helxine

Domande e Risposte Giardinaggio

Prato di helxine

Un prato di helxine si secca nel mese di luglio localmente per poi diffondersi ad una grossa chiazza del prato

di Redazione

07 settembre 2011

Domanda: Prato di helxine

ho un piccolo prato con la helxine che non viene quasi mai calpestato se non occasionalmente per raggiungere un paio di aioule. tutto bene fino al mese di luglio poi l'erba secca in forma di cerchio che s'allarga man mano che prosegue la stagione. immagino che si tratti di un fungo che però si dimostra resistente ai trattamenti comsigliati da alcuni vivaisti: solfato di rame e vitex 4/40.cosa mi consigliate di fare? grazie .ermanno

Domanda: Prato di helxine

Gentilissimo Ermannno, La ringraziamo per averci contattato in merito ai problemi sul Suo prato tramite la rubrica dell’Esperto di Giardinaggio.it. La presenza nel prato di aree circolari gialle e secche è riconducibile ad una proliferazione di funghi patogeni. Il loro sviluppo è condizionato e predisposto da vari fattori ambientali: · eccessi idrici o zone di ristagno · mancato sfalcio in tempo ottimale. Le possibili cause degli ingiallimenti sono riconducibili a vari tipi di funghi che con la descrizione che ci ha fornito non sono facilmente identificabili. Molto frequenti ci sono gli attacchi di Pythium spp (fungo microscopico che attacca il colletto e le radici e crea la morte di tutta la pianta), Rizoctonia (fungo che si sviluppa con le alte temperature e crea la morte delle foglie), Sclerotinia (si sviluppa a basse temperature). Premesso quindi che il principale rimedio è la prevenzione agronomica, ovvero lo sgrondo delle acque meteoriche la concimazione non eccedente in azoto, l’attuale rimedio consisterà nella rimozione del feltro disseccato l’arieggiamento della zona colpita, trattamenti fungicidi specifici e risemina delle zone danneggiate. Distinti saluti.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono le principali cause della comparsa di cerchi secchi nell'helxine?
    La formazione di aree circolari gialle e secche è tipicamente causata da funghi patogeni come Pythium, Rizoctonia e Sclerotinia. Questi agenti patogeni prosperano in condizioni specifiche: il Pythium attacca le radici in ambienti troppo umidi o con ristagni idrici; la Rizoctonia si attiva con le alte temperature distruggendo le foglie; la Sclerotinia predilige invece climi freddi. Fattori aggravanti includono eccessi di acqua, mancanza di arieggiamento del terreno e concimazioni eccessive in azoto.
  • Come trattare efficacemente l'infestazione fungina nell'helxine?
    Il trattamento prevede prima la rimozione fisica del feltro disseccato e l'arieggiatura profonda della zona colpita per migliorare il drenaggio e l'ossigenazione. Successivamente, applicare specifici fungicidi sistemici o di contatto mirati contro i ceppi identificati. È fondamentale interrompere l'uso di prodotti inefficaci come il solfato di rame se non prescritti, poiché potrebbero non agire sui patogeni specifici responsabili del marciume radicale o fogliare. Dopo il trattamento, procedere alla risemina delle zone danneggiate.
  • Cosa fare per prevenire la ricomparsa dei funghi nell'helxine?
    La prevenzione agronomica è la strategia più efficace. Assicurarsi un corretto sgrondo delle acque meteoriche per evitare ristagni, fondamentali dato che l'helxine teme il waterlogging. Evitare concimazioni eccessive in azoto, che favoriscono tessuti teneri e suscettibili agli attacchi. Mantenere un taglio regolare per impedire l'accumulo di materiale vegetale morto che ospita i funghi. Infine, garantire una buona circolazione dell'aria intorno alle piante evitando il sovrappopolamento eccessivo.
  • L'helxine può resistere al calpestio occasionale?
    Sì, l'helxine (Soleirolia soleirolii) tollera un calpestio molto lieve e occasionale, come quello necessario per raggiungere aiuole vicine. Tuttavia, non è adatta a prati ad alto traffico intenso. Un uso moderato non ne compromette la salute, purché il terreno sottostante sia ben drenato e le radici non vengano compresse eccessivamente. In caso di danni fisici, la pianta tende a ricacciare rapidamente dagli stoloni laterali, ripristinando il manto verde.

Scheda Tecnica

Soleirolia soleirolii

Nome scientificoSoleirolia soleirolii
FamigliaUrticaceae
Tipo di piantaPerenne tappezzante sempreverde
OrigineIsola di Corsica e Sardegna
EsposizioneParzialmente ombreggiata, preferibilmente luminosa ma senza sole diretto
TerrenoFresco, umifero, ben drenato, ricco di sostanza organica
IrrigazioneRegolare, mantenere il substrato costantemente umido ma non zuppo
FiorituraMinima, piccoli fiori verdastri poco appariscenti
Altezza5-10 cm
ConcimazioneLeggera, in primavera con fertilizzante bilanciato
PotaturaTaglio leggero per contenere la crescita e stimolare il cespugliamento
MoltiplicazioneDivisione dei cespi o talee di stoloni
Malattie e parassitiMarciumi radicali da ristagno idrico, funghi patogeni come Pythium, Rizoctonia e Sclerotinia
Difficoltà di coltivazioneFacile, richiede solo umidità costante e protezione dal sole cocente