Karite

Piante Medicinali

Karite

Il karité è un olio solido che si estrae dai frutti di un albero di origine Africana, chiamato vitellaria che presenta al suo interno molti benefici per l'uomo.

di Redazione

03 febbraio 2012

Il burro di karité è l’olio denso e compatto estratto dal frutto di una pianta diffusa in natura nell’Africa centrale, chiamata Vitellaria paradoxa (esistono alcuni sinonimi). Si tratta di un albero di media grandezza, che in genere non supera i 10-12 metri di altezza, con un fusto corto e ampio e rami tozzi, all’apice dei quali si sviluppano lunghe foglie picciolate, ovali, disposte in ampi ciuffi, sempreverdi. Produce grandi fiori di colore giallo o verdastro, molto profumati, a cui seguono i frutti: grosse bacche, simili a datteri carnosi, dalla polpa dolce che sormonta un grosso seme oleoso. I semi di Vitellaria vengono utilizzati per produrre il burro di karité; siccome la gran parte del burro di karité utilizzato in Africa viene ottenuto da alberi selvatici, questa pianta viene indicata tra le specie che rischiano l’estinzione, in quanto tutti i semi fertili vengono utilizzati dall’uomo. In effetti la crescente diffusione di questo olio vegetale ha portato all’inizio della coltivazione di Vitellaria, soprattutto in alcuni stati del centro America.

Una pianta del deserto

Questi grandi alberi crescono in pieno deserto, con condizioni climatiche limite, dove la siccità estiva può durate anche svariati mesi; sono quindi alberi ben adattatisi a queste condizioni; sviluppano infatti un apparato radicale molto ampio, che permette loro di cercare l’acqua in una zona molto grande e anche in profondità. Oltre a questo tutta la pianta, sia il fusto, sia i rami, è ricoperta da una spessa corteccia simile a sughero, rotta da ampie fessure; la corteccia funge da isolate, e permette alle piante di sopravvivere anche agli incendi che occasionalmente imperversano in alcune zone desertiche. Visto che questi alberi si sviluppano in zone inospitali, è facile intuire perché vengano ampiamente utilizzate da coloro che vivono in quelle zone del pianeta: i frutti vengono comunemente consumati, crudi o cotti; le noci vengono utilizzate per preparare il burro, che viene utilizzato come olio alimentare, ma anche per altri usi; i residui di lavorazione del burro vengono utilizzati come cemento per le capanne, o anche al posto del kerosene come olio per fuochi o lampade; il legno viene utilizzato per produrre utensili, le foglie sono un ottimo foraggio.

I benefici del burro di karité

Il burro di karité viene da decenni utilizzato in Europa, in particolare nell’industria dei cosmetici, in quanto dalle noci di Vitellaria si ottiene un olio vegetale emolliente, cicatrizzante e lenitivo, completamente privo di colore e di odore, che a temperature inferiori ai 25°C è solido e compatto. Il burro di karité viene quindi utilizzato per produrre saponi, detergenti in crema, shampoo e balsami, creme per il corpo, creme antirughe, cere per capelli. Oltre a questo viene utilizzato anche al posto del burro di cacao, quindi anche nell’industria alimentare, nei prodotti da forno e nel cioccolato. Effettivamente numerose ricerche hanno indicato il burro di karité come un ottimo schermo solare, e un ottimo prodotto da utilizzare in caso di pelle arrossata, anche per le pelli delicate dei bambini e degli anziani. Ha proprietà umettanti, antiinfiammatorie e lenitive, e viene spesso utilizzato come base negli unguenti medicinali, come supporto per principi attivi da stendere sulla cute.

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Domande frequenti

  • Cos'è il karité e da dove proviene?
    Il karité, noto anche come burro di karité, è un grasso vegetale estratto dai semi della Vitellaria paradoxa, un albero originario dell'Africa centrale. La pianta cresce in zone aride e Sahel, producendo frutti simili a datteri contenenti un nucleo ricco di oli. Questo prodotto è fondamentale per l'economia locale e sta diventando popolare globalmente per le sue proprietà cosmetiche e alimentari.
  • Quali sono i principali benefici del burro di karité per la pelle?
    Il burro di karité è rinomato per le sue proprietà emollienti, idratanti, antinfiammatorie e lenitive. Agisce come barriera protettiva naturale, proteggendo la pelle dal vento e dal freddo. È efficace contro secchezza, irritazioni, scottature solari lievi e per la cura di pelli sensibili, inclusi neonati ed anziani. Favorisce inoltre la cicatrizzazione e mantiene l'elasticità cutanea grazie al contenuto di vitamine A ed E.
  • Come si conserva il burro di karité e quando solidifica?
    Il burro di karité puro è solido a temperatura ambiente inferiore ai 25°C e diventa cremoso o liquido sopra tale soglia. Per conservarlo correttamente, va tenuto in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta del sole, preferibilmente in un contenitore ermetico. Non necessita di refrigerazione, ma il calore eccessivo può alterarne consistenza e profumo. Una conservazione adeguata ne preserva le proprietà benefiche per anni.
  • La raccolta del karité mette a rischio l'estinzione della pianta?
    Sì, la raccolta intensiva dei semi dagli alberi selvatici rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della Vitellaria paradoxa, poiché i semi vengono quasi interamente utilizzati per la produzione industriale, impedendo la rigenerazione naturale. Per mitigare questo impatto, si stanno promuovendo progetti di riforestazione e coltivazione controllata, specialmente in America Centrale, per garantire la sostenibilità ecologica e la continuità della risorsa senza depauperare gli ecosistemi africani originali.
  • È possibile usare il karité in cucina invece del burro di cacao?
    Assolutamente sì. Il burro di karité è un'alternativa valida al burro di cacao in molte preparazioni dolciarie, come cioccolatini, torte e biscotti, grazie alla sua capacità di solidificare a temperatura ambiente e alla sua neutralità di sapore. Offre una texture diversa, leggermente più granulosa se non raffinato, ma apporta gli stessi vantaggi nutrizionali sotto forma di grassi saturi. Assicurati di acquistare versioni certificate per uso alimentare per garantirne la purezza.

Scheda Tecnica

Vitellaria paradoxa

Nome scientificoVitellaria paradoxa
FamigliaSapotaceae
Tipo di piantaAlbero sempreverde
OrigineAfrica centrale
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaNon tollera il gelo
TerrenoBen drenato, sabbioso
IrrigazioneModerata, resistente alla siccità
FiorituraPrimaverile/estiva
Altezza10-12 metri
ConcimazioneNecessita di nutrienti specifici per crescita rapida
PotaturaGeneralmente non necessaria, forma naturale
MoltiplicazionePer seme (difficile germinazione)
Malattie e parassitiResistente, minacciato principalmente da sovrasfruttamento
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede clima caldo)

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