santolina

Perenni

Santolina chamaecyparissus

Perenne dal fogliame aromatico, spesso coltivata nell'aiola delle piante ha romatiche; ha sottili fusti ramificati, particolari foglie finemente incise, ricoperte da una sottile peluria che le rende di colore grigio.

di Redazione

10 febbraio 2016

Generalità

La Santolina chamaecyparissus è un piccolo arbusto sempreverde originario dell’Europa mediterranea; le piante di alcuni anni possono raggiungere i 50-60 cm di altezza, espandendosi per 80-90 cm in larghezza. Ha portamento eretto o semi-prostrato, e costituisce densi arbusti tondeggianti, costituiti da sottili fusti legnosi ricoperti da foglie molto divise, composte da piccoli lobi lineari, di colore grigio-verde, dall’aspetto lanoso, intensamente profumati. In estate produce piccoli fiorellini gialli, arrotondati, riuniti in infiorescenze apicali. Ideale come pianta da bordura, per il fogliame molto decorativo, viene utilizzata anche nelle aiole di piante aromatiche, anche se le foglie profumate non sono comunemente presenti nelle ricette della nostra penisola. Generalmente si tende a cimare i fusti fiorali, per mantenere l'aspetto dell'arbusto più compatto. Esistono una decina di specie di santoline, in genere le più coltivate sono S. chamaecyparissus e S. rosmarinifolia.

Esposizione

Per una crescita ottimale delle santoline è necessario porre a dimora le piante in luoghi molto luminosi e soleggiati, dove i raggi del sole possano colpire direttamente la nostra santolina; in generale possono sopportare anche le temperature di molto inferiori allo zero, ma talvolta necessitano di una copertura se i mesi invernali sono particolarmente rigidi; in genere è sufficiente pacciamare il terreno attorno alla base del fusto con paglia o foglie per garantire una buona crescita della pianta ed evitare che la stessa soffra per le temperature particolarmente rigide.

Annaffiature

Per quanto riguarda le annaffiature, nei mesi estivi possono necessitare di sporadiche irrigazioni, ogni 10-15 giorni circa, per il resto dell’anno in genere si accontentano delle piogge; se in inverno vengono riparate è bene ricordarsi di bagnare le piante, almeno una volta al mese. Si consiglia di annaffiare le piante a partire dal basso, evitando di bagnare invece le foglie che potrebbero venire rovinate da un contatto con l’acqua troppo prolungato, per lo stesso motivo è bene evitare di far ricadere troppo i rami verso il terreno.

Terreno

Le specie di Santolina chamaecyparissus preferiscono terreni sciolti, ben drenati, sabbiosi e possibilmente calcarei; di solito comunque si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, visto che hanno pochissime esigenze colturali.

Moltiplicazione

Vediamo insieme come procedere se si desidera riprodurre la Santolina chamaecyparissus. Alla fine dell’inverno è possibile seminare le santoline, in semenzaio mantenuto in luogo temperato, altrimenti è possibile seminarle all’aperto nei mesi di aprile-maggio. In estate inoltrata è possibile praticare talee, utilizzare cioe frammenti della pianta da far radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali per permettere alla pianta di rigenerare una nuova specie.

Parassiti e malattie

In generale le piante di santolina non vengono attaccate da parassiti o da malattie, anche se è possibile che gli afidi attacchino le infiorescenze. Si tratta di parassiti conosciuti anche come "pidocchi delle piante" che si nutrono della linfa presente nelle foglie delle varie specie arboree e che provocano l'indebolimento della pianta stessa. Le foglie si raggrinziscono e seccano portando la pianta alla morte. Per combattere il problema è utile impiegare specifici antiparassitari per afidi.

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Domande frequenti

  • Come devo potare la Santolina chamaecyparissus per mantenerla compatta?
    La potatura principale consiste nella cimatura dei fusti fiorali dopo la fioritura estiva. Questo intervento stimola la produzione di nuovi getti laterali, mantenendo l'arbusto denso e tondeggiante. Evita tagli drastici sul legno vecchio, poiché la Santolina fatica a ricacciare da branche lignificate. La potatura leggera può essere fatta anche in primavera per rimodellare la pianta e rimuovere eventuali parti secche o danneggiate dal freddo invernale.
  • Quanto resiste al gelo la Santolina? Devo proteggerla d'inverno?
    La Santolina tollera temperature inferiori allo zero, ma soffre durante i periodi di freddo intenso combinato con umidità elevata. Nelle zone con inverni rigidi o nevi persistenti, è consigliabile proteggere la base della pianta con uno strato di pacciamatura (paglia o foglie secche) per isolare le radici e il colletto. Questa precauzione previene il marciume radicale causato dal ristagno idrico e dal ghiaccio, garantendo la sopravvivenza della pianta nei mesi freddi.
  • Qual è il terreno ideale per la Santolina e come innaffiarla?
    Predilige terreni sciolti, ben drenati e sabbiosi, possibilmente calcarei; teme fortemente i ristagni idrici. Innaffia solo quando il terreno è completamente asciutto: d'estate bastano interventi sporadici ogni 10-15 giorni, mentre d'inverno limitati alle piogge naturali o a irrigazioni minime mensili se protetta. Bagna sempre dal basso, evitando di bagnare il fogliame per prevenire muffe e marciumi, dato che il suo apparato radicale è sensibile all'eccesso di umidità.
  • Può crescere in vaso o è adatta solo in piena terra?
    Sì, la Santolina cresce bene anche in vaso, purché il contenitore abbia fori di drenaggio eccellenti e tu utilizzi un substrato leggero e drenante (miscela di terriccio universale e sabbia o pomice). In vaso richiede maggiore attenzione all'irrigazione rispetto alla piena terra, verificando l'asciugatura del suolo prima di ogni annaffiatura. Posiziona il vaso in pieno sole e proteggi le radici dal gelo eccessivo avvolgendo il vaso in tessuto non tessuto o spostandolo in una zona riparata.
  • Quali sono le principali problematiche fitosanitarie della Santolina?
    È una pianta generalmente robusta e poco soggetta a malattie. L'unica avversità comune è l'attacco degli afidi, che tendono a colonizzare le infiorescenze e i germogli teneri, succhiando la linfa e causando deformazioni. Per il controllo, puoi intervenire con insetticidi specifici a base di piretro o sapone molle, oppure favorire la presenza di predatori naturali come coccinelle e crisope. Il marciume radicale, invece, è la causa principale di morte, dovuta quasi sempre a errori di irrigazione e drenaggio.

Scheda Tecnica

Santolina chamaecyparissus

Nome scientificoSantolina chamaecyparissus
FamigliaAsteraceae
Tipo di piantaPiccolo arbusto sempreverde
OrigineEuropa mediterranea
EsposizionePieno sole, posizioni luminose
TerrenoScioltо, ben drenato, sabbioso, calcareo
IrrigazioneScarsa, sporadica d'estate, moderata d'inverno
FiorituraEstate (piccoli fiori gialli)
Altezza50-60 cm
ConcimazioneNon richiesta, poche esigenze
PotaturaCimatura dei fusti fiorali per compattezza
MoltiplicazioneSemina (primavera/autunno), talee (estate)
Malattie e parassitiAfidi sulle infiorescenze
Difficoltà di coltivazioneFacile, rustica, resistente alla siccità

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