Tamerice

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Tamerice

Pianta ornamentale dalle dimensioni piuttosto ridotte, la tamerice è un arbusto che presenta rami rami sottili, foglie a squame e bellissimi fiorellini dal colore rosa pallido.

di Redazione

01 dicembre 2015

Generalità

Al genere Tamarix appartengono circa sessanta specie di alberi ed arbusti, a foglie caduche o sempreverdi, originari dell'Asia e del Mediterraneo; T. gallica è la specie più diffusa in coltivazione, si tratta di un piccolo albero a foglie caduche, che raggiunge i 4-6 metri di altezza. Ha fusto eretto o inclinato, con corteccia grigiastra, profondamente rugosa; le ramificazioni sono dense e formano una chioma tondeggiante. I rami giovani sono molto sottili e flessibili, spesso arcuati o penduli; le foglie sono di dimensioni molto ridotte, simili a piccole squame di colore verde chiaro, talvolta quasi azzurrato. All'inizio della primavera i rami si riempiono di piccole spighe di fiori minuscoli, di colore rosato; la fioritura è tanto abbondante che l'intera pianta sembra una nuvola di fiori. Ai fiori seguono piccoli frutti a capsula contenenti i semi. Le tamerici vengono da secoli coltivate sulle coste del Mediterraneo; grazie al fatto che ben sopportano i venti e l'acqua salmastra vengono spesso impiegate per la creazione di siepi frangivento nelle zone costiere o anche per solidificare le dighe foranee. Possono essere coltivate anche in vaso o come bonsai.

La tamerice

La tamerice è un bell’arbusto, molto decorativo, caratterizzato da un’abbondante fioritura portata sui suoi fini rami. Il suo habitat naturale sono le coste. Tutte le specie di tamerice sono originarie dell’Europa, in particolare delle regioni mediterranee, e dell’Asia, più precisamente della Cina. Nei giardini vengono utilizzate circa 12 specie, anche se spesso le denominazioni e classificazioni sono un po’ confuse a causa della difficoltà di identificazione (possibile alle volte solo grazie ad un microscopio). La sua coltura è piuttosto semplice visto che si adatta bene a diversi climi e terreni. È inoltre molto resistente alle malattie. È quindi un’ottima scelta per chi voglia inserire una pianta decorativa ma che richieda poca manutenzione.

Famiglia e genere   Tamaricaceae
Tipo di pianta  Arbusti sempreverdi o a foglia caduca
Esposizione  Pieno sole
Rustico  Abbastanza rustica
Terreno  Non esigente, possibilmente povero e sabbioso. Non suoli pesanti e argillosi
Colori  Generalmente fiori rosa, ma anche bianchi, rossi, salmone
Irrigazione  Non necessaria
Fioritura  Primavera, estate, autunno a seconda delle specie
Propagazione  Talea, seme
Concimazione  Una volta all’anno, in primavera

Caratteristiche Tamerice

La tamerice appartiene al genere Tamerix che conta una cinquantina di specie ed è parte dalla famiglia delle Tamaricaceae. Il portamento può essere cespuglioso, arrotondato e in alcuni casi anche piangente. Cresce spontaneamente sulle coste di tutta l’Europa e dell’Italia. Se viene coltivato come albero mediamente raggiunge i 3 metri in altezza e larghezza. In casi particolari, però, può addirittura crescere fino a 5 metri. Il periodo di fioritura dipende dalla specie. Alcuni fioriscono in primavera, altri in estate o autunno. Quest’evento è veramente degno di nota perché tutti i rami si coprono leggermente di piccoli fiori, di solito color rosa pallido, raccolti anche in grappoli pendenti, più o meno lunghi. L’effetto estetico è di grande eleganza e leggerezza. Le tamerici che fioriscono in primavera, inoltre, lo fanno prima della comparsa delle foglie. In questo caso le corolle coprono tutte le branche e rendono l’evento particolarmente spettacolare. Il fogliame, verde chiaro e caduco, è formato da numerose e piccolissime foglie alterne a forma di scaglia allungata, fini e morbide, direttamente attaccate al ramo. Da lontano potrebbe venire scambiato facilmente per un ginepro, ma col vantaggio di non avere spine. Sono arbusti rustici, robusti, decorativi e richiedono davvero poche cure. È per questo che sono numerosi nei giardini, specie nelle zone litoranee. Resistono molto bene al vento e sono perfetti sia per l’utilizzo come esemplare isolato sia per la formazione di siepi libere. Inserire una tamerice come esemplare isolato dà un tocco mediterraneo ad ogni giardino.

Esposizione

Questi piccoli alberi prediligono le zone soleggiate, necessitano di almeno alcune ore al giorno di luce solare diretta per svilupparsi al meglio. Non temono il freddo, anche se può capitare che gelate molto intense rovinino gli apici dei rami. L’esposizione migliore per la tamerice è senza dubbio il pieno sole. Solo in queste condizioni riuscirà a crescere velocemente e vigorosamente (come è nella sua natura) e darci le belle fioriture che ci aspettiamo. Tollera una lieve ombra per qualche ora al giorno, ma di più sarebbe di grave ostacolo al suo benessere.

Annaffiature

Le Tamerici non necessitano di annaffiature eccessivamente regolari e possono tranquillamente sopportare anche lunghi periodi di siccità; tollerano anche l'acqua salmastra vicino alle radici. Si annaffiano i giovani esemplari in caso di prolungati periodi di siccità estiva, mentre gli alberi a dimora da lungo tempo possono accontentarsi delle piogge.

Terreno

Prediligono terreni molto sciolti e abbastanza ben drenati, anche ricchi in calcare; si consiglia di aggiungere della sabbia al terreno in cui si desidera porre a dimora una tamerice.

Coltivazione Tamerice

Le tamerici crescono molto bene in tutti i tipi di suoli, a patto che siano ben drenati e non risultino eccessivamente calcarei o umidi. È ottima quindi per tutti i terreni poveri, sabbiosi o secchi. Evitiamo invece di inserirlo nel caso l’area risulti compatto ed eccessivamente argilloso. In questo caso anche la predisposizione di uno strato drenante può non essere sufficiente. Se vogliamo davvero averlo in giardino sarà il caso di scavare una grossa buca, inserirci un vaso di cemento di grandi dimensioni e riempirlo con substrato adatto, quindi con grandi quantità di sabbia, ghiaia e terriccio leggero.

Moltiplicazione

In primavera è possibile seminare i piccoli semi, non appena i frutti si schiudono; in autunno possiamo prelevare delle talee legnose. La tamerice si moltiplica in natura con auto disseminazione, visto che produce una miriade di semi portati anche lontano dal vento. È molto comune trovare delle piccole piantine specialmente nei pressi di grandi esemplari. Non a caso in alcune zone (in particolare negli Stati Uniti), è considerata un vegetale altamente invasivo. Un metodo più veloce e piuttosto semplice è la talea: si prelevano degli apici lunghi una trentina di centimetri, durante i mesi invernali. Possono essere messi in vasetti con una composta molto leggera di sabbia, torba e perlite oppure si può provare anche a porli direttamente nel terreno. La radicazione avviene velocemente e si potranno vedere i primi germogli già in primavera. Una volta che l’attecchimento è riuscito si procederà con successive cimature per favore l’accestimento dell’esemplare.

Quando e come piantarla

Il periodo migliore per la messa a dimora è senza dubbio l’autunno. Procedendo in questa stagione daremo alla pianta la possibilità di adattarsi alla nuova collocazione e di cominciare ad esplorare con le radici il terreno circostante. In primavera, di conseguenza, sarà già pronta a cominciare una buona e veloce crescita vegetativa. Ad ogni modo, in particolare gli esemplari in vaso, possono essere impiantati anche in primavera, possibilmente prima del mese di aprile. Per cominciare bisognerà scavare una buca larga e profonda almeno il doppio del vaso (generalmente l’ideale è di 1 metro in ogni direzione). Se il substrato risultasse leggermente compatto e pesante possiamo intervenire mescolandovi della sabbia grossolana e un po’ di ammendante organico. Sul fondo della buca sarà bene creare uno strato drenante con ghiaia o altro materiale idoneo. Inseriamo la pianta in maniera che il colletto risulti a livello del suolo, copriamo con il terriccio e pressiamo con attenzione. Infine irrighiamo leggermente. Se vogliamo creare una siepe la distanza ideale sarà di 1,5 metri tra una pianta e l’altra.

Parassiti e Malattie

Le Tamerici a volte vengono attaccate degli afidi o dal ragnetto rosso. Sono alberi molto autonomi e resistenti. Raramente vengono attaccati da insetti o crittogame e, in ogni caso, quasi mai vi è l’esigenza di intervenire per arginare questo tipo di problematiche.

Varietà

Come abbiamo detto esistono moltissime specie di tamerici, ma ne vengono coltivate solo alcune. Sono però state sviluppate numerose cultivar, per soddisfare le richieste e le esigenze di tutti gli amanti del verde. In generale possono essere suddivise in specie a fioritura primaverile e specie a fioritura autunnale. Le prime sono le più diffuse in giardino.

Periodo di fioritura Varietà Descrizione fioritura Caratteristiche della pianta Utilizzi Rusticità
Primavera-estate  Tamarix parviflora  

Fine maggio-inizio aprile

Rosa chiaro

 

Portamento cespuglioso o piangente

Fino a 5 m di altezza

 Arbusto isolato o siepe libera  Molto, fino a -20
Tamarix tetrandra  Fioritura rosa chiaro sui rami dell’anno precedente, da maggio a giugno  

Portamento eretto, rami fine e arcuati

Fino a 5 metri di altezza

 

Ottimo come barriera frangivento per la creazione di siepi

 Molto rustico, ma teme i venti gelati
 Tamarix chinensis  Fioritura rosa da maggio  

Foglie simili al cipresso.

Può raggiungere anche i 12 metri di altezza

 Come albero isolato o in boschetti  

Molto rustico, ama gli habitat umidi,

specie costiera

 Tamarix ramosissima  

Fiorisce da giugno a settembre.

Colori da bianco al rosa al salmone al rosso.

Disponibili molte cultivar

 Portamento cespuglioso, altezza fino a 5 metri.  Esemplare isolato e boschetti  

Sopporta le mareggiate e anche i venti violenti.

Adatto a suoli poveri.

Molto rustico

Tamarix gallica  Fioritura caratterizzata da lunghi grappoli rosa, da giungo ad agosto, prima della foglie  Aspetto piumoso e leggero, altezza fino a 8 metri  

Esemplari isolati,

siepi isolate e tagliavento

 

Sopporta egregiamente i suoli salini.

Molto rustico

Tamarix gallica

insieme alla Tamarix tetranda è la più diffusa nel nostro paese, si tratta di un arbusto sempreverde, con rami sottili arcuati color porpora, e foglie molto piccole, grigio-azzurre. I fiori, di colore rosa intenso, sbocciano in primavera ricoprendo quasi completamente i rami; raggiunge i cinque metri di altezza.

Tamarix tetranda

diffusa nelle regioni mediterranee e nel Caucaso, ha foglie squamiformi, verde chiaro, e fiori rosa intenso, riuniti in racemi di circa 5 cm; raggiunge i tre-quattro metri di altezza.

Tamarix petandra

diffusa nell'Europa sud-orientale e in Asia minore, presenta foglie squamiformi, verde chiaro, sovrapposte le une alle altre; i fiori sono rosa e sbocciano in agosto formando pannocchie di circa 10 cm. Essendo molto resistente alla salsedine e al vento viene spesso utilizzata come frangivento in riva al mare.

Rusticità

Le tamerici diffuse in giardino sono tutte particolarmente resistenti al gelo. Di solito sopportano bene anche -20°C. Possono quindi venire coltivate tranquillamente in tutto il nostro paese con l’eccezione, forse, delle aree montane al di sopra dei 1500 metri.

Cure colturali

La tamerice non richiede grandi interventi. Generalmente non necessita irrigazioni e neanche concimazioni. Se il terreno fosse davvero povero possiamo distribuire, una volta all’anno, alla ripresa vegetativa, del concime granulare a lenta cessione in corrispondenza dell’area occupata dalla chioma. Il venti forti e freddi possono creare dei problemi, in special modo agli esemplari giovani. Possiamo quindi proteggerli con delle barriere o coprendo con dei teli appositi. Ad ogni modo le radici sono molto resistenti e in caso di gravi danni alla chioma si può contare su sicuri ricacci dall’apparato ipogeo.

Potatura

La potatura delle tamerici non è indispensabile. Interveniamo se vogliamo che la pianta risulti più compatta e ordinata. Ricordiamoci che alcune specie fioriscono sui rami vecchi. Evitiamo quindi di tagliare quelli nati nell’annata precedente (al massimo spuntiamoli) e concentriamoci su quelli ormai esauriti per mantenere sempre l’esemplare pulito e vitale. Come potare per favorire una bella fioritura In questo caso bisogna sicuramente intervenire in primavera, dopo la fine delle gelate. Se si vuole che la pianta si sviluppi in altezza si selezioneranno tre o quattro rami principali e si sopprimeranno i rametti secondari, evitando di agire troppo nella zona bassa (che potrebbe risultare poi troppo spoglia). Per moltiplicare invece i rami a fiore si dovranno accorciare di 2/3 i rami prodotti nell’annata precedente che sono già fioriti. In questa maniera si stimolerà la nascita di nuovi rametti secondari portatori di corolle. Infine si dovrà continuare il lavoro rendendo il cespuglio più aerato, perciò eliminando tutti i rami storti o che vadano verso il centro dell’esemplare. L’ideale è dare una forma svasata, ma sono possibili anche altri modelli visto che le potature sono ben tollerate. Se si vuole ottenere una siepe bisognerà per i primi anni potare frequentemente cercando di dare la forma desiderata e rendere la barriera molto folta. In seguito si interverrà ogni volta che sarà necessario regolarne l’altezza e la larghezza.

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Domande frequenti

  • Quali sono le migliori varietà di tamerice da coltivare in giardino?
    Le varietà più comuni includono la Tamarix gallica, con fiori rosa intensi e portamento elegante, e la Tamarix ramosissima, disponibile in molti colori (rosa, salmone, bianco) e molto rustica. La Tamarix chinensis può superare i 12 metri ed è adatta a habitat umidi, mentre la Tamarix tetrandra è eccellente come frangivento grazie ai suoi rami arcuati. Scegliere la varietà giusta dipende dallo spazio disponibile e dal clima locale.
  • La tamerice è adatta per il mare e i venti forti?
    Assolutamente sì. La tamerice è una pianta ideale per le zone costiere poiché tollera perfettamente il vento forte, le mareggiate e l'acqua salmastra. Grazie alla sua resistenza, viene spesso utilizzata per creare siepi frangivento o per consolidare le dighe foranee. La sua capacità di adattarsi a suoli poveri e salsi la rende perfetta per i giardini litoranei.
  • Quando e come va potata la tamerice?
    La potatura non è strettamente obbligatoria ma serve a contenere la pianta e rimuovere i rami secchi. Per le specie che fioriscono sui rami dell'anno precedente (come la T. gallica), la potatura deve avvenire subito dopo la fioritura, limitandosi a spuntare i rami vecchi. Per quelle che fioriscono sui rami nuovi (come la T. ramosissima), si può intervenire in primavera accorciando i rami precedenti per stimolare la nuova crescita.
  • Quanto cresce una tamerice e quanto vive?
    L'altezza varia notevolmente in base alla specie: alcune restano sotto i 3 metri, mentre altre, come la Tamarix chinensis, possono superare i 12 metri. In media, un esemplare adulto si aggira tra i 4 e i 6 metri. La tamerice è una pianta longeva e resistente, capace di rigenerarsi dalle radici anche dopo danni gravi alla chioma, garantendo una presenza duratura nel giardino.
  • È necessario irrigare spesso la tamerice?
    No, la tamerice è estremamente resistente alla siccità una volta stabilita. Gli esemplari adulti possono sopravvivere solo con le piogge naturali. È consigliabile irrigare regolarmente solo i giovani esemplari nei primi anni, specialmente durante i lunghi periodi di siccità estiva. Evitare ristagni idrici, preferendo terreni ben drenati e sabbiosi.

Scheda Tecnica

Tamarix spp.

Nome scientificoTamarix spp.
FamigliaTamaricaceae
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero a foglie caduche o sempreverdi
OrigineAsia e Mediterraneo
EsposizionePieno sole
TerrenoScioltro, ben drenato, sabbioso, povero; tollera il calcare e la salsedine
IrrigazioneScarsa, tollera la siccità; innaffiare solo i giovani in estate
FiorituraPrimavera, estate o autunno (dipende dalla specie)
AltezzaDa 3 a 12 metri (varia in base alla specie)
ConcimazioneUna volta l'anno in primavera con concime granulare a lenta cessione
PotaturaLeggera dopo la fioritura per specie a legno vecchio; moderata per quelle a legno nuovo
MoltiplicazioneSeme in primavera, talee legnose in autunno/inverno
Malattie e parassitiAfidi, ragnetto rosso (raro); pianta generalmente resistente
Difficoltà di coltivazioneColtivazione facile, poco esigente

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