arctostaphylus

Perenni

Uva ursina - Arctostaphylos uva

Perenne di origini alpine, con vegetazione strisciante; sotili fusti semilegnosi, di colore scuro, portano un bel fogliame lucido, di colore verde scuro; in primavera produce piccoli fiori a campanella, di colo bianco, seguiti da piccole bacche

di Redazione

12 febbraio 2016

Generalità

L'uva ursina è un piccolo arbusto sempreverde originario dell'Europa e del nord America; al genere arctostaphylos appartengono svariate specie, diffuse nelle regioni temperate dell'emisfero boreale, si tratta di arbusti di dimensioni varie, dal piccolo arbusto tappezzante, fino agli alberi, come nel caso di A. glandulosa. Questa pianta tappezzante produce lunghi fusti prostrati o rampicanti, dai quali si ramificano fusti eretti, alti 15-20 cm, a sviluppo lento ma denso e compatto; i sottili fusti sono ricoperti da una corteccia rossastra, che tende a sfaldarsi con il passare degli anni. Le foglie sono alterne, a forma di spatola, lunghe 5-7 cm, di colore verde scuro, lucide e cuoiose; durante la stagione fredda possono diventare di colore rossastro o bronzo. In primavera produce piccoli racemi di fiorellini bianco rosati, a campanula, simili ai fiori del corbezzolo; in estate vengono seguiti da bacche tondeggianti di colore rosso acceso, che contengono numerosi semi. Queste piante si sviluppano anche allo stato selvatico nel nostro paese; è facile trovarne degli esemplari in zone aperte, collinari o montane, soleggiate. Esistono alcune cultivar, di dimensioni maggiori rispetto alla pianta selvatica, oppure con fiori di colore più acceso; le foglie di arctostaphylos vengono utilizzate in erboristeria.

Esposizione

Porre a dimora l'uva ursina in pieno sole, o all'ombra parziale; queste piante non temono il freddo invernale, piuttosto possono soffrire durante estati particolarmente calde, è quindi consigliabile porle in luogo semiombreggiato durante i mesi estivi.

Annaffiature

Gli arctostaphylos necessitano di annaffiature regolari, ma senza eccessi: il terreno deve essere mantenuto leggermente umido, ma non inzuppato d'acqua. Fare attenzione alle annaffiature, soprattutto durante l'estate. In autunno interrare nei pressi delle piante del concime organico, oppure spargere sul terreno del concime granulare a lenta cessione.

Terreno

Le piante di arctostaphylos uva-ursi preferiscono terreni molto ben drenati, ricchi di humus, con ph decisamente acido; si utilizza in genere della torba, mescolata con poca sabbia e con del terriccio di foglie; il terriccio pronto per piante acidofile è altrettanto adatto, meglio se addizionato con poca sabbia o pietra pomice. Queste perenni sono particolarmente adatte per i giardini rocciosi, poichè le rocce danno al terreno un migliore drenaggio, contemporaneamente trattengono un poco di umidità vicino al suolo, in modo che il piede delle piante sia costantemente fresco. Gli arctostaphylos si sviluppano in simbiosi con dei batteri azotofissatori, quindi possono svilupparsi senza problemi anche in terreni poveri.

Moltiplicazione

In primavera è possibile seminare i piccoli semi contenuti nelle bacche di Arctostaphylos uva, non prima di averli leggermente sfregati con della carta vetrata e di averli posti in acqua tiepida per almeno 12 ore; queste piante hanno una crescita abbastanza lenta, quindi spesso si propagano per talea apicale. Le nuove piante, ottenute per seme o per talea, vanno coltivate in vaso per almeno due anni prima di poter essere poste a dimora; durante l'impianto fare molta attenzione a non toccare il pane di terra attorno alle delicate radici, per evitare danni che possono compromettere l'attecchimento delle piante.

Parassiti e malattie

In terreni troppo calcarei le piante di uva ursina possono soffrire di clorosi ferrica.

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Domande frequenti

  • Qual è il tipo di terreno ideale per l'uva ursina?
    L'uva ursina richiede un substrato acido, ben drenato e ricco di sostanza organica. La miscela perfetta include torba, terriccio di foglie e una piccola quantità di sabbia o pietra pomice per garantire il corretto deflusso dell'acqua. È fondamentale evitare terreni calcarei, poiché causano rapidamente clorosi ferrica. Questa pianta prospera inoltre in simbiosi con batteri azotofissatori, permettendole di crescere bene anche in suoli poveri di nutrienti, purché l'acidità e il drenaggio siano garantiti.
  • Come si moltiplica correttamente l'uva ursina?
    La moltiplicazione avviene principalmente per semina o talea apicale in primavera. I semi contenuti nelle bacche richiedono un trattamento preliminare: strofinarli delicatamente con carta vetrata per assottigliare il guscio e immergerli in acqua tiepida per 12 ore. Alternativamente, le talee apicali garantiscono risultati più rapidi. Le giovani piante, ottenute da entrambi i metodi, devono rimanere in vaso per almeno due anni per sviluppare un apparato radicale robusto prima di essere trasferite definitivamente in giardino, facendo attenzione a non danneggiare le radici fragili.
  • Quanta luce solare necessita l'uva ursina?
    L'uva ursina tollera sia il pieno sole che l'ombra parziale, adattandosi a diverse condizioni luminose. Tuttavia, è cruciale proteggere la pianta dalle temperature eccessive estive. Durante i mesi caldi, è consigliabile posizionarla in un luogo semiombreggiato per evitare stress termici e disseccamenti fogliari. L'esposizione diretta al sole è generalmente benefica nelle stagioni fresche, favorendo una colorazione più intensa del fogliame e una fioritura abbondante, mentre l'ombra leggera aiuta a mantenere l'umidità del substrato.
  • Quando e come va concimata l'uva ursina?
    La concimazione principale va effettuata in autunno, periodo in cui si interrano sostanze organiche mature o si sparge concime granulare a lenta cessione sulla superficie del terreno. Questo apporto nutrizionale supporta la pianta durante lo stasi invernale e prepara la ripresa vegetativa primaverile. Non sono necessarie fertilizzazioni frequenti durante l'estate, anzi, un eccesso di nutrienti potrebbe favorire la crescita a discapito della resistenza. Il terreno naturale, grazie alla simbiosi batterica, fornisce già buona parte delle esigenze nutrizionali della pianta.
  • Quali cure specifiche servono per le annaffiature?
    Le annaffiature devono essere regolari ma moderate, mantenendo il terreno leggermente umido senza mai creare ristagni idrici che potrebbero far marcire le radici. La cura maggiore va prestata durante l'estate, quando l'evaporazione è più rapida e il rischio di stress idrico aumenta. Si consiglia di verificare l'umidità del substrato prima di irrigare. In autunno, riducendo gradualmente le acque, si favorisce l'indurimento della pianta per l'inverno. L'uso di pacciame può aiutare a conservare l'umidità e mantenere il suolo fresco.

Scheda Tecnica

Arctostaphylos uva-ursi

Nome scientificoArctostaphylos uva-ursi
FamigliaEricaceae
Tipo di piantaPiccolo arbusto sempreverde tappezzante
OrigineEuropa e Nord America (regioni temperate/boreali)
EsposizionePieno sole o ombra parziale; proteggersi dalle estati molto calde
TerrenoAcido, ben drenato, ricco di humus (torba, sabbia, terriccio foglie)
IrrigazioneRegolare, terreno leggermente umido ma mai zuppo; attenzione in estate
FiorituraPrimavera (racemi di piccoli fiori bianchi/rosei a campanula)
Altezza15-20 cm
ConcimazioneAutunnale: concime organico o granulare a lenta cessione
PotaturaNon necessaria; eventale diradamento leggero dopo la fioritura
MoltiplicazioneSemina primaverile (semi pre-trattati) o talea apicale; coltivazione in vaso per 2 anni prima della messa a dimora
Malattie e parassitiClorosi ferrica in terreni calcarei; sensibile a ristagni idrici
Difficoltà di coltivazioneMedia (richiede pH acido e buon drenaggio)

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