Michelia

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Michelia

Le michelie sono alberi o grandi arbusti della stessa famiglia delle magnolie, ma producono fiori molto profumati, dall'aroma fruttato

di Redazione

11 novembre 2015

La Michelia

Fino ad alcuni anni fa il genere Michelia contava alcune specie di piante, appartenenti alla famiglia delle magnoliacee, originarie dell’Asia, scarsamente diffuse in Europa; i ricercatori che si occupano di classificazione hanno da poco fatto rientrare le michelie nel genere magnolia, quindi possiamo trovare informazioni su questi arbusti sia con il nome di michelie, sia con il nome di magnolie; in particolare appartengono al sottogenere yulania, a cui appartiene anche, per fare un esempio a noi più familiare, la magnolia stellata. In Italia, nei vivai molto ben forniti, il numero di michelie che si trovano con facilità è decisamente esiguo, in genere troviamo Michelia figo (o più correttamente magnolia figo), e Michelia x alba (un ibrido prodotto svariati decenni fa in Europa); più raramente troviamo esemplari di michelia champaca, che è leggermente più delicata e meno resistente delle precedenti due. Ma perché cercare in vivaio una “magnolia” diversa” da quelle che già coltiviamo con successo in giardino?

Michelia come alternativa alla magnolia

Le michelie ricordano molto le magnolie, sono grandi arbusti o alberi di dimensioni medie o grandi, sempreverdi, con grandi foglie ovali, appuntite, coriacee e lucide, molto simili a quelle della magnolia grandiflora; producono in primavera molti fiori, in genere riuniti in piccoli gruppi, ascella fogliare, di colore bianco, crema o di colore rosato (nei toni dell’arancio nel caso di michelia champaca); la particolarità di questi fiori è quella di essere intensamente profumati, con un aroma che ha stordito ed affascinato chiunque l’abbia sentito almeno una volta. In particolare i fiori di michelia emanano un aroma fruttato, molto inteso, che ha valso a Michelia figo il nome comune albero banana nei paesi anglofoni, in quanto i piccoli fiori color crema hanno un inteso profumo della polpa di banana matura. Si tratta quindi in pratica di magnolie, molto simili per forma e portamento alle magnolie che ormai vivono da sempre nei nostri giardini, ma con un accento leggermente più esotico ed un ottimo profumo, e una fioritura spettacolare, che spesso si ripete (solo con qualche fiore qua e là) nei mesi estivi. Negli ultimi decenni gli ibridatori hanno prodotti molti esemplari ibridi, cercando di rendere più resistenti al freddo i generi più delicati, in modo da poter diffondere queste piante in tutti i giardini; in Italia non è facile trovare questi ibridi, che per ora restano piante per intenditori, purtroppo di difficile reperimento. Michelia figo invece è un grosso arbusto abbastanza diffuso.

Come coltivare la Michelia

In effetti nei vivai Europei si trovano poche specie di michelia, in quanto questi piccoli alberi sempreverdi non sono molto resistenti al gelo, e se desideriamo coltivare le specie più particolari, dovremo tenerle in vaso, per poterle proteggere all’arrivo del gelo; la specie più diffusa è michelia figo, assieme a michelia x alba; queste due specie possono sopportare il clima italiano, anche se, inca so di inverni particolarmente rigidi, è opportuno coprirle con agritessuto. In natura si tratta di grandi arbusti o piccoli alberi, che si sviluppano nella mezz’ombra delle foreste pluviali, quindi prediligono posizioni luminose, ma semi-ombreggiate, senza troppe ore al giorno di luce solare diretta; si pongono a dimora in grandi vasi o direttamente nel terreno del giardino, in un luogo riparato dal vento, soprattutto durante l’invero. Amano un terreno leggermente acido, anche se possono svilupparsi in terreni neutri o alcalini senza soffrire eccessivamente; la presenza di un terreno acido però favorisce la fioritura, e lo sviluppo di esemplari sani e rigogliosi.

Il terreno adatto

Il terreno deve essere anche sempre leggermente fresco ed umido, senza eccessivo ristagno di acqua; quindi durante i mesi estivi sarà necessario annaffiare la pianta, soprattutto durante i periodi più asciutti e siccitosi, attendendo però sempre che il terreno asciughi un poco tra due annaffiature; durante i mesi invernali le piante entrano in un periodo di riposo vegetativo, è quindi consigliabile sospendere le annaffiature fino all’arrivo della primavera. In zone con clima invernale molto rigido può capitare che la pianta perda completamente il fogliame durante l’inverno, ma spesso le foglie vengono nuovamente prodotte all’arrivo della primavera; è però consigliabile cimare i rami delle piante che hanno perso le foglie, a fine inverno, per stimolare lo sviluppo rapido dei nuovi germogli. In effetti nelle zone caratterizzate da un clima invernale molto freddo e rigido, è conveniente coprire le piante durante l’inverno, con agritessuto, oppure coltivarle in vaso, in modo da poterle spostare nel luogo più adatto alla coltivazione al mutare delle stagioni. Michelia figo e michelia x alba possono sopportare temperature minime di alcuni gradi inferiori allo zero, michelia champaca predilige invece temperature inverali più alte, e teme il gelo. In molte parti del mondo, soprattutto in Nuova Zelanda, vengono costantemente prodotti nuovi ibridi di michelia, particolarmente fioriferi, ma spesso anche resistenti al gelo, è quindi probabile che questi piccoli alberi riescano ad avere successo anche nel nostro paese.

Utilizzo dei semi

Se non riusciamo in alcun modo a trovare un esemplare di michelia in vivaio, ma desideriamo comunque coltivarle, è forse più semplice cercarne i semi, in modo da poter avere anche noi un esemplare di questi splendidi alberi; in effetti un esemplare coltivato da seme impiegherà alcuni anni prima di fiorire, ma potremo coltivarlo come bonsai, o anche cercare di naturalizzarlo, abituando la giovane pianta neonata al clima presente nella zona in cui viviamo. I semi di michelia sono molto simili a quelli di magnolia grandiflora, sono quindi abbastanza grandi, scuri e lucidi, coperti da uno strato protettivo, che impedisce all’acqua di penetrare all’interno del seme; in natura questi semi cadono a terra, e rimangono in un terreno umido e fresco per mesi prima di germinare; se desideriamo seminare questi arbusti, è necessario che i nostri semi subiscano un trattamento simile a quello che avrebbero in natura, in quanto semplicemente ponendoli in terra ed annaffiandoli, difficilmente riusciremo a farli germinare. Quindi prendiamo i semi ed immergiamoli per circa dodici ore in acqua, quindi possiamo porli in un sacchetto con sabia e terriccio e tenerli in frigorifero per alcune settimane, oppure possiamo praticare sui semi una leggera incisione (utilizzando un coltello affilato o un cutter), e quindi seminarli: entrambe le operazioni vengono effettuate per rompere la cuticola che ricopre i semi, che è completamente idrorepellente.

Seminare le michelie

Una volta che i semi sono stati in frigorifero, o sono stati leggermente incisi, possiamo preparare un vassoio di semina, riempito con un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, già inumidito. Piantiamo i semi ad una profondità di circa un centimetro, e manteniamo il vassoio di semina in un luogo fresco e umido; volendo possiamo chiudere il vassoio in un sacchetto di plastica trasparente, che permetterà alla luce di raggiungere il terreno, evitando però che l’umidità abbandoni completamente il terreno, mantenendo così un clima umido. Le giovani plantule vanno rinvasate quando sono alte già alcuni centimetri, e si coltivano in vaso per almeno un paio di anni, prima di poterle porre a dimora definitiva; in genere questi piccoli arbusti si coltivano in serra fredda, fino a che non sono di dimensioni superiori ai 30-40 cm di altezza.

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Domande frequenti

  • La Michelia è ancora un genere separato dalle Magnolie?
    No, la classificazione botanica recente ha inglobato il genere Michelia all'interno del genere Magnolia, specificamente nel sottogenere Yulania. Di conseguenza, le piante comunemente chiamate 'michelie' sono tecnicamente magnolie. Questo spiega perché nei vivai e nelle schede tecniche potresti trovarle indicate con entrambi i nomi. Appartengono a questa categoria specie come la Michelia figo (oggi Magnolia figo) e la Michelia x alba, che condividono caratteristiche morfologiche e colturali con le altre magnolie.
  • Qual è il profumo tipico dei fiori di Michelia?
    I fiori di Michelia sono famosi per il loro intenso profumo fruttato, che ricorda fortemente la polpa della banana matura. Questa caratteristica aromatica è così marcata da aver valso alla Michelia figo il nome comune di 'albero banana' nei paesi anglosfoni. L'aroma è stordente e affascinante, distinguendo queste piante dalle magnolie tradizionali che spesso hanno profumi più leggeri o diversi. La fioritura avviene principalmente in primavera, producendo fiori bianchi, crema o rosati riuniti in piccoli gruppi.
  • Come si coltivano le michelie in Italia rispetto al clima?
    In Italia, le specie più diffuse come Michelia figo e Michelia x alba possono sopportare il clima locale, purché siano posizionate in aree riparate dai venti freddi. Tuttavia, non sono estremamente resistenti al gelo: in caso di inverni rigidi, è consigliabile proteggerle con agritessuto. La Michelia champaca è più delicata e teme il gelo. Per le zone con climi invernali molto freddi, la coltivazione in vaso è preferibile, permettendo di spostare la pianta in un luogo protetto durante le ondate di freddo, dato che questi arbusti provengono naturalmente da ambienti subtropicali.
  • Come si seminano i semi di Michelia correttamente?
    I semi di Michelia hanno una cuticola idrorepellente che ne impedisce la germinazione immediata. Per simulare le condizioni naturali, bisogna prima immergerli in acqua per circa 12 ore. Successivamente, si possono stratificare in frigorifero mescolandoli a sabbia e terriccio per alcune settimane, oppure praticare una leggera incisione sulla superficie del seme per romperne la barriera esterna. Una volta trattati, si seminano a circa 1 cm di profondità in un substrato di torba e sabbia, mantenendo il vassoio umido e in luogo fresco fino alla germinazione.
  • Quanto tempo ci vuole affinché una Michelia seminata fiorisca?
    Coltivare una Michelia da seme richiede molta pazienza, poiché l'esemplare impiegato alcuni anni prima di produrre i primi fiori. Durante questo periodo di crescita iniziale, la pianta va tenuta in vaso per almeno un paio d'anni, raggiungendo un'altezza di 30-40 cm, spesso in serra fredda. Solo dopo aver raggiunto una certa robustezza può essere messa a dimora definitiva. Chi desidera vedere i fiori prima dovrà optare per l'acquisto di esemplari già formati in vivaio, sebbene la disponibilità di ibridi resistenti sia ancora limitata.

Scheda Tecnica

Magnolia spp. (ex Michelia)

Nome scientificoMagnolia spp. (ex Michelia)
FamigliaMagnoliaceae
Tipo di piantaAlbero o grande arbusto sempreverde
OrigineAsia
EsposizioneLuminosa, semi-ombreggiata, riparata dai venti forti
Temperatura minimaResistente a pochi gradi sotto zero (varia in base alla specie/ibrido)
TerrenoLeggermente acido, fresco, umido ma ben drenato
IrrigazioneRegolare in estate, sospesa in inverno; evitare ristagni
FiorituraPrimaverile, talvolta ripetuta in estate; fiori bianchi, crema o rosati
AltezzaGrande arbusto o piccolo/albero medio (dipende dalla specie)
PotaturaCimatura dei rami spogliati a fine inverno per stimolare i germogli
MoltiplicazioneSemi (che richiedono stratificazione fredda o scarificazione) o acquisto in vivaio
Difficoltà di coltivazioneDifficile reperimento di ibridi specifici; alcune specie delicate al gelo

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