Piante da Giardino

Olivello spinoso - Hippophae rhamnoides

Arbusto da giardino coltivato per le baccche arancioni, l'olivello è una pianta ricca di caratteristiche ed assolutamente da scoprire...leggi questo nostro approfondimento!

di Redazione

08 settembre 2014

Generalità

Famiglia e genere  Eleagneaceae, gen. Hippophae, comprendente 3 specie
Tipo di pianta  Albero o arbusto deciduo, spogliante e dioico
Esposizione  sole
Rustico  Molto rustico
Terreno  Molto tollerante, anche terreni salmastri
Colori  Frutti arancioni
Fioritura  Primavera, piccoli e gialli
Propagazione  Margotta, polloni, talea
Parassiti e malattie  In genere sano
Irrigazione  Abbondante
Arbusto di media grandezza, con foglie caduche, originario dell'Europa e dell'Asia; ha crescita abbastanza rapida e può raggiungere i 3-4 metri di altezza. Il fusto è eretto, molto ramificato, i rami sono muniti di lunghe spine; gli esemplari giovani hanno chioma disordinata, che tende a divenire tondeggiante o ad ombrello con il passare degli anni. Le foglie sono opposte, lineari, lunghe 5-8 cm, di colore verde-grigiastro sulla pagina superiore, più chiare, quasi biancastre, sulla pagina inferiore. Si tratta di arbusti dioici, quindi i fiori maschili e quelli femminili sbocciano su piante separate, ed è quindi necessario avere almeno due esemplari, uno per sesso, di hippophae per ottenere i frutti. i fiori sono giallo-verdastri, poco decorativi, sbocciano prima che appaiano le foglie, in marzo-aprile. In estate gli esemplari femminili producono i frutti, molto simili ad olive, ma di colore giallo aranciato; i frutti di olivello spinoso si dispongono lungo i rami, sono commestibili, pur avendo un sapore abbastanza acido e si possono utilizzare per produrre sciroppi. Queste piante vengono utilizzate per siepi decidue o anche come esemplari singoli; la loro capacità di consolidare il terreno, con un apparato radicale ben sviluppato, e la presenza nelle loro radici di batteri azoto fissatori rende gli olivelli spinosi molto adatti anche per consolidare terreni franosi, o anche nelle aiole ai bordi delle strade.

Olivello spinoso

Il genere hippophae fa parte della famiglia delle Eleagneaceae e comprende 3 specie: l’H. rhamnoides, l’H. salicifolia, e l’h. tibetana. Solo la prima pianta, di cui parleremo in modo particolare, è molto diffusa in coltivazione perché è l’unica ad avere doti ornamentali. Il rhamnoides, che viene anche chiamato olivello spinoso, è un arbusto che si trasforma facilmente in albero. L’altezza può andare da 2 metri anche fino ai nove. In generale però si attesta sui 3. È originario di tutta l’Europa e dell’Asia e il suo habitat ideale è la riva dei fiumi con un terreno sabbioso o comunque calcareo. I rami inizialmente sono fessurati verticalmente e di un color grigio spento, ma col tempo diventano nerastri. Sono muniti di spine apicali e laterali. Le foglie sono lunghe fino a 7 cm e larghe 1,5, non dentate, argentee e squamose sulle due pagine. Fiorisce in maniera abbondante con fiori portati da corti racemi contemporaneamente alla comparsa delle foglie, nel mese di aprile. Essendo una pianta dioica vi sono esemplari che portano solo fiori maschili e altri che portano solo fiori femminili. Conseguentemente se in giardino si vogliono ottenere i frutti bisogna dotarsi di entrambe le piante. Questi sono a bacca ovoidale, lunga dai 6 agli 8 mm, arancioni e contengono un unico seme, marrone. Compaiono verso settembre, in grappoli densi che rivestono i rami. Sono molto persistenti e spesso durano per tutto l’inverno perché poco graditi agli uccelli. Questi arbusti generalmente cominciano a produrre frutti dopo tre anni dall’impianto e entrano in piena produzione quando raggiungono i 7-8. I maschi fioriscono un po’ prima delle femmine per un periodo che dura dai 6 ai 12 giorni. Dal momento dell’impollinazione è necessario aspettare almeno 12 settimane perché i frutti giungano a maturazione.

Esposizione

porre a dimora in luogo soleggiato, o comunque molto luminoso; non temono il freddo e sopportano molto bene anche l'inquinamento e la presenza di sale marino nel terreno e nell'acqua di irrigazione.

Annaffiature

gli olivelli spinosi necessitano di annaffiature abbastanza regolari, soprattutto durante i mesi più caldi dell'anno; non sopportano periodi di siccità prolungati.

Terreno

Si sviluppano senza problemi in qualsiasi terreno, anche nella comune terra da giardino, purché non sia eccessivamente arido.

Moltiplicazione

Avviene per seme, in primavera, oppure per talea, in primavera o a fine estate.

Parassiti e malattie

In genere non vengono attaccati da parassiti o da malattie.

Varietà

L’hippophae rhamnoides in Europa si può trovare in tre sottospecie. - Hippophae rhamnoides subsp. carpatica, proveniente dai Carpazi. Il suo habitat sono le foreste e le zone arbustive prealpine. Generalmente cresce in associazione con il salice. I suoi rami crescono dritti e le bacche hanno forma sferica - Hippophae rhamnoides subsp. fluviatilis: si trova principalmente in zone prealpine ed è caratterizzato da lunghi rami flessibili, da foglie ovali di 3-6 mm. Le spine sono meno pronunciate. - Hippophae rhamnoides subsp. Rhamnoides: è il più diffuso in assoluto ed è molto presente sulle coste in particular modo in associazione alle dune sabbiose. Anche qui si accompagna spesso al salice. Il suo aspetto è molto spinoso con rami corti e rigidi. I getti sono nodosi e la forma generale dei frutti è cilindrica, con semi piatti. Le caratteristiche morfologiche, ad ogni modo, variano considerevolmente in funzione del grande ventaglio di condizioni climatiche che copre l’area di distribuzione.

Distribuzione e habitat

Alcuni studi hanno dimostrato che alla fine dell’era glaciale l’olivello spinoso era presente quasi su tutto il territorio europeo. In effetti si tratta di una pianta pioniera che ha la particolarità di contribuire all’arricchimento del suolo, fissando l’azoto, e quindi favorire poi l’inserimento successivo di specie più esigenti. Mano a mano che si sono diffuse altre essenze le zone occupate dall’h. si sono ristrette soprattutto ad alcune aree montane e costiere. In queste comunità isolate si sono poi sviluppate diverse sottospecie e varietà, ognuna con caratteristiche specifiche. Ad ogni modo oggi è diffuso spontaneamente in Africa del Nord, in quasi tutta l’Europa, in Medio ed Estremo Oriente. È stato poi portato anche negli Stati Uniti e in Canada dove è stato ampiamente utilizzato per la lotta all’erosione dei suoli e soprattutto delle coste.

Utilizzi

Gli usi alimentari, medicinali ed ecologici dell’olivello spinoso sono conosciuti da almeno 1000 anni. Viene coltivato sia in maniera tradizionale sia in con i metodi biologici e biodinamici. Per esempio quest’ultimo tipo di approccio è molto diffuso in Toscana.

Usi industriali e foraggeri

Già nell’antica Grecia e in epoca romana le sue foglie erano tenute in grande considerazione come mangime per il bestiame. In particolare veniva consigliato per i cavalli di un certo pregio. Si riscontrava che fosse di grande aiuto per la crescita vigorosa e la veloce acquisizione di peso. Ancora oggi, soprattutto in Cina, viene incoraggiato questo tipo di foraggio. Inoltre la farina e l’olio derivanti dai frutti vengono usati come mangime negli allevamenti avicoli. È stato riscontrato che sono determinanti nell’incremento della colorazione arancione dei tuorli. Ugualmente sono molto utili come mangime per la trota iridea favorendo la colorazione salmonata delle carni.

Usi alimentari e farmaceutici

I frutti appena raccolti risultano estremamente acidi e quindi poco gradevoli al palato. Diventano invece appetibili sotto forma di marmellate, composte, gelatine e sorbetti. L’olio che se ne ricava può essere utilizzato sia come prodotto alimentare sia come base farmaceutica. Vi sono in realtà due tipi di olio. Il primo deriva dalla polpa, il secondo dal seme contenuto al centro. L’estrazione può avvenire per macerazione, per spremitura a freddo o per centrifugazione. Farmacologicamente l’olio contiene molta vitamina E ed è una fonte di acidi grassi Omega 3, 6, 7 e 9. Viene utilizzato per favorire la cicatrizzazione e la reazione alle bruciature. Molto impiegato anche per reidratare la pelle e le mucose Ad ogni modo tutta la pianta è sempre stata ampiamente utilizzata nella medicina tradizionale occidentale ed orientale. Si sa che i frutti sono eccezionalmente ricchi in vitamina C. Ne contengono addirittura 5 volte di più rispetto al kiwi. Inoltre vantano anche un’abbondante presenza di vitamine A, E, F e P.

Usi orticoli, silvicoli e per la gestione dei suoli

• Come abbiamo detto questa pianta è stata ed è ampiamente impiegata per combattere l’erosione dei suoli. Ne migliora la qualità grazie alla presenza, a livello delle radici, di nodosità che ospitano batteri specializzati (ad esempio l’Actimomicete Frankia) capaci di fissare l’azoto atmosferico. In Inghilterra è stato rilevato che sono stati capaci di fissare circa 180 kg di azoto per ettaro di terreno. • Molto impiegato come siepe difensiva o per delimitare le aree di pascolo in virtù delle sue spine acuminate. Viene anche ampiamente utilizzato con barriera frangivento visto che presenta caratteristiche di elevata rusticità • È molto utilizzato come elemento di separazione nelle zone costiere grazie alla sua resistenza al sale sia nell’aria sia nel suolo. Si può ottimamente abbinare alle rose rugose, al ligustro e al tamerice. Ha mostrato inoltre una grande capacità di resistenza alle condizioni urbane, soprattutto i pesticidi e all’inquinamento. • Come tutte le piante pioniere si moltiplica facilmente e quindi ha un grande interesse silvicolo. I rami lignificati producono molto facilmente radici ed è quindi molto semplice, in estate, la riproduzione tramite talea o margotta. Si moltiplica anche molto facilmente tramite seme e si riescono ad avere belle piante già nel giro di tre anni. Questa riproduzione è talmente facile che in alcuni luoghi bisognosi di nuova vegetazione i semi vengono ampiamente sparsi addirittura utilizzando aerei. • La pianta è comunque molto considerata anche dal punto di vista ornamentale visto che le foglie argentee e le bacche arancione vivace sono un’ottima decorazione per i giardini e possono essere usati anche in composizioni per l’abbellimento della casa.

Coltura, moltiplicazione e parassiti

Coma abbiamo detto l’olivello cresce su suoli poveri che ha la capacità di rendere più fertili. Si tratta quindi di una specie pioniera che colonizza le zone instabili dopo le alluvioni, i litorali sabbiosi e i pendii franosi. Preferisce assolutamente un’esposizione soleggiata, ma può vivere fino ad altitudini elevate, anche sopra ai 5000 m., come avviene in Asia. Le irrigazioni, se viviamo in una zona secca, devono comunque essere abbondanti. La moltiplicazione può essere effettuata facilmente tramite seme. Prima bisogna lavarlo e farlo seccare bene. In seguito deve essere messo in un terriccio leggero e tenuto a 5°C per tre mesi (come avverrebbe in natura). La moltiplicazione per talea riesce benissimo in acqua. L’ideale è prelevare rami semilegnosi, durante il mese di luglio. Le radici spuntano nel giro di una settimana. Bisogna poi trasferire il tutto in un substrato sabbioso e tenerlo in una zona riparata. Questa specie può essere preda di diversi fitofagi: coleotteri, grillotalpa e nottue: in particolare le loro larve attaccano le radici. Si possono controllare con prodotti specifici. Con insetticidi possono essere tenuti sotto controllo anche i parassiti che si nutrono di foglie. Le piantine giovano possono essere attaccate dal fusarium e dal Pythium, ma possono essere debellati e prevenuti con giuste cure colturali o eventualmente con anticrittogamici specifici.

Ricetta

Marmellata di fragole e olivello spinoso Ingredienti 400 g di fragole 200 ml di succo di bacche 500 gr di zucchero Preparazione La sera prima lavare, asciugare e tagliare finemente le fragole. Mescolarle con lo zucchero e il succo di bacche di olivello spinoso. Lasciare riposare tutta la notte in frigorifero. La mattina schiacciare le fragole e setacciare il tutto. Versare in una pentola e portare ad ebollizione (107°C) e tenervela per 3 minuti. Versare in barattoli di vetro sterilizzati e conservare in frigorifero.

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Domande frequenti

  • È necessario piantare sia un esemplare maschile che femminile per avere i frutti?
    Sì, l'olivello spinoso è una pianta dioica, il che significa che i fiori maschili e femminili si trovano su piante distinte. Per ottenere i frutti tipici arancioni, è indispensabile avere almeno un esemplare maschile vicino a quello femminile affinché avvenga l'impollinazione. Senza la pianta maschile, quella femminile produrrà solo fiori sterili e nessun frutto.
  • Quando maturano i frutti e quanto durano sulla pianta?
    I frutti iniziano a comparire verso settembre e richiedono circa 12 settimane dall'impollinazione per giungere a completa maturazione. Una volta maturi, sono molto persistenti: rimangono attaccati ai rami per tutto l'inverno, poiché gli uccelli tendono a ignorarli. Questo li rende disponibili per la raccolta anche nei mesi freddi, offrendo un ornamento invernale oltre che una risorsa alimentare.
  • Come si preparano i semi per la germinazione?
    La moltiplicazione da seme richiede una fase di stratificazione fredda per simulare l'inverno naturale. Dopo aver lavato e asciugato i semi, questi vanno inseriti in un terriccio leggero e mantenuti a circa 5°C per tre mesi. Questo processo rompe la dormienza del seme. Successivamente, il vaso può essere spostato in ambiente più caldo per favorire la germinazione in primavera.
  • Quali sono le principali proprietà benefiche dell'olio di olivello spinoso?
    L'olio estratto dalla polpa o dai semi è ricco di vitamina E, acidi grassi Omega 3, 6, 7 e 9. È noto per le sue proprietà cicatrizzanti, utile per bruciature e ustioni, e per la capacità di reidratare pelle e mucose. Inoltre, i frutti freschi contengono quantità elevatissime di vitamina C, superiori persino a quelle del kiwi, rendendo la pianta preziosa anche in ambito alimentare e farmaceutico.
  • L'olivello spinoso è adatto per terreni difficili o costieri?
    Assolutamente sì. È una pianta pioniera eccellente per consolidare terreni franosi, sabbiosi o poveri grazie alle sue radici che ospitano batteri fissatori di azoto. Tollera perfettamente il sale marino, sia nel suolo che nell'acqua di irrigazione, e resiste bene all'inquinamento urbano. Per questo motivo è ideale per stabilizzare le dune costiere o creare siepi difensive resilienti in ambienti ostili.

Scheda Tecnica

Hippophae rhamnoides

Nome scientificoHippophae rhamnoides
FamigliaElaeagnaceae
Tipo di piantaArbusto o piccolo albero deciduo, dioico
OrigineEuropa e Asia
EsposizionePieno sole
Temperatura minimaMolto rustico
TerrenoQualsiasi, anche sabbioso, salmastro o povero; preferisce drenato
IrrigazioneRegolare, abbondante in estate; tollera la siccità una volta adulto
FiorituraPrimavera (marzo-aprile), fiori piccoli giallo-verdastri
AltezzaDa 2 a 9 metri (media 3-4 metri)
ConcimazioneNon richiesta, fissa l'azoto autonomamente
PotaturaLeggera per mantenere la forma o rimuovere rami secchi/spinosi
MoltiplicazioneSeme (stratificazione fredda), talea semilegnosa, margotta, polloni
Malattie e parassitiGeneralmente sano; attenzione a coleotteri, grillotalpa, nottue (radici) e funghi come Fusarium/Pythium (piantine)
Difficoltà di coltivazioneFacile

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