L'Origanum majorana, famiglia delle Labiate, presenta proprietà calmanti e espettoranti. Le parti utilizzate sono i fiori, raccolti nei mesi caldi.
Il Thymus vulgaris, famiglia delle Labiate, presenta proprietà carmative, antisettiche e dietiche. Si raccoglie durante la fioritura e si usa in ...
Il Tilia sp., delle Tiliacee, cresce nei boschi fino a 2000 metri. Fiori e corteccia offrono proprietà sedative, ipotoniche e antispastiche.
Spinacia oleracea, famiglia Chenopodiacee, si usa fresca in cucina e esternamente per le scottature. Ricco di vitamine, è utile contro l'anemia.
I frutti del Sorbo domestico, raccolti in autunno, sono vitaminici e antidiarroici. Si impiegano internamente in succhi e marmellate, esternamente in ...
Il Sorbus aucuparia, delle Rosacee, cresce nelle zone alpine e appenniniche. Frutti e semi offrono proprietà diuretiche, astringenti e antidiarroiche.
La Sambucus nigra, famiglia Caprifogliacee, cresce nei boschi fino a 1000 metri. Si impiegano fiori, frutti, foglie e corteccia per usi interni ed ...
La Salvia officinalis, famiglia delle Labiate, presenta proprietà antisettiche e diuretiche. Si raccoglie in primavera e si conserva essiccata.
Arbusto rustico originario dell’Europa meridionale, la Ruta graveolens raggiunge i 60 cm di diametro. Fiorisce d’estate con piccole corolle gialle e ...
L'Eruca sativa, nota anche come rucola, appartiene alle crocifere e cresce spontaneamente fino a 1000 metri d'altezza. Le foglie, ricche di vitamina ...
Rubus fruticosus, famiglia Rosacee, offre foglie astringenti, radici espettoranti, germogli depurativi e frutti lassativi. Si raccolgono in diverse ...
Il Rosmarinus officinalis, famiglia delle Labiate, cresce nelle zone mediterranee. Si impiegano fiori e rami per le proprietà antisettiche e toniche.
Il Ribes rubrum, famiglia Sassifragacee, offre frutti depurativi e vitaminici da usare freschi, secchi o sotto forma di sciroppi e maschere per la ...
Il Ribes nigrum, famiglia Sassifragacee, offre frutti estivi lassativi e foglie primaverili dalle proprietà diuretiche. Si impiegano in infusi per ...
Il Ramolaccio, Raphanus raphanistrum, cresce raramente in Italia su terreni sabbiosi. Le sue radici fresche sono diuretiche ed espettoranti.
Il Ruscus aculeatus, noto anche come pungitopo, cresce nelle zone boschive fino a 800 metri. Le sue radici, raccolte da settembre a novembre, hanno ...
Il Prunus spinosa, famiglia Rosacee, cresce nei boschi fino a 1500 metri. Si impiegano fiori, foglie, corteccia e frutti, raccolti in stagioni ...
La Primula officinalis è una pianta delle Primulacee utilizzata in erboristeria. Radici, fiori e foglie offrono proprietà medicinali varie.
Il Petroselium hortense, famiglia Ombrellifere, offre radici diuretiche, foglie febbrifughe e frutti carminativi. Si usa internamente in decotti o ...
La Portulaca oleracea, nota anche come Procaccia, è una pianta spontanea dalle proprietà vermifughe e diuretiche. Le sue parti aeree si usano fresche ...
L'Allium porrum, noto come porro, è una pianta delle Liliacee coltivata in Italia. Diuretica e antisettica, si usa fresca in decotti e succhi per uso ...
Il Lycopersicon esculentum, famiglia Solanacee, offre frutti e foglie con proprietà antiartritic e calmanti. Si usa internamente in succo o infusi ed ...
Da millenni l'uomo ha trovato nelle piante preziosi alleati per l'igiene e la salute del suo corpo, ed anche dello spirito; già nei secoli passati i primi medici utilizzavano fiori, radici, foglie e cortecce per produrre cataplasmi, tisane o unguenti medicamentosi. In tempi più recenti, nelle prime università, le facoltà che si occupavano di scienze mediche consideravano di grande importanza l’erboristeria e la conoscenza dei semplici, ovvero delle piante che potevano essere utilizzate singolarmente come cure per malanni di vario genere. Con l’avvento del metodo scientifico molte di queste conoscenze su erbe e piante medicinali sono arrivate a noi, che ancora oggi utilizziamo farmaci i cui principi attivi sono di origine vegetale, anche se ormai spesso si tratta di prodotti di sintesi; utilizzando la conoscenza del mondo vegetale, e la chimica moderna si è potuto spesso potenziare e migliorare i principi attivi presenti nelle piante, rendendoli disponibili in grandi quantità e per tutto l’arco dell’anno.
Da decenni ormai si è riscoperta l’utilità di questi rimedi naturali, preparati utilizzando ogni singola parte delle piante (o erbe medicinali); non si tratta certo semplicemente di una moda, i molti casi di malattie curate con metodi alternativi sono sotto gli occhi di tutti, anche se spesso i metodi delle medicine alternative non somigliano molto ai metodi della medicina tradizionale. Molte sono le scienze che si occupano dell’utilizzo di prodotti naturali per curare l’uomo; in generale oltre all’utilizzo di prodotti non derivanti da sintesi chimica, ma direttamente dalle piante (medicinali), questi approcci alla medicina tendono ad avere una diversa visione dell’essere umano e delle malattie: in generale tendono a curare l’uomo nel suo insieme di comportamenti, stati d’animo, e sintomi; mentre la medicina tradizionale tende a curare prevalentemente i sintomi delle malattie.
Molte sono ormai le vere e proprie scienze che si occupano di utilizzare le piante per la cura delle malattie; a partire dall’erboristeria, antica scienza di riconoscimento e raccolta di rimedi vegetali, i cui rimedi sono spesso conosciuti ed utilizzati da tutti: come ad esempio la tisana di camomilla, utile per calmare i bambini insonni. All’erboristeria si affianca la fitoterapia, vera e propria scienza che studia i principi attivi contenuti nei vegetali, ed il loro utilizzo nella cura delle malattie (in questo caso si parla propriamente di erbe o piante medicinali). Negli ultimi anni si sono sviluppate anche nuove medicine alternative, di varia origine, come l’omeopatia, i Fiori di Bach, l'Aromaterapia, la medicina naturopatica, ed altre medicine, i cui approcci possono essere tra i più vari, così come il valore ad esse dato dalla medicina tradizionale, che sempre più spesso utilizza alcuni metodi e mezzi della medicina alternativa come sostituti delle cure tradizionali, o anche solo come affiancamento delle terapie convenzionali.
Molto spesso si cade nell'equivoco che tutto ciò che è “naturale” non fa male, o è un rimedio blando. Ricordiamo che gran parte dei farmaci che utilizziamo comunemente sono costituiti da principi attivi che, almeno in origine, sono derivati da erbe o piante medicinali; questi principi attivi sono utili nella cura delle malattie da raffreddamento, ma anche in patologie più gravi, come i problemi cardiaci o la gotta. Questo per ricordare che le erbe contengono principi attivi che possono essere molto pericolosi, talvolta si tratta di veri e propri veleni (la cicuta lungo la strada sembra innocuo prezzemolo), è quindi sempre consigliabile evitare di assumere erbe o decotti senza il consiglio di un professionista, che sia un medico, un naturopata, un farmacista o un erborista. Quando poi si tratta di estratti d'erbe il consiglio è di essere quanto più cauti possibile: oli essenziali ed estratti alcolici concentrano i principi attivi presenti nelle piante medicinali, quindi vanno assunti nelle dosi e nei modi consigliati da un professionista del settore, evitando le cure fai da te. In effetti in molti casi è semplicissimo acquistare oli essenziali e tinture madri di piante di qualsiasi tipo, spesso senza ottenere i giusti consigli sulla posologia di tali prodotti, che possono essere molto pericolosi se utilizzati a casaccio.