giacinti

Bulbi

I bulbi

I bulbi sono una categoria di piante molto diffusa e coltivata per svariati motivi, grazie anche agli splendidi fiori che producono.

di Redazione

17 febbraio 2016

I bulbi

Comunemente vengono chiamate bulbi differenti forme vegetali, che si differenziano a seconda della loro forma. Il loro aspetto è simile a dei cipollotti, anche se in realtà sono vere e proprie piante. Vediamo alcune sostanziali differenze. I Bulbi sono vere e proprie piante, seppure modificate e in miniatura. Sono infatti provvisti di un fusto molto raccorciato (chiamato "disco" o "girello"), di foglie (i "catafilli") avvolte attorno alla gemma, e di radici. Nei "bulbi tunicati i catafilli esterni hanno consistenza cartacea, mentre quelli più vicini alla gemma sono carnosi e contengono le sostanze di riserva destinate a sostentare la gemma stessa quando si svilupperà e darà vita a foglie e fiori. I "bulbi squamosi" come i gigli, invece, sono formati da squame ispessite e triangolari disposte a embrice l'una sull'altra. Sono fiori da bulbo, per esempio, i giacinti, l'amarillide, le scille, i narcisi, i tulipani.

Tuberi e rizomi

I Tuberi: sono fusti sotterranei che contengono una parte carnosa, parte fondamentale nella quale sono depositate le sostanze di riserva. Hanno una forma piuttosto piatta, compatti e solidi, assomigliano molto alle nostre patate alle quali spuntano gemme esterne; alla ripresa vegetativa si sviluppano le radici e le parti aeree del fusto. Sono classificati come tuberi gli anemoni, le begonie e naturalmente le tuberose. I Rizomi: hanno una forma di fusti ispessiti allungata e il loro sviluppo sotterraneo può svilupparsi anche in superficie. Le gemme, che spuntano all’estremità dei rizomi, crescono orizzontalmente, il che contribuisce alla formazione di una nuova porzione alla quale si contrappone l’altra estremità che verrà persa perché invecchiata. Sono rizomi i mughetti, le ninfee, alcune specie di iris. I Cormi O Bulbi-Tuberi: Sono piccoli tuberi avvolti nella loro parte esterna da foglie papiracee. Nel centro troviamo la gemma, che svilupperà poi la parte aerea, mentre nella parte inferiore si sviluppa l’apparato radicale al quale segue anche la formazione di bulbilli i quali, una volta staccatisi dalla “madre” daranno vita a nuove piante. Appartengono a questa tipologia i gladioli e le fresie.

La cura

Una abbondante innaffiatura è importante dopo aver posto a dimora il bulbo, seguita a distanza di un mese da una seconda, a condizione che non abbia ancora piovuto. Durante l’inverno andranno sospese e all’arrivo della primavera le zolle di terreno andranno nuovamente bagnate. Dopo la loro fioritura si può optare per estrarre i bulbi dal terreno o in alcuni casi lasciarli interrati. Non sussistono grossi problemi per gli anemoni, i bucaneve, i narcisi e i muscari: è possibile lasciarli sempre a dimora a condizione di rispettare il loro riposo vegetativo, cioè riducendo le irrigazioni dopo che le piante avranno perso le foglie.

Tulipani e giacinti

Invece, per quanto riguarda i bulbo di tulipani e giacinti, utilizzati per ornare aiuole che ospitano altre specie di fiori a seconda della stagione, il consiglio è di estrarre i bulbi dal terreno, poiché tali specie sono poco costanti nel rifiorire di anno in anno. I tulipani ed i giacinti hanno bisogno di riposare in luoghi freschi ed al buio, in completa siccità, pena l’insorgenza di muffe. Dopo l’appassimento delle foglie i bulbi vanno estratti dal terreno, e lasciati asciugare stendendoli in un luogo riparato dal sole e ben areato. Applicare un prodotto anticrittogamico in polvere per proteggerli da eventuali muffe o funghi. Si possono quindi riporre in sacchetti o scatole di carta depositandoli in un luogo asciutto e fresco.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra bulbi tunicati, squamosi e cormi?
    La distinzione risiede nella struttura interna ed esterna. I bulbi tunicati, come tulipani e giacinti, presentano catafilli esterni cartacei e interni carnosi che fungono da riserva. I bulbi squamosi, tipici dei gigli, sono composti da squame ispessite disposte a embrice. I cormi, o bulbi-tuberi, come gladioli e fresie, sono piccoli tuberi solidi avvolti da foglie papiracee, con una gemma centrale e produzione di nuovi bulbilli laterali.
  • Come si gestiscono i bulbi dopo la fioritura: lasciare o estrarre?
    Dipende dalla specie. Bulbi robusti come narcisi, bucaneve, anemoni e muscari possono rimanere a dimora tutto l'anno, purché si riduca l'irrigazione dopo la caduta delle foglie per rispettare il riposo vegetativo. Al contrario, tulipani e giacinti tendono a rifiorire male anno dopo anno: è consigliabile estrarli dopo l'appassimento fogliare, farli asciugare e conservarli per garantire fioriture migliori nei cicli successivi.
  • Qual è il corretto metodo di conservazione dei bulbi estratti?
    Dopo l'estrazione, i bulbi (specialmente tulipani e giacinti) devono essere lasciati asciugare in un luogo riparato dal sole ma ben areato. È opportuno applicare un prodotto anticrittogamico in polvere per prevenire muffe e funghi. Successivamente, vanno riposti in sacchetti o scatole di carta, mantenendoli in un ambiente fresco, asciutto e al buio fino alla prossima piantagione.
  • Cosa sono i tuberi e i rizomi e quali esempi ne esistono?
    I tuberi sono fusti sotterranei carnosi e compatti, simili a patate, che accumulano riserve nutritive; esempi includono begonie, anemoni e tuberose. I rizomi sono fusti allungati e ispessiti che crescono orizzontalmente, spesso sottoterra ma talvolta in superficie, generando nuove porzioni alle estremità; tra questi troviamo mughetti, ninfee e alcune specie di iris.
  • Quando e come irrigare i bulbi durante l'anno?
    L'irrigazione è cruciale subito dopo la messa a dimora, con un'abbondante annaffiatura iniziale seguita da una seconda dopo un mese se non piove. In inverno le irrigazioni vanno sospese completamente. Alla ripresa primaverile, le zolle vanno nuovamente bagnate. Dopo la fioritura, per le specie che restano a dimora, si riduce gradualmente l'acqua fino a sospendere le annaffiature quando la pianta entra in riposo vegetativo.

Potrebbe interessarti anche