Camaleone

Piante Medicinali

camaleone

La pianta di camaleone viene utilizzata in quanto possiede molteplici proprietà tra cui: drenante, diuretica, depurativa su fegato e cistifellea.

di Redazione

23 gennaio 2013

Camaleone

Il Camaleone, o Carlina Bianca (nome scientifico Carlina acaulis L. 1753) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, molto diffusa nelle regioni montane dell' Europa Centrale. In Italia è comune in tutte le regioni settentrionali e centrali, più rara nelle regioni meridionali, mentre è assente nelle isole. Vegeta nei pascoli, negli ambienti rocciosi e nei prati secchi, predilige terreni silicei e calcarei, dove fiorisce da giugno a settembre, sino a 2.200 m. Il suo nome botanico sembra derivare da Carlo Magno: una leggenda narra, infatti, che l' imperatore la usò per curare i suoi soldati durante una pestilenza nei pressi di Roma. In realtà, l'ipotesi più accreditata è che il nome derivi dalla parola carduncolos (diminutivo di cardo ,ovvero “piccolo cardo”) per la somiglianza con le piante del genere “Cardo” (Asteraceae). Il nome specifico acaule deriva dalla morfologia della pianta: priva di caule (fusto). L'aspetto di questa pianta è erbaceo e spinoso ed è caratterizzato da grandi infiorescenze bianche, un fusto molto breve ,o addirittura inesistente (in pochi casi va oltre i 10 cm di altezza) , e, disposte a rosetta basale, da foglie che presentano una lamina divisa in vari segmenti spinosi (da 6 a 8 coppie) terminanti in aculei rigidi, con una superficie fogliare leggermente pelosa. Il fiore del Camaleone è propriamente definito capolino (tipica struttura delle Asteraceae), un' infiorescenza rossastra costituita da numerosi piccoli fiori, sorretto da un involucro di squame dalla forma cilindrica. L'involucro, detto ricettacolo, è formato da tre tipi di squame: le esterne (e più basse) sono di tipo fogliaceo, quelle mediane sono di colore bruno e dalla forma spinosa e, infine, quelle più interne (quelle superiori e vicine al capolino) sono lineari e appuntite all'apice, brunastre alla base e bianco - argentate sulla pagina superiore, mentre sulla pagina inferiore hanno delle scure venature. È quest'ultimo l'aspetto morfologico più appariscente e funzionale della pianta poiché attira gli insetti pronubi, quali api e farfalle, necessari per l'impollinazione.

PROPRIETA'

Il Camaleone è notoriamente considerato una pianta officinale non solo per l' azione drenante e diuretica, grazie alla presenza dell' inulina, ma anche per l' azione depurativa su fegato e cistifellea, oltre che antibiotica per il contenuto di ossido di carlina. Inoltre, è ampiamente usata anche per favorire la funzione digestiva, per lenire le coliche e nei casi di inappetenza grazie alle proprietà carminativa e amaro - tonica. Come per qualsiasi estratto officinale, però, bisogna moderarne la quantità poiché dosi elevate possono provocare vomito e diarrea a causa dell' azione irritante sulla mucosa gastro - intestinale da parte delle sostanze contenute: è quindi indispensabile che ogni trattamento terapeutico venga effettuato sotto stretto controllo medico. Il Camaleone è anche molto ricco di magnesio, potassio e calcio.

USO

In cucina le parti più usate di questa pianta sono le radici, il cui centro, molto carnoso, è commestibile, e il ricettacolo del capolino (raccolto prima della fioritura) che viene consumato esattamente come avviene per i carciofi (lessati con olio e limone o fritti). Nei paesi di lingua tedesca il ricettacolo è chiamato "Jägerbrot", ovvero “pane dei cacciatori”. Il sapore di questa parte della pianta è simile alle mandorle o nocciole: non a caso, durante il pascolo del bestiame, i montanari da tempo se ne cibano denominandolo così "formaggio dei prati", essendo il formaggio elemento essenziale nella loro dieta. Grazie alle proprietà digestive e amaricanti, le radici vengono usate anche nella produzione di amari. In erboristeria, nel momento in cui viene usata sotto forma di infuso di radici, questa pianta si dimostra un ottimo diuretico, leggermente lassativo, oltre che un buon disinfettante per ferite: infatti in passato il Camaleone veniva usato essenzialmente per lenire il mal di denti, ma anche per combattere la scabbia, le vesciche e le piaghe mediante impacchi. Inoltre, l’infuso di polvere di radice nel vino rosso era indicato contro i reumatismi e come rimedio sudorifero negli stati febbrili, ed il decotto di Camaleone può essere usato per detergere la pelle colpita da eczema e da acne.

CURIOSITA'

Nel corso della storia e delle tradizioni popolari, al Camaleone sono state attribuite proprietà che vanno ben oltre il classico uso gastronomico e omeopatico. Ad esempio, le popolazioni rurali utilizzano questa pianta come igrometro naturale per le previsioni del tempo basandosi sulla disposizione delle squame de capolino: infatti queste si aprono a stella se il clima è secco e si chiudono con l'umido ( accade sempre anche dopo il tramonto del sole per riaprirsi al mattino successivo), probabilmente per proteggere il polline dalla pioggia. Anticamente da queste piante si ricavava dell'acqua distillata a cui si attribuivano poteri afrodisiaci, mentre le antiche popolazioni sassoni la consideravano un amuleto contro il malocchio e ogni malattia e la classificavano come allessifarmaco (antidoto ai veleni), motivo per cui veniva coltivata nei giardini dei monasteri. In altre zone, invece, queste piante sono considerate dannose per l'alimentazione del bestiame in quanto hanno un basso contenuto nutritivo. Oggi è un’erba poco usata poiché esistono rimedi più efficaci. In ambiente erboristico questa pianta viene anche chiamata radice di giunco. Infine, si fa un ultimo e forse più frequente utilizzo del Camaleone come pianta ornamentale nelle composizioni floreali di fiori secchi.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del camaleone?
    La Carlina acaulis è nota per le sue spiccate proprietà drenanti e diuretiche, utili per eliminare liquidi in eccesso. Grazie alla presenza di inulina, agisce efficacemente come depuratore del fegato e della cistifellea. Inoltre, contiene ossido di carlina che conferisce attività antibiotica. Viene tradizionalmente impiegata per migliorare la digestione, alleviare le coliche intestinali e stimolare l'appetito grazie alle sue caratteristiche carminative e amaro-toniche. È ricca di minerali essenziali come magnesio, potassio e calcio.
  • Come si utilizza il camaleone in cucina?
    In ambito culinario, le parti commestibili sono principalmente le radici, il cui cuore carnoso è edibile, e il ricettacolo del capolino raccolto prima della fioritura. Quest'ultima parte viene preparata lessandola con olio e limone o fritta, ricordando molto il gusto degli articiocchi. Nelle regioni di lingua tedesca, il ricettacolo è noto come "Jägerbrot" (pane dei cacciatori) per il suo sapore simile a mandorle o nocciole. Le radici, inoltre, sono impiegate nella produzione di amari digestivi.
  • Esistono controindicazioni nell'uso del camaleone?
    Sì, l'uso deve essere moderato. Dosi elevate di camaleone possono causare effetti irritanti sulla mucosa gastrointestinale, portando a vomito e diarrea. Pertanto, è fondamentale che qualsiasi trattamento terapeutico o fitoterapico avvenga sotto stretto controllo medico. Non si consiglia l'autoprescrizione, specialmente per soggetti sensibili o bambini. L'intossicazione da sovradosaggio è il rischio principale legato al consumo indiscriminato di estratti o infusioni concentrate.
  • Come riconoscere il camaleone in natura?
    Il camaleone è una pianta erbacea perenne priva di fusto visibile (acaule), alta solitamente meno di 10 cm. Presenta foglie disposte a rosetta basale, con lamina divisa in segmenti spinosi terminanti in aculei rigidi e superficie leggermente pelosa. La caratteristica distintiva è il grande capolino bianco-argentato, composto da squame dell'involucro che sembrano petali. Fiorisce da giugno a settembre, prediligendo pascoli, ambienti rocciosi e prati secchi ad alta quota, fino a 2.200 metri.
  • Quali sono le leggende e le curiosità legate al camaleone?
    Secondo una leggenda, Carlo Magno usò questa pianta per curare i soldati affetti da peste vicino a Roma. Un'altra curiosità riguarda il suo comportamento igrometrico: le squame del capolino si aprono a stella con il clima secco e si chiudono con l'umidità o dopo il tramonto, proteggendo il polline. Storicamente, era considerata un antidoto universale (allessifarmaco) e un amuleto contro il malocchio dalle popolazioni sassoni. Oggi è apprezzata anche come pianta ornamentale per composizioni di fiori secchi.

Scheda Tecnica

Carlina acaulis L.

Nome scientificoCarlina acaulis L.
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaErbacea perenne
OrigineEuropa Centrale, Italia settentrionale e centrale
EsposizionePieno sole
TerrenoSilicei e calcarei, ben drenati
IrrigazioneModerata, evitare ristagni
FiorituraGiugno - Settembre
AltezzaFusto brevissimo, fino a 10 cm
ConcimazioneNon richiesta, terreno povero preferito
PotaturaAsportare fiori appassiti e foglie secche
MoltiplicazioneSemina in primavera, divisione dei cespi
Malattie e parassitiResistente, attenzione a marciumi radicali se troppo umido
Difficoltà di coltivazioneFacile

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