (piante in vaso)  Fine ottobre
Pacciamatura (piante in giardino)  Novembre
Cimatura e raccolta  Da maggio a settembre
Talea apicale  Aprile-maggio
Semina  Aprile

Clima

Il patchouli è piuttosto sensibile alle basse temperature: l’ideale è mantenersi sempre al di sopra dei 10°C, anche se i primi problemi (arrossamento delle foglie) si constatano intorno ai 5°C. Con temperature al di sotto dello zero termico i danni saranno sicuramente irreversibili. È quindi evidente che la coltivazione nel Centro-Nord può essere effettuata solamente in vasi, in maniera da poter riparare gli esemplari in serra riscaldata o in casa durante i mesi invernali. Nelle regioni meridionali, invece, specialmente lungo le coste, è possibile tentare di inserire le piante in piena terra, in una posizione riparata dai venti. Un aiuto ci verrà, nei mesi più rigidi, da una spessa pacciamatura a base di materiale vegetale o teli appositi.

Terreno

Per avere una crescita vigorosa e evitare disseccamenti è bene fornire un substrato abbastanza ricco, ma dotato di una buon drenaggio. L’ideale, sia per vaso sia per il giardino, è mescolare parti uguali di terriccio con terra di campo argillosa a cui aggiungeremo un poco di sabbia. Creiamo sempre sul fondo uno strato drenante con ghiaia o argilla espansa.

Irrigazioni

Le radici del patchouli richiedono sempre un ambiente fresco e leggermente umido. Terra secca e calore possono danneggiare gravemente la pianta in un solo pomeriggio. Irrighiamo quindi con una certa frequenza, specialmente in estate, senza lasciar mai asciugare completamente il terreno, ma evitando però anche che risulti sempre zuppo. Le piante in contenitore vanno monitorate con ancora maggiore attenzione. Un aiuto, anche in questo caso, ci può venire da una spessa pacciamatura vegetale.

Cure colturali

Per avere una crescita rigogliosa il substrato deve essere piuttosto ricco. Oltre ad un ammendante organico in superficie è bene distribuire, durante la stagione vegetativa, un prodotto liquido equilibrato, ogni circa 15 giorni. Sospendiamo durante l’inverno. Per ottenere un esemplare compatto e molto ramificato è bene, soprattutto dalla primavera all’estate, effettuare frequenti cimature. Ad ogni modo la pianta tollera molto bene le potature.

Malattie del patchouli

È un vegetale abbastanza resistente, ma alcuni nemici possono aggredirlo, specialmente se coltivato in serra. Prestiamo particolare attenzione al ragnetto rosso e agli attacchi di bruchi fitofagi.

Raccolta e conservazione patchouli

Le foglie del patchouli possono essere raccolte durante tutta la bella stagione, da maggio a settembre. Il caratteristico profumo, però, sarà però molto leggero e percepibile solamente sfregandole vigorosamente. Potremo apprezzarlo maggiormente dopo averle fatte seccare in un’area ombrosa, secca e ventilata. Questo trattamento può moltiplicare fino a dieci volte l’aromaticità, senza però arrivare ai livelli che si ottengono in erboristeria (dopo averle fatte fermentare e aver estratto tramite vapore gli oli essenziali). Le foglie essiccate saranno in ogni caso molto utili e apprezzate per la realizzazione di pot-pourri o di sacchetti da inserire negli armadi, magari in abbinamento ad altre essenze delicate, quali lavanda o salvia.

Utilizzi medicinali patchouli

Il patchouli, attualmente, non è indicato per l’utilizzo alimentare, ma nel tempo è stato impiegato, soprattutto in Oriente, per dare aromi particolari ad alcuni tipi di tè. Le sue foglie erano inoltre fumate, mescolate a quelle di altre piante, in particolare del tabacco. Si riteneva che il suo profumo fosse un potente antidepressivo: le foglie venivano bruciate per l’aromaterapia e gli oli essenziali veniva sfruttati per massaggi rilassanti. A questi oli venivano, oltre a ciò, attribuite virtù antisettiche e antinfiammatorie: erano ritenuti preziosi per le pelli secche, irritate o dove vi fossero infiammazioni, eczemi o morsi di insetti e serpenti. La medicina cinese lo ritiene anche un ottimo rimedio per mal di testa, nausea, diarrea e problemi addominali.

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Domande frequenti

  • Come si coltivano correttamente le foglie di patchouli per ottenere il tipico aroma?
    Per ottenere il caratteristico profumo intenso, le foglie raccolte da maggio a settembre devono essere fatte essiccare in un luogo ombroso, secco e ventilato. Questo processo moltiplica fino a dieci volte l'aromaticità rispetto alla freschezza. Tuttavia, per raggiungere i livelli professionali tipici dell'erboristeria, è necessario un ulteriore trattamento di fermentazione seguito dall'estrazione degli oli essenziali mediante vapore. Senza questi passaggi, l'odore rimane leggero e percettibile principalmente strofinando le foglie.
  • Quali sono le condizioni ideali di esposizione e temperatura per il Pogostemon cablin?
    Originaria del sottobosco asiatico, questa pianta predilige le mezz'ombre o la luce filtrata. Nel Nord Italia, tollera il pieno sole solo se il terreno rimane costantemente fresco; al Sud è preferibile esporla al sole mattutino per evitare scottature. La temperatura ideale supera i 10°C, con danni visibili (foglie arrossate) intorno ai 5°C e danni irreversibili sotto lo zero. Al Centro-Nord va coltivata in vaso per proteggerla dal freddo invernale, mentre al Sud può stare in piena terra in posizioni riparate.
  • Quali sono le principali proprietà medicinali e usi tradizionali delle foglie di patchouli?
    Nella medicina tradizionale asiatica e ayurvedica, le foglie essiccate sono impiegate contro reumatismi, nausea, mal di testa e dolori addominali. Hanno proprietà energetizzanti, rigeneranti e afrodisiache, utili per contrastare lo stress. L'olio essenziale estratto è noto per le sue virtù cicatrizzanti, antisettiche e antinfiammatorie, migliorando pelli secche, irritate, eczemi o punture di insetti. In Giappone viene talvolta usato come antidoto per i morsi di serpente, mentre in aromaterapia il fumo delle foglie è considerato un potente antidepressivo.
  • Come si gestiscono irrigazioni e concimazioni per una crescita vigorosa?
    Le radici richiedono un substrato sempre fresco e leggermente umido; lasciare asciugare completamente il terreno causa gravi danni, specialmente in estate. Annaffiare frequentemente senza creare ristagni. Dal marzo all'ottobre, somministrare un concime liquido bilanciato per piante verdi ogni 10-15 giorni, diluito nell'acqua d'irrigazione. Sospendere la concimazione in inverno. Una spessa pacciamatura vegetale aiuta a mantenere l'umidità del suolo e proteggere le radici dal calore eccessivo.

Scheda Tecnica

Pogostemon cablin

Nome scientificoPogostemon cablin
FamigliaLamiaceae
Tipo di piantaErbacea perenne, cespugliosa, sempreverde
OrigineCina, Indonesia, India, Thailandia
EsposizioneMezz'ombra, sole (con terreno fresco)
Temperatura minima5-8°C (sopra i 10°C ideale)
TerrenoRicco, fresco, ben drenato, pH neutro-subalcalino
IrrigazioneFrequente, terreno sempre fresco ma non zuppo
FiorituraEstate (fiori bianco-lilla, tubolari)
AltezzaFino a 70 cm
ConcimazioneConcime per piante verdi ogni 10-15 giorni (marzo-ottobre)
PotaturaCimature frequenti per ramificazione, potatura tollerata
MoltiplicazioneSemina, talea apicale/semilegnosa
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; attenzione a ragnetto rosso e bruchi
Difficoltà di coltivazioneMedia-Difficile

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