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Video: seminare fave e piselli a novembre

Aggiornato il 03 novembre 20264 capitoli
Perché seminare fave e piselli a novembre e dove conviene farlo

Perché seminare fave e piselli a novembre e dove conviene farlo

Seminare fave e piselli a novembre è uno degli ultimi lavori di semina in pieno campo prima dell'inverno, insieme alla messa a dimora dell'aglio. Fave e piselli sono le leguminose più rustiche dell'orto: sopportano bene il freddo e, se seminati in autunno, nascono con le piogge e le temperature ancora miti, restano quasi fermi nei mesi più freddi e ripartono con decisione a fine inverno. Il risultato è un raccolto anticipato di qualche settimana rispetto alla semina di marzo, con piante più robuste e meno esposte agli afidi, che in primavera inoltrata diventano un problema serio soprattutto per le fave. Valuta però il clima della tua zona. La semina autunnale dà i risultati migliori dove l'inverno è mite, come al Centro-Sud, lungo le coste e in bassa collina; al Nord e in montagna, dove il terreno gela per settimane, è più prudente rimandare a febbraio o marzo, oppure seminare in un'aiuola riparata da coprire con tessuto non tessuto. Se hai dubbi, dividi la semente: una parte adesso e una a fine inverno, così confronti i risultati nel tuo orto e scopri quale finestra funziona meglio.

Preparare l'aiuola: terreno drenato, poca concimazione e giusta rotazione

Prima di aprire i solchi dedichiamo un po' di tempo all'aiuola, perché i legumi seminati in autunno restano nel terreno per molti mesi e il rischio maggiore non è il freddo ma il ristagno d'acqua, che fa marcire semi e radici. Vanghiamo a una profondità di circa 25-30 centimetri, rompiamo le zolle e togliamo sassi e radici delle colture estive appena terminate. Se il terreno è argilloso e pesante, mescoliamo sabbia o terriccio e, se possibile, seminiamo su prose rialzate di qualche centimetro, così l'acqua delle piogge invernali scorre via invece di fermarsi attorno ai semi. Sulla concimazione resta leggero: fave e piselli fissano l'azoto dell'aria grazie ai batteri che vivono nei noduli delle radici, quindi non hanno bisogno di letame fresco né di concimi azotati, che farebbero crescere molta foglia e pochi baccelli. Basta un po' di compost maturo incorporato durante la vangatura, meglio ancora se l'aiuola era stata concimata per la coltura precedente. Scegli un posto in pieno sole dove non hai coltivato legumi nell'ultimo anno o due: la rotazione tiene lontane le malattie del terreno e lascia, dopo il raccolto, un'aiuola arricchita per gli ortaggi esigenti dell'estate.

La semina nel video: profondità, distanze e sostegni per fave e piselli

Nel video partiamo dalle fave, che hanno il seme più grande. Mettiamo i semi in ammollo in acqua a temperatura ambiente per qualche ora o per una notte: il tegumento si ammorbidisce e la germinazione è più rapida e uniforme. Apriamo poi i solchi a circa 60-70 centimetri uno dall'altro e interriamo i semi a 4-5 centimetri di profondità, a postarelle di 2-3 semi distanziate di circa 20-25 centimetri sulla fila, oppure un seme ogni 10-15 centimetri se preferiamo la fila continua. Il seme va posato con l'ilo, cioè il punto scuro sul bordo, rivolto verso il basso, perché da lì esce la radichetta. Per i piselli la profondità è minore, circa 3-4 centimetri, con file distanti 50-70 centimetri a seconda della varietà: le nane stanno più strette, le mezza rama e le rampicanti hanno bisogno di spazio e di un sostegno. Per la semina di novembre scegli una varietà a seme liscio, più resistente al freddo di quelle a seme rugoso. Dopo aver coperto i semi, premiamo il terreno con il dorso del rastrello perché aderisca bene e annaffiamo solo se è asciutto, cosa rara in questo mese. Conviene piantare subito i sostegni, rete o rami secchi, così in primavera non si disturbano le radici.

Dopo la semina: proteggere le piantine dal gelo e arrivare al raccolto

Le piantine nascono in due o tre settimane, a seconda della temperatura, e con qualche foglia affrontano l'inverno senza problemi finché il gelo resta moderato. Una pacciamatura leggera di paglia o foglie secche tra le file aiuta a proteggere le radici e a tenere umido il terreno, ma non deve coprire le piantine. Se sono annunciate gelate forti, stendi un tessuto non tessuto sopra la fila, fissato ai bordi, e toglilo appena il tempo migliora, perché sotto il telo l'aria umida favorisce le muffe. In questa fase l'irrigazione in genere non serve: le piogge bastano e un terreno fradicio è più dannoso di uno asciutto. Nei primi giorni controlla che uccelli e roditori non scavino i semi, soprattutto quelli dei piselli: una rete leggera appoggiata sui solchi basta a tenerli lontani. A fine inverno le piante riprendono a crescere in fretta: le fave si cimano quando compaiono i primi baccelli, per limitare gli afidi che si concentrano sui germogli, e i piselli vanno guidati sui sostegni. Il raccolto arriva in genere tra aprile e maggio nelle zone miti, qualche settimana prima dei legumi seminati in primavera, quando l'orto offre ancora poco altro da cogliere.

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