Perenni

Borracina - Sedum

Pianta perenne succulenta, erbacea, produce in primavera una fitta vegetazione di foglie carnose, di forma tondeggiante, alta da pochi centiemetri fino a 55-75 cm, a seconda della specie.

di Redazione

05 febbraio 2016

I Sedum rustici

Al genere Sedum appartengono un numero veramente grande di specie di piante succulente, originarie di tutto l'emisfero boreale; si va da piccoli arbusti originari dell'Africa centrale, fino a tappezzanti che non superano i pochi centimetri di altezza, originarie delle Alpi. Esistendo così tante specie ovviamente esistono anche piante con esigenze molto diverse; considereremo qui soltanto quelle specie di sedum rustiche, che possono essere coltivate come piante da giardino. Appartengono all'ampia famiglia delle crassulacee, e come molte crassule sviluppano piccole foglie, cilindriche o a spatola, succulente, di colore verde, rossastro, giallo, azzurro; la maggior parte delle specie coltivabili in giardino non teme il freddo, anche se durante l'inverno la parte aerea dissecca, per rigermogliare in primavera. I Sedum sviluppano in genere piccoli arbusti, o ciuffi di fusti non ramificati, eretti o arcuati, che tendono a formare ampi cuscini; vengono infatti spesso utilizzati come tappezzanti. In estate producono innumerevoli piccoli fiori, in genere all'apice di sottili fusti eretti; i fiori del sedum possono essere solitari, o riuniti in corimbi; di colore rosa, giallo, bianco, fucsia. Alcune specie sono diffusissime anche in Italia in natura, alcune di esse necessitano di così poco che si riescono a sviluppare anche nelle crepe dei muri.

Le specie alpine

Le specie di Sedum originarie delle Alpi sono molto rustiche, e per questo non sono adatte a crescere in tutta italia, visto che mal sopporterebbero estati eccessivamente asciutte e torride. Si pongono a dimora in piena terra, o meglio in vaso, in un luogo ben luminoso, ma le ore di sole diretto che possono ricevere dipendono direttamente dal calore estivo: più fa caldo e più è meglio che godano di un poco d'ombra. A cominciare dalla primavera, non appena le temperature si innalzano, questi sedum necessitano di annaffiature abbastanza regolari, da somministrare comunque soltanto quando il terreno è ben asciutto.

Le altre specie

Le specie di borracina utilizzate in giardino sono generalmente molto rustiche, quindi si coltivano come delle comuni piante perenni; si pongono a dimora in luogo luminoso, possibilmente con almeno qualche ora di sole diretto ogni giorno, e si annaffiano con regolarità a partire da maggio fino a settembre. Con l'arrivo dell'autunno la maggior parte dei sedum tende a disseccare, attendiamo che i fusti siano ben secchi e poi rimuoviamoli con l'aiuto di cesoie ben pulite ed affilate. Queste piante vengono utilizzate comunemente come piante tappezzanti, anche se in genere non hanno uno sviluppo eccessivamente rapido; formano nel tempo un tappeto impenetrabile, che in primavera ed estate si ricopre di fiori colorati; le specie tappezzanti sono generalmente sempreverdi, ma in inverno non necessitano di alcuna cura. Generalmente come tappezzante si utilizza il Sedum acre, meglio conosciuto come erba pignola; esistono anche cultivar di erba pignola, che nella specie tipo ha fogliame vede brillante e fiori gialli, ma sono disponibili varietà a fiore rosso e con fogliame rossastro, arancione o rosato.

Borracina e l'acqua

Le piante succulente si sono evolute per poter sopravvivere in condizioni climatiche in cui l'acqua è scarsamente disponibile; questo può significare che sono originarie dei deserti, ma non è necessariamente questo il motivo per cui non hanno acqua disponibile. Molti sedum infatti sono originari di zone ricche d'acqua, come gli altopiani alpini o le zone continentali d'Europa; questi sedum si sviluppano in luoghi rocciosi, dove la mancanza di acqua non è dovuta al clima della zona in cui si sviluppano, ma al particolare materiale su cui radicano. Le specie alpine inoltre sono abituate a ricevere molta acqua in brevi periodi dell'anno, ma durante il lungo inverno il gelo le priva completamente di qualsiasi approvvigionamento d'acqua. Poca acqua non significa siccità continua e perenne; le piante succulente si sono evolute immagazzinando la'cqua nei loro tessuti, in questo modo possono far fronte a periodi di siccità anche molto lunghi. In ogni caso però, dopo un periodo di siccità, necessitano di altra acqua per immagazzinarla nei loro tessuti, ed in questo modo far fronte a eventuali altri periodi siccitosi.

Annaffiature

Se decidiamo di coltivare una borracina in giardino ricordiamo che può sopportare senza alcun problema periodi anche lunghi senz'acqua; ma per avere una pianta robusta e fiorifera dovremo annaffiarla nei modi e nei tempi corretti. Generalmente le annaffiature dei sedum dovrebbero avvenire regolarmente, da aprile-maggio fino a settembre; se si tratta di una specie che dissecca in autunno cominceremo ad annaffiare quando vediamo i primi germogli spuntare dal terreno. Ogni volta che annaffiamo controlliamo però che il substrato di coltivazione sia completamente asciutto. Per evitare che la pianta rimanga immersa nell'acqua la borracina viene posti a dimora in un terriccio molto ben drenato, costituito da terriccio universale, mescolato a sabbia, pietra pomice e altro materiale incoerente: questo impasto permette all'acqua di scivolare via con facilità, evitando l'insorgere di dannosi marciumi.

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Domande frequenti

  • Come devo annaffiare correttamente i Sedum per evitarne il deperimento?
    I Sedum sono piante succulente adattate a conservare acqua nei tessuti, quindi temono il ristagno idrico più della siccità. L’irrigazione deve essere regolare ma solo quando il substrato è completamente asciutto, generalmente da aprile/maggio fino a settembre. È fondamentale utilizzare un terreno molto ben drenato, arricchito con sabbia o pomice, per permettere all’acqua di scorrere via rapidamente. Dopo lunghi periodi di siccità, la pianta necessita di essere irrigata per reidratare i tessuti e prepararsi al prossimo ciclo, ma mai in modo costante se il terreno rimane umido.
  • Qual è la differenza di cura tra le specie alpine e quelle rustiche comuni?
    Le specie alpine di Sedum richiedono cure specifiche perché soffrono le estati calde e secche tipiche di gran parte dell'Italia; necessitano di posizioni luminose ma con protezione dall'ombreggiatura diretta nelle ore più calde e annaffiature regolari non appena le temperature salgono. Al contrario, le specie rustiche comuni (come il Sedum acre) tollerano meglio il caldo e il terreno arido, crescendo bene in pieno sole con irrigazioni meno frequenti. Entrambe vanno posizionate in terreni drenanti, ma le alpine sono più delicate rispetto allo stress termico estivo.
  • Cosa fare con i Sedum in autunno e inverno?
    In autunno, la maggior parte delle specie di Sedum inizia a disseccare la parte aerea. È consigliabile attendere che i fusti siano perfettamente secchi e poi rimuoverli utilizzando cesoie pulite e affilate per prevenire infezioni. Durante l'inverno, le specie tappezzanti restano spesso verdi e non richiedono cure particolari, mentre quelle che hanno perso il fogliame entrano in dormienza. La pianta sopravvive grazie alle riserve accumulate nei tessuti succulenti, resistendo al gelo senza bisogno di protezioni speciali, purché il terreno non sia zuppo d'acqua.
  • Posso usare i Sedum come piante tappezzanti per coprire il terreno?
    Assolutamente sì, i Sedum sono eccellenti piante tappezzanti, specialmente il Sedum acre (erba pignola) e le sue cultivar. Formano un tappeto denso e impenetrabile che sopprime le infestanti e si ricopre di fiori colorati in primavera ed estate. Sono ideali per giardini rocciosi, crepe dei muri o tra le piastrelle del vialetto, poiché richiedono pochissima manutenzione. Una volta stabilizzati, resistono bene alla calpestio leggero e alla siccità, offrendo un effetto decorativo continuo con interventi minimi da parte del giardiniere.
  • Perché i Sedum sono definiti 'succulenti' e come li aiuta questa caratteristica?
    La definizione 'succulenta' indica che queste piante hanno sviluppato tessuti specializzati (foglie, fusti o radici) capaci di immagazzinare grandi quantità di acqua. Questa evoluzione permette ai Sedum di sopravvivere in ambienti dove l'acqua è scarsa o discontinua, come rocce alpine o zone aride. Non significa che vivano necessariamente nel deserto, ma che hanno imparato a gestire la carenza idrica accumulando risorse. Grazie a questo meccanismo, possono attraversare lunghi periodi di siccità senza morire, riprendendo la crescita vigorosa non appena torna l'umidità nel suolo.

Scheda Tecnica

Sedum spp.

Nome scientificoSedum spp.
FamigliaCrassulaceae
Tipo di piantaPerenne succulenta, erbacea, talvolta arbustiva o tappezzante
OrigineEmisfero boreale, incluse le Alpi e zone continentali europee
EsposizioneLuminosa, preferibilmente con sole diretto (con ombra parziale in estate per specie alpine)
Temperatura minimaMolto rustica, resiste al freddo invernale (parte aerea dissecca e rigermoglia)
TerrenoBen drenato, misto a sabbia, pomice o materiale incoerente
IrrigazioneRegolare da aprile a settembre solo quando il terreno è asciutto; tollerante alla siccità
FiorituraPrimavera-Estate, fiori piccoli in corimbi o solitari (rosa, giallo, bianco, fucsia)
AltezzaDa pochi centimetri (tappezzanti) fino a 55-75 cm
PotaturaTaglio dei fusti secchi in autunno/inverno prima della nuova crescita primaverile
Malattie e parassitiMarciumi radicali se il terreno è troppo umido
Difficoltà di coltivazioneFacili da coltivare, adatte anche a principianti

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