Calycantus Praecox
Fiore del verno Mentre ogni altro a lui vicino langue e muore sotto il gelo, solo un fior del mio giardino si dischiude sullo stelo: questo fior, caro a tanto, l'han chiamato Calicanto. Ne' dì lieti quando il sole vita suscita e colori, e s'allegrano le ajuole nel profumo de' lor fiori, al tepor che lo feconda ei non dà che qualche fronda. Ma al redir del verno, allora... Oh, miracolo gentile! Cade il verde, ed ei s'infiora quasi fosse nell'aprile; or chi piange l'altra spoglia s'ei dà un fior per ogni foglia? Non hai d'uopo di cultura, non t'offende il gelo, il vento: qual chi trae dalla sventura e la vita e l'alimento, t così, sui rami ignudi sotto il vento e il gel ti schiudi. la tua tinta gialla e nera è pur squallida, è pur mesta; mi ricorda una bandiera troppo agl'itali funesta... Ma poiché sì dolce odori, io perdono a' tuoi colori. Mi ha narrato ch'ogi fiore un'istoria in sé racchiude di speranza o di dolore di vendetta o di virtude; e la musa d'un cortese già più d'una me n'apprese. Ma del fior devoto al verno è l'istoria a me un arcano; ne' suoi stami non la scerno; nello stel la cerco invano; la richiedo a lui talvolta, ma non parla e non m'ascolta. Perché in mezzo al gel s'infiora? Perché forte è mesto è tanto? Dove nacque, e come odora? Perché il chiaman Calicanto? Chi narrarmelo saprà de' suoi fior un serto avrà. Erminia Fuà-Fusinato