piccoli frutti

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Piccoli frutti

In genere, i piccoli frutti, hanno piccole piante, che si possono coltivare senza problemi anche in contenitore; oppure si potrebbero porre a dimora in un piccolo angolo di giardino.

di Redazione

07 settembre 2011

I piccoli frutti

Spesso dimenticati, o troppo trascurati, i piccoli frutti, o frutti di bosco, non trovano il posto che meriterebbero nei nostri frutteti, orti o giardini. In genere hanno piccole piante, che si possono coltivare senza problemi anche in contenitore, per un terrazzo pieno di delizie; oppure si potrebbero porre a dimora nell'angolino che abbiamo lasciato alle erbacce, perchè non abbiamo ancora deciso quale pianta sia più indicata. In questo periodo abbiamo la gioia di gustare more, mirtilli e ribes, che sempre più facilmente troviamo in commercio: perchè non considerare l'eventualità di preparare un angolo di orto o di frutteto per queste piante? In questo modo ci prepareremo ad avere il nostro primo raccolto già il prossimo anno, per stupire ed allietare grandi e piccini. I frutti di bosco sono ottimi se consumati crudi, ed anche ingredienti fondamentali per le più buone confetture; non dimentichiamo però che queste piante trovano posto anche in erboristeria, ed alcune anche nell'industria farmaceutica.

I frutti dimenticati

Oltre ai frutti di bosco "classici" ed ai loro ibridi, ci sono molte piante che producono bacche commestibili, un tempo consumate dai nostri progenitori, sia in Europa, sia in altri continenti; alcune di queste piante trovano ancora posto nei nostri giardini, ma generalmente solo gli animali si cibano dei loro frutti, che spesso vengono prodotti in grande quantità. Ne ricordiamo alcuni: -Amelanchier: anche detto pero corvino, produce piccole mele, scure a maturazione, hanno sapore dolce, e consistenza leggermente farinosa. -Biancospino: produce piccole bacche rossastre, utilizzate per preparare prevalentemente marmellate, ma anche per liquori e bevande dal gusto asprigno. -Corbezzolo: da tempo immemore consumato nella nostra penisola, i romani lo chiamavano unum edo, ovvero ne mangio uno solo; per lungo tempo le credenze popolari attribuivano questo nome ad una ipotetica tossicità dei frutti, che si diceva potessero essere consumati soltanto in piccole quantità. In effetti i frutti del corbezzolo non sono tossici, ma i romani non li trovavano sufficientemente gustosi da mangiarne più di uno. I corbezzoli sono molto gustosi e dolci, vengono utilizzati crudi, oppure per preparare marmellate e gelatine. -Corniolo: anche il cornus mas produce piccoli frutti rossi, hanno sapore aspro, ma si possono utilizzare per confetture e salse. -Cotoneaster: come la pyracanta produce piccoli frutti rossi o arancioni, commestibili, dal sapore dolce; venivano consumati un tempo, quando le tavole non erano imbandite di leccornie come ai giorni nostri. -Fitolacca: i frutti scuri vengono utilizzati dall'industria per produrre coloranti alimentari, con essi si possono preparare marmellate e gelatine. -Rosa canina: ancora oggi molto utilizzate per preparare tisane, le nostre nonne confezionavano un'ottima marmellata di rose canine, dal sapore asprigno, molto profumata. -Sambuco: i frutti del sambuco sono tossici se non perfettamente maturi, si possono impiegare, a maturazione completa, nella preparazione di confetture dalle proprietà lassative. -Sorbo: le bacche del sorbo si consumano prevalentemente in confettura, si possono utilizzare anche nella preparazione di liquori. -Tasso: il tasso è una pianta molto velenosa, in tutte le sue parti; l'unica parte commestibile è la polpa che circonda i semi. Un tempo si mangiavano i frutti del tasso, evitando di masticarne i pericolosi semi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali piccoli frutti consigliati per iniziare la coltivazione?
    Per chi vuole avvicinarsi alla coltivazione dei piccoli frutti, i migliori candidati iniziali sono more, mirtilli e ribes. Queste piante sono particolarmente indicate perché hanno portamenti contenuti, permettendo una coltivazione agevole anche in vaso sui terrazzi, o in piccoli spazi del giardino. Il loro vantaggio principale risiede nella rapidità di produzione: piantandole nel periodo indicato, si può già sperare nel primo raccolto l'anno successivo, rendendole ideali per chi cerca risultati concreti e gratificanti in tempi brevi.
  • Come si utilizzano i frutti di bosco oltre al consumo fresco?
    I piccoli frutti offrono grande versatilità culinaria. Se consumati crudi sono eccellenti per la loro freschezza, ma sono soprattutto ingredienti fondamentali per la conservazione domestica. La maggior parte delle specie, come more, ribes e bacche di biancospino, si presta perfettamente alla preparazione di confetture, marmellate e gelatine di alta qualità. Inoltre, molti frutti, come quelli di biancospino e sorbo, possono essere impiegati per aromatizzare liquori e bevande alcoliche, sfruttando i loro sapori distintivi, che vanno dal dolce all'asprigno.
  • È vero che il corbezzolo ha frutti tossici?
    No, i frutti del corbezzolo non sono tossici. Questa credenza popolare nasce dal fatto che i Romani li definivano 'unum edo' (ne mangio uno solo), non per pericolo, ma perché li giudicavano poco gradevoli da mangiare in grandi quantità. In realtà, una volta maturati completamente, i corbezzoli sono molto gustosi, dolci e profumati. Possono essere gustati freschi direttamente dalla pianta o trasformati in ottime marmellate e gelatine, diventando un ingrediente apprezzato in cucina una volta superata la fase iniziale di maturazione.
  • Quali precauzioni bisogna prendere con il sambuco?
    Con il sambuco è fondamentale prestare attenzione al grado di maturazione dei frutti. I bacche del sambuco contengono sostanze tossiche se raccolte prima della piena maturazione. È quindi essenziale attendere che siano completamente nere e morbide prima della raccolta. Una volta mature, possono essere utilizzate in sicurezza per preparare confetture dalle note proprietà lassative. Non raccogliere mai i frutti verdi o parzialmente maturi per evitare rischi per la salute, limitandosi esclusivamente alle bacche ben mature.
  • Si possono mangiare i frutti del tasso?
    Il tasso è una pianta estremamente velenosa in tutte le sue parti, inclusi foglie, cortecce e semi. L'unica parte commestibile è la polpa rossa e succosa che avvolge il seme. Tuttavia, il consumo richiede estrema cautela: è necessario rimuovere assolutamente il seme nero, poiché è letale se ingerito o masticato. Storicamente i frutti venivano consumati evitando accuratamente di rompere il seme, ma data la forte tossicità, il consiglio generale è di ammirarli esteticamente piuttosto che raccoglierli per l'alimentazione.

Scheda Tecnica

Tipo di piantaArbusti o piccoli alberi da frutto
OrigineEuropa e altri continenti
TerrenoAdatto a contenitori o angoli di giardino
IrrigazioneRegolare
FiorituraPrimavera-Estate (varia per specie)
AltezzaVariabile (piccole piante)
PotaturaLeggera/Manutenzione
Malattie e parassitiGeneralmente resistenti
Difficoltà di coltivazioneFacile