platycodon grandiflorus

Perenni

Campanula grandiflora - Platycodon grandiflorus

Pianta perenne che produce in primavera un piccolo cespuglio, da cui si dipartono sottili fusti ramificati, eretti, alti, su cui in primavera ed estate sbocciano grandi fiori a campanula, bianchi o viola; ne esistono varietà nane, compatte, che non superano i 20 cm di altezza

di Redazione

15 maggio 2018

Il platycodon

Il platycodon grandiflorus è una erbacea perenne, vivace, proveniente dall’Asia orientale, in particolare dalla Cina, dalla Siberia, dalla Corea e dal Giappone. Fino al 1830 era considerata una campanula, ma dopo numerosi spostamenti, le è stato assegnato un genere proprio, appartenente comunque sempre alla grande famiglia delle Campanulaceae. A livello orticolo è conosciuta soltanto la specie platycodon grandiflorus comprendente un gran numero di varietà e cultivar, ottenute, grazie alla ricerca, dalla metà del XIX secolo fino ai giorni nostri. Il nome platycodon deriva dal greco e significa “campana larga”. I fusti sottili, eretti, alti 30-50 cm, portano numerose foglie alterne, ovali o lanceolate, di colore verde-blu; dall'inizio dell'estate fino all'inizio dell'autunno producono numerosi boccioli tondeggianti, i fiori sono a stella, con 4 o 5 lobi, di colore blu, lilla, bianco o rosa. Queste piccole piante vengono molto utilizzate nelle bordure, come le altre specie di campanula, per la ricca fioritura estiva e la longevità delle piante; vengono anche utilizzate in erboristeria e nell'antica medicina cinese.

Esposizione

Le piante di campanula grandiflora si pongono a dimora in luogo soleggiato, oppure all'ombra parziale; posizioni eccessivamente ombreggiate possono causare una scarsa fioritura; nelle zone con estati molto calde le piante sicuramente si sviluppano al meglio in luogo protetto dal sole durante le ore più calde del giorno. I platycodon grandiflorus sopportano senza problemi temperature molto rigide, visto che la pianta va in riposo vegetativo durante i mesi invernali; talvolta la parte aerea dissecca completamente. Le nuove foglie si svilupperanno in primavera inoltrata.

Caratteristiche platycodon

In primavera gli steli della campanula grandiflora spuntano con molta lentezza formando un cono verde chiaro dal quale fuoriescono poi le foglie leggermente glauche e con lembi dentati. Mano a mano che la pianta cresce il loro colore evolve verso un verde medio lucido. Da giugno si innalzano steli fioriferi molto ramificati e radi. Alla loro estremità portano dei fiori formati da cinque petali appuntiti (nella specie viola scuro, ma sono disponibili anche nel bianco e nel rosa), raggruppati in grappoli. Esistono varietà a fiore semplice e doppio. Assomigliano moltissimo alle campanule, se non fosse per le dimensioni eccezionali del fiore: per questo vengono anche chiamate “campanule a grandi fiori”. I boccioli sono molto interessanti: sono molto gonfi e assomigliano a dei palloncini: nel Regno Unito la pianta è stata per questo soprannominata Baloon Flower; i bambini la amano molto perché si divertono nel farli scoppiare. Nel tempo forma una ampia rete di radici carnose piuttosto profonde. Questa vivace ha però una crescita piuttosto lenta: sono generalmente necessari almeno due anni per ottenere un bel cuscino. Si rivela però sempre molto longeva e quindi occorre solamente avere un poco di pazienza: è molto rustica, resistendo bene sia al freddo sia al grande caldo e viene attaccata molto raramente da parassiti. È una pianta sulla quale vale la pena di puntare, sia per la coltivazione in giardino sia in contenitore su balconi, terrazzi o davanzali.

IL PLATYCODON IN BREVE
vegetazione  Perenne erbacea, vivace
fiori  Diam 5 cm, viola, blu, azzurro, bianco, rosa
altezza  Fino a 60 cm
larghezza  30 cm a maturità
mantenimento  semplice
crescita  lenta
propagazione  Seme, divisione
rusticità  Molto rustica (fino a -20°C)
esposizione  Pieno sole/mezz’ombra
utilizzi  Bordura, giardino roccioso, vaso, da interno
terreno  Profondo, ricco, ben drenato, neutro o subalcalino
Umidità del suolo  Leggermente umido
Messa a dimora (Nord)  Da aprile a giugno
Messa a dimora (Sud)  Ottobre-novembre
Fioritura  Da giugno a settembre

Annaffiature platycodon

Da aprile a settembre annaffiare il platycodon grandiflorus regolarmente, soprattutto nei mesi di luglio e agosto; nel periodo vegetativo mescolare all'acqua delle annaffiature del concime per piante da fiore, ogni 15-20 giorni. Come abbiamo detto le irrigazioni dovranno essere piuttosto frequenti nelle prime due settimane dalla messa a dimora, badando però di non lasciare ristagni. Passato questo periodo le piante saranno praticamente autonome e dovremo intervenire solo nei casi di lunga siccità associata ad un grande caldo (se vediamo le piante debilitate). Per mantenere sempre leggermente umida la terra è sempre consigliabile predisporre un buon strato pacciamante al piede di queste perenni, a base di foglie, paglia o sfasci derivanti dal taglio del prato (ben asciutti).

Terreno platycodon

Queste campanule preferiscono terreni ricchi e sciolti, molto ben drenati ma non troppo asciutti; nel porle a dimora mescolare alla terra del giardino del terriccio universale bilanciato e poca pietra pomice a granulometria grossolana, per aumentare il drenaggio. Il platycodon vuole un terreno di media fibra, cioè tendenzialmente aerato, fresco e ricco, ben drenato. È estremamente importante però che sia profondo in maniera che le radici possano crescere in verticale alla ricerca dell’umidità. Un buon drenaggio è però quasi altrettanto importante visto che l’inconveniente più frequente è l’apparire di marciumi radicali. L’esposizione ideale può andare dal pieno sole fino anche alla mezz’ombra, a seconda delle nostre condizioni pedoclimatiche. Nel Nord e nelle aree alpine è senza dubbio consigliata una esposizione calda o con una leggera ombra nelle ore pomeridiane. Nel Centro-Sud e nelle aree costiere è fortemente consigliata la mezz’ombra, soprattutto nel pomeriggio. Un caldo eccessivo potrebbe infatti compromettere la fioritura che avviene proprio nei mesi centrali dell’estate. Prima di procedere con la messa a dimora riflettiamo bene sulla posizione che abbiamo scelto: queste piante infatti non gradiscono assolutamente essere disturbate e vanno quindi inserite e lasciate nella stessa collocazione per almeno 4 anni. Anche per le piante in vaso è consigliata una zona più riparata, visto che il surriscaldamento dei pavimenti piastrellati e l’irraggiamento che ne deriva sono spesso causa di deperimento tra luglio e agosto.

Moltiplicazione

Le piante di campanula grandiflora si possono propagare per seme, in serra fredda in autunno; in primavera è possibile dividere i cespi di foglie; in estate si possono praticare talee, utilizzando i fusti che non hanno prodotto fiori.

Parassiti e malattie

In genere queste piante non vengono colpite da parassiti o da malattie. È una pianta molto sana. Oltre ad evitare i ristagni idrici dobbiamo solo prestare particolare attenzione alle limacce e alle lumache, che in primavera si cibano con grande voracità delle foglie di P. Predisponiamo delle trappole di birra o utilizziamo, nei casi più gravi, dei lumachicidi.

Utilizzi platycodon

E’ una erbacea molto adattabile. Trova una buona collocazione nelle aree verdi, sia in primo piano nelle bordure (per esempio si sposa molto bene con i rosai o altri arbusti fioriti) sia nel giardino roccioso. È però anche molto adatta alla coltivazione in contenitori, soprattutto nelle varietà nane. Vive molto bene sia in esterni sia in interni, in una collocazione però ben luminosa. In questo caso la sua crescita lenta diventa un grande vantaggio visto che la manutenzione potrà essere dilazionata notevolmente. Le varietà alte da giardino, inoltre, forniscono dei begli steli apprezzabili come fiori recisi. Si mantengono per molto tempo e possono venire essiccati per entrare a far parte di un pot-pourri e composizioni.

Quando e come procedere con la messa a dimora?

Le piantine di campanula grandiflora si trovano in commercio generalmente all’inizio della primavera, tra aprile e maggio. È questo il periodo consigliato per la messa a dimora, soprattutto dove gli inverni sono rigidi. Se viviamo nel Centro-Sud può invece essere una buona idea procurarci le piantine in autunno e procedere subito all’inserimento. In questo caso non subiranno certamente danni dal freddo e alla ripresa gli esemplari saranno certamente più sviluppati. Prima di tutto bisognerà lavorare il terreno in profondità eliminando tutte le infestanti e le radici presenti. Inglobiamo una buona quantità di stallatico o compost ben decomposto. Se il terreno risultasse ancora pesante possiamo aggiungere ancora qualche manciata di sabbia di fiume, fine e grossolana. Inseriamo le piantine spaziandole da 20 a 40 cm una dall’altra, a seconda della cultivar e quindi della dimensione definitiva che dovranno raggiungere. Estraiamo le piantine dal vaso con molta attenzione perché è importantissimo non danneggiare le radici, visto che sono molto sensibili. Irrighiamo abbondantemente continuando ancora per due settimane, in assenza di pioggia (senza però che si creino ristagni).

Come comporre un vaso?

Per ottenere un buon risultato è essenziale scegliere un contenitore più profondo che largo in maniera che le lunghe radici carnose possano svilupparsi a loro agio. Creiamo sul fondo uno spesso strato drenante con ghiaia, argilla espansa o biglie di vetro. Inseriamo la piantina e blocchiamola con del terriccio per piante fiorite, mescolandovi un 20% di sabbia. Compattiamo bene e irrighiamo, evitando però l’impiego del sottovaso. In superficie possiamo spargere un cucchiaino raso di concime granulare per piante fiorite.

Tutori

Le varietà più alte, soprattutto nelle aree ventose, possono necessitare di tutori. È bene inserirli alla fine della primavera, ben in profondità, e legarvi gli steli fiorali con del tubetto di gomma o della rafia naturale. Questi materiali non danneggeranno i tessuti vegetali.

Potatura platycodon

Mano a mano che la stagione prosegue è basilare intervenire frequentemente rimuovendo i fiori esausti per evitare che vadano a seme. Stimoleremo così l’emissione di nuovi getti. Verso la fine della stagione possiamo lasciarne alcuni per eventualmente raccogliere le sementi (che difficilmente, però, ci daranno fiori identici ai loro progenitori).

VARIETA'

Nome Fioritura Altezza Altre caratteristiche
Altezza media  Serie 'Fuji'  Fiori molto grandi, bianco, rosa e malva  Da 40 a 60 cm di altezza  
 Hakone  Enormi fiori bianchi o viola  50 cm  
 'Mariesii'  Fiori blu viola intenso  Fino a 40 cm  Molto fiorifera
 Mother of Pearl  Fiori rosa pallido  60 cm  
Altezza media  Serie 'Apoyama”  Fiori grandi blu viola  Fino a 20 cm  Fioritura lunga Adatta a vaso
 Serie 'Astra'  Blu, rosa, bianco e lavanda con fiori semplici o doppi  Da 10 a 30 cm  Da vaso o giardino roccioso
 Sentimental blue  Blu chiaro, fiori solo con 4 petali  30 cm  

Concimazioni

Per avere fioriture abbondanti e colorate possiamo distribuire ogni 15 giorni un concime liquido per piante fiorite oppure, per ogni pianta, un cucchiaino raso di fertilizzante granulare a lenta cessione (in genere durano circa tre mesi). Le somministrazioni vanno effettuate dall’inizio della primavera fino a settembre. Scegliamo sempre prodotti in cui sia prevalente il potassio rispetto all’azoto, in maniera da non stimolare eccessivamente la crescita vegetativa a discapito della fioritura.

Divisione

Come abbiamo detto si tratta di piante dalla crescita piuttosto lenta. Le divisioni vanno diradate il più possibile. Si consigli di intervenire in media ogni 4-5 anni, ponendo la massima attenzione nel non danneggiare le radici, che avvizziscono e marciscono con estrema facilità.

Coltivazione in vaso

Irrighiamo regolarmente evitando sempre che il terreno si asciughi completamente, ma senza mai esagerare. Concimiamo ogni 15 giorni con un prodotto per piante fiorite. Possiamo procedere con le divisioni o il rinvaso ogni due anni.

Curiosità

I fiori e le radici sono commestibili. Le ultime vengono utilizzate molto comunemente nella medicina orientale.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra Campanula grandiflora e Platycodon grandiflorus?
    Nonostante il titolo possa confondere, si tratta della stessa pianta nota scientificamente come Platycodon grandiflorus. Fino al 1830 era classificata come Campanula, ma successivamente le è stato assegnato un genere proprio pur rimanendo nella famiglia delle Campanulaceae. Il nome Platycodon deriva dal greco "campana larga" e si riferisce alla forma caratteristica dei suoi boccioli, che ricordano palloncini gonfi prima dell'apertura.
  • Quanto tempo impiega il Platycodon a formare un cespuglio completo?
    Il Platycodon grandiflorus ha una crescita piuttosto lenta. Generalmente sono necessari almeno due anni per ottenere un bel cuscino fogliare e una struttura vegetativa robusta. Tuttavia, una volta stabilita, la pianta è molto longeva e rustica. È fondamentale avere pazienza nelle fasi iniziali e non disturbarla con trapianti frequenti, poiché predilige la stessa collocazione per diversi anni.
  • Come devo annaffiare il Platycodon per evitare il marciume radicale?
    Il Platycodon richiede un terreno costantemente leggermente umido ma mai zuppo, poiché i ristagni idrici causano facilmente il marciume radicale. Annaffia regolarmente da aprile a settembre, specialmente nei mesi caldi, ma assicurati che il substrato sia profondamente drenante. Una buona pratica è applicare uno strato di pacciamatura (foglie secche, paglia) al piede della pianta per mantenere l'umidità costante e proteggere le radici dal calore eccessivo.
  • Posso coltivare il Platycodon in vaso sui balconi soleggiati?
    Sì, il Platycodon è adatto alla coltivazione in vaso, specialmente le varietà nane come la serie 'Apoyama' o 'Astra'. La chiave è usare un contenitore profondo e stretto, non largo, per permettere alle radici carnose di svilupparsi verticalmente. Posiziona il vaso in una zona luminosa ma evita il surriscaldamento dei pavimenti piastrellati d'estate; nel Sud Italia o in pieno sole, la mezz'ombra pomeridiana è consigliata per preservare la fioritura.
  • Quando e come si moltiplica il Platycodon grandiflorus?
    La moltiplicazione può avvenire in tre modi: per seme (in serra fredda in autunno), per divisione dei cespi (in primavera quando spuntano le nuove foglie) o per talea di fusto (in estate, usando fusti non fioriti). Attenzione: la divisione va fatta con cautela ogni 4-5 anni per non danneggiare le radici sensibili. Le piante nate da seme potrebbero non essere identiche alle madri, mentre le talee garantiscono cloni fedeli.

Scheda Tecnica

Platycodon grandiflorus

Nome scientificoPlatycodon grandiflorus
FamigliaCampanulaceae
Tipo di piantaEracea perenne, vivace
OrigineAsia orientale (Cina, Siberia, Corea, Giappone)
EsposizionePieno sole o mezz'ombra (protetta dal caldo estivo)
TerrenoProfondo, ricco, ben drenato, neutro o subalcalino
IrrigazioneRegolare, terreno leggermente umido, evitare ristagni
FiorituraGiugno-settembre
Altezza30-60 cm (varietà nane fino a 20 cm)
ConcimazioneConcime per piante da fiore ogni 15-20 giorni in primavera-estate
PotaturaEliminare fiori appassiti per stimolare nuova fioritura
MoltiplicazioneSeme, divisione dei cespi, talee estive
Malattie e parassitiGeneralmente resistente; attenzione a limacce e lumache in primavera
Difficoltà di coltivazioneFacile, rustica, ma crescita lenta e radici sensibili

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