Aphelandra squarrosa

Piante da interno

Afelandra - Aphelandra squarrosa

L'Aphelandra squarrosa o Afelandra è una pianta dell'America centro-sud caratterizzata da fusti carnosi e scuri, dai quali crescono molte e grandi foglie di colore verde chiaro e lucide.

di Redazione

26 aprile 2016

Generalità

L'Aphelandra squarrosa o Afelandra è un arbusto sempreverde originario dell'America centro-meridionale, che in natura raggiunge i 2-3 m di altezza, ed in contenitore si mantiene di dimensioni vicine ai 50-60 cm. I fusti carnosi, di colore scuro, portano numerose foglie ovali, molto grandi, di colore verde chiaro, ma in molte specie di colore verde scuro, con venature bianche o gialle, molto vistose; le foglie sono lucide, leggermente stropicciate. In primavera produce corte spighe ricoperte da fiori tubolari, sotto ognuno dei quali è presente una brattea colorata, generalmente gialla, ma esistono varietà con brattee e fiori arancioni, rosa o rossi. Queste piante hanno un portamento abbastanza compatto, molto ramificato e denso, e in genere non necessitano di potature.

Esposizione

Tenere le piante di Aphelandra squarrosa in luogo luminoso, ma lontano dai raggi diretti del sole, ad una temperatura non inferiore ai 10-15°C; in estate è possibile porle all'esterno, purché in luogo semiombreggiato. Queste piante temono il freddo, quindi in inverno vanno tenute in casa o in serra temperata. La temperatura ideale per la crescita delle piante di Afelandra, essendo esemplari di origine tropicale, è attorno ai 22/25 °C. Questo genere di pianta è sensibile alle correnti d'aria, che possono provocare anche la morte.

Annaffiature

Annaffiare regolarmente l'Aphelandra squarrosa, lasciando asciugare il terriccio tra un'annaffiatura e l'altra, senza mai inzuppare troppo il terreno; annaffiature eccessive possono favorire il marciume radicale, e provocare l'ingiallimento delle foglie; in genere queste piante non sopportano bene la siccità, e in casi di periodi prolungati senz'acqua tendono ad afflosciarsi. In entrambi i casi la pianta tende a perdere le foglie; in inverno annaffiare sporadicamente. Quando le temperature sono più alte, è bene procedere con la nebulizzazione di acqua a temperatura ambiente sulle foglie, per garantire il giusto grado di umidità. Da marzo a ottobre fornire del concime per piante fiorite, mescolato all'acqua delle annaffiature, ogni 10-15 giorni.

Terreno

Le piante di Afelandra necessitano di un terreno molto ricco di humus e ben drenato: si può preparare un composto adatto mescolando della torba con sabbia, terriccio di foglie e una piccola manciata di stallatico o di humus. In genere non crescono molto in fretta, quindi non è necessario rinvasarle spesso, ma è bene cambiare il terreno ogni due anni.

Moltiplicazione

In primavera è possibile seminare le aphelandre, ricordandosi che con questa tecnica è possibile ottenere piante differenti da quella madre, data la variabilità genetica; nello stesso periodo è anche possibile praticare talee, che radicano abbastanza rapidamente e con facilità. Le talee vanno sistemate in un composto di torba e sabbia e in un luogo protetto, in cui la temperatura rimanga costante. Quando compaiono i nuovi germogli, è possibile trapiantare le talee in contenitori singoli.

Parassiti e malattie

Queste piante temono particolarmente il marciume radicale, gli afidi e la cocciniglia. Per eliminare le cocciniglie, se l'attacco è ridotto, è possibile intervenire con un panno o un batuffolo imbevuto di alcool, altrimenti è anche possibile lavare la pianta con acqua e sapone, da risciacquare con attenzione. Per eliminare gli afidi può essere sufficiente aumentare il grado di umidità con delle frequenti nebulizzazioni di acqua sulle foglie. Altrimenti è bene ricorrere ad appositi prodotti insetticidi facilmente reperibili.

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Domande frequenti

  • Perché la mia Afelandra perde tutte le foglie?
    La perdita massiva di foglie è il sintomo principale di stress idrico o ambientale. L'Aphelandra soffre sia di siccità prolungata, che causa l'afflosciamento, sia di ristagni idrici che provocano il marciume radicale. Inoltre, è estremamente sensibile agli sbalzi termici e alle correnti d'aria fredde. Verifica che il terriccio sia umido ma non zuppo, mantieni la temperatura sopra i 15°C e evita di spostarla frequentemente o esporla a ventilatori.
  • Come posso mantenere alta l'umidità per l'Aphelandra?
    Essendo una pianta tropicale, ama l'umidità atmosferica. Puoi nebulizzare le foglie con acqua a temperatura ambiente quotidianamente, specialmente in estate o quando i riscaldamenti sono accesi. Un altro metodo efficace è posizionare il vaso su un sottovaso riempito di ghiaia e acqua, assicurandoti però che il fondo del vaso non tocchi direttamente l'acqua per evitare il marciume delle radici. Evita di nebulizzare durante l'esposizione diretta al sole per prevenire scottature fogliari.
  • Quando e come si moltiplica l'Aphelandra?
    Il momento migliore è la primavera. Puoi optare per la semina, ma otterrai piante geneticamente variabili. Il metodo più sicuro e rapido è la talea: taglia un ramo sano, rimuovi le foglie inferiori e interralo in un mix di torba e sabbia. Mantieni il composto umido e la temperatura costante in un luogo protetto. Le talee radicano velocemente; quando vedi nuovi germogli, trapianta la giovane pianta in un vaso singolo.
  • Qual è il terreno ideale per l'Aphelandra?
    Serve un substrato ricco di sostanza organica e soprattutto ben drenato per evitare il temutissimo marciume radicale. Una buona miscela domestica prevede torba bionda, terriccio di foglie e sabbia grossolana. Puoi integrare con una piccola quantità di stallatico maturo o humus per arricchire il suolo. Non è necessario rinvasare spesso poiché cresce lentamente, ma rinnova completamente il terriccio ogni due anni per ripristinare nutrienti e struttura.
  • Come si curano afidi e cocciniglia sull'Aphelandra?
    Per la cocciniglia, se l'infestazione è lieve, rimuovi manualmente i parassiti con un batuffolo di cotone imbevuto di alcol. In caso di attacco più grave, lava la pianta con acqua e sapone neutro, facendo attenzione a risciacquare bene. Per gli afidi, aumenta inizialmente l'umidità ambientale tramite nebulizzazioni, poiché li disorienta. Se persistono, utilizza insetticidi specifici reperibili in commercio, rispettando sempre le dosi indicate sulla confezione.

Scheda Tecnica

Aphelandra squarrosa

Nome scientificoAphelandra squarrosa
FamigliaAcantaceae
Tipo di piantaArbusto sempreverde
OrigineAmerica centro-meridionale
EsposizioneLuminosa, no sole diretto, al riparo da correnti d'aria
Temperatura minima10-15°C
TerrenoRicco di humus, ben drenato, misto a torba e sabbia
IrrigazioneRegolare, substrato mai inzuppato, alta umidità ambientale
FiorituraPrimaverile, fiori tubolari con brattee gialle/arancio/rosse
Altezza50-60 cm in vaso, fino a 2-3 m in natura
ConcimazioneOgni 10-15 giorni da marzo a ottobre con concime per fiorite
PotaturaGeneralmente non necessaria, portamento compatto e ramificato
MoltiplicazioneSemina o talee primaverili
Malattie e parassitiMarciume radicale, afidi, cocciniglia
Difficoltà di coltivazioneMedia, richiede cura dell'umidità e stabilità termica

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