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trapianto ulivo e pino

Aggiornato il 26 giugno 20132 capitoli5 domande frequenti
Conifere bonsai

Domanda : trapianto ulivo e pino

Salve, Abito nella provincia di Roma. Un mio amico mi ha regalato degli ulivi selvatici e dei piccoli pini che crescevano spontanei nel suo terreno e di cui aveva necessità di liberarsi subito. Siamo a maggio quindi so benissimo che non è il periodo adatto per il trapianto. Le radici sono intatte c'è molto pane radicale, ma non vi è zolla di terreno attaccata ad esse. Ora li ho sistemati con cura in appositi vasi da coltura della grandezza appropriata. C'è qualche speranza che si riprendano? Un'altra cosa... Gli ulivi, hanno una bella chioma prosperosa... Secondo voi è il caso di ridurla un po'?

Risposta : trapianto ulivo e pino

Gentile Lela, come dicevi tu, maggio non è il momento migliore per spostare degli alberelli, sarebbe stato meglio attendere un periodo di riposo vegetativo, come l’autunno; ma ormai il trapianto è stato fatto, cerchiamo di mantenere in vita queste piante. Per fortuna il maggio 2013 è stato molto fresco e umido, e quindi le tue piante non dovrebbero aver risentito eccessivamente del trasporto, soprattutto se avete cercato di mantenere la gran parte delle radici; di solito in primavera le piante sono in pieno rigoglio vegetativo, e succhiano dal terreno acqua e Sali minerali che contribuiscono al lavoro fatto dal fogliame, per produrre nuovi germogli, i futuri fiori e i futuri frutti; se si riesce a mantenere costante l’apporto di acqua alle piante, anche un espianto fatto in un periodo “pericoloso” può andare a buon fine. Come suggerisci tu, il modo migliore per cercare di alleviare i problemi delle piante appena rinvasate, è sicuramente quello di potare la chioma: le foglie tendono a perdere molta umidità nelle giornate calde, per traspirazione, quindi una pianta con meno foglie tenderà a soffrire di meno per eventuali carenze di acqua. Quindi si, una bella potata generale, diradando bene la chioma, ed accorciando i rami più lunghi, può sicuramente aiutare; oltre a questo, anche il cercare di non rovinare l’apparto radicale nel momento in cui le pianete vengono tolte dal terreno è ancora più importante, ma siccome questo è già stato fatto, non si può far altro che accontentarsi delle radici che hai a disposizione. Sarebbe anche opportuno evitare di posizionare i vasi, per il momento, in pieno sole per molte ore al giorno: prima lascia che le piante si riprendano, e che dimostrino di aver attecchito nei vasi producendo nuovi germogli; solo dopo potrai spostarle in pieno sole, dove potranno restare per il resto dell’anno. Sicuramente poi giocano un ruolo fondamentale le annaffiature: seppure le tue piante, in condizioni normali, possono sopportare periodi anche lunghi di siccità, subito dopo il trapianto, e soprattutto se coltivate n vaso, non puoi lasciare che rimangano all’asciutto a lungo, perché ora come ora non hanno alcuna difesa contro gli stress vegetativi. Allo stesso modo, vigila che non arrivino dei parassiti, perché anche contro quelli le tue piante non sono in grado di combattere: considerale come se fossero in convalescenza dopo una lunga malattia, e cerca di curarle nel modo migliore possibile.

Domande frequenti

  • È possibile salvare un ulivo o un pino trapiantati a maggio?
    Sì, è possibile nonostante maggio non sia il periodo ideale. Il successo dipende dalla capacità di gestire lo stress idrico. È fondamentale mantenere un apporto costante di acqua per compensare la ridotta capacità radicale. Le condizioni climatiche fresche e umide favoriscono il recupero. La pianta va trattata come in convalescenza, evitando stress aggiuntivi fino alla comparsa di nuovi germogli.
  • Devo potare la chioma degli ulivi trapiantati?
    Assolutamente sì. Potare la chioma è essenziale per ridurre la traspirazione fogliare e bilanciare il rapporto tra radici e foglie. Riducendo il numero di foglie e accorciando i rami più lunghi, si diminuisce il fabbisogno idrico immediato. Questo aiuta la pianta a concentrare le energie sulla ricostituzione dell'apparato radicale piuttosto che sul mantenimento della vegetazione esistente.
  • Dove devo posizionare i vasi dopo il trapianto primaverile?
    Non esporre le piante al pieno sole diretto per molte ore. Posizionale in una zona parzialmente ombreggiata o protetta dai raggi intensi del mezzogiorno. L'esposizione diretta aumenterebbe la traspirazione e lo stress idrico. Solo quando la pianta avrà dimostrato di aver attecchito producendo nuova vegetazione, potrai spostarla gradualmente in posizioni più soleggiate per il resto dell'anno.
  • Come devono essere gestite le annaffiature dopo il trapianto?
    Le annaffiature devono essere regolari e costanti, mai lasciando il substrato asciugare completamente. Anche se ulivi e pini tollerano la siccità in condizioni normali, dopo il trapianto le radici sono compromesse e non assorbono efficientemente l'acqua. Evita ristagni idrici ma mantieni il terriccio leggermente umido per supportare la ripresa vegetativa e prevenire il disseccamento.
  • Cosa devo fare per proteggere le piante da parassiti e malattie?
    Vigila attentamente poiché le piante trapiantate hanno le difese indebolite. Tranne le cure basilari, ispeziona regolarmente foglie e rami alla ricerca di insetti o segni di funghi. In questa fase di 'convalescenza', la pianta non può contrastare efficacemente gli attacchi biologici. Intervieni tempestivamente con trattamenti specifici se necessario, preferibilmente prodotti naturali per non aggravare lo stress.

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