Rafflesia

Perenni

Rafflesia

Particolare pianta perenne, che si sviluppa sulle radici di altre piante la rafflesia è una pianta della quale esistono diverse specie molto speciali per forme e struttura

di Redazione

08 febbraio 2016

Generalità

La Rafflesia è un genere che conta circa una ventina di piante parassite, diffuse in Asia centrale e meridionale. Si tratta di piante molto particolari, che vivono solo come parassiti su esemplari di tetrastigma, grandi rampicanti delle foreste pluviali. Sono completamente prive di fogliame, fusto e radici, ed affondano i loro austori direttamente nei tessuti della pianta ospite. La parte visibile della pianta è soltanto il fiore che è molto particolare sia nelle forme che nei colori; si tratta di un fiore di dimensioni variabili, dai 20 ai 100 cm di diametro, a seconda della specie; costituito da una zona sferica circondata da grandi petali rigidi; ha colore rosso o brunastro, la superficie è ricoperta da una sottile peluria, ed è umida e morbida; emettono un forte odore disgustoso, simile a quello della carne in putrefazione, che attira le mosche, che in questo caso fungono da insetti impollinatori. I fiori fecondati si richiudono a formare strane palle tondeggianti, morbide al tatto, di colore bruno o nero, al cui interno si trovano innumerevoli piccoli semi. A causa del disboscamento e dei cambiamenti climatici le piante di rafflesia stanno divenendo sempre più rare. La specie Rafflesia arnoldii è molto particolare e si differenzia fra le altre specie di questo genere in quanto presenta uno dei fiori più grandi del mondo, che raggiunge i 100 cm di diametro ed i 10 kg di peso. Il cattivissimo odore che emanano queste piante è valso il soprannome di pianta cadavere.

Metodi di coltivazione

Le rafflesie sono delle piante che non vengono coltivate, in quanto in genere i semi germinano solo dopo essere stati digeriti da particolari roditori presenti solo nelle foreste di origine della pianta e inoltre, solo particolari insetti possono trasmettere il polline dalla pianta maschile a quella femminile. La coltivazione ornamentale è praticamente inesistente anche per via dei lunghissimi tempi di questa pianta, che può impiegare diversi mesi per far maturare il proprio fiore, per poi vederlo sfiorire ed appassire in meno di una settimana. Prediligono temperature medie vicine ai 20°C e temono il freddo e gli sbalzi di temperatura. Non necessitano di nutrimento o di annaffiature, in quanto traggono il loro nutrimento dalla pianta che le ospita. A parte queste indicazioni sul modo in cui vivono e sulle condizioni climatiche necessarie al loro sviluppo, la coltivazione della Rafflesia è talmente rara e difficile che i consigli colturali si limitano a pochi accorgimenti, vista la scarsa esperienza che si ha con questa specie.

Parassiti e malattie

In genere queste piante non vengono attaccate da insetti o dagli animali, in quanto l’odore sgradevole che emanano li tiene lontani; visto che la pianta possiede solo fiori difficilmente viene attaccata da parassiti fungini, che non trovano grandi tessuti da attaccare. Nonostante questo la Rafflesia è una pianta molto delicata attualmente ad elevato rischio di estinzione a causa delle difficoltà che trova nel riprodursi e nell'adattarsi ai cambiamenti.

Principali varietà

Le varietà conosciute di Rafflesia sono diverse ma senza dubbio Rafflesia manilliana e Rafflesia arnoldii sono le più conosciute. La Rafflesia arnoldii ha un fiore che può avere anche 100 centimetri di diametro ed arrivare a pesare anche 10 chili, valori decisamente incredibili e da "guinnes dei primati" per un fiore.

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Domande frequenti

  • Perché la Rafflesia è considerata una pianta così speciale?
    La Rafflesia è unica perché è una pianta parassita completa: non possiede foglie, fusti né radici visibili, vivendo interamente sui tessuti della pianta ospite Tetrastigma. Il suo attributo più celebre è il fiore, che può raggiungere i 100 cm di diametro e 10 kg di peso, rendendolo uno dei fiori più grandi del mondo. Inoltre, emana un forte odore di carne marcia per attrarre mosche impollinatrici, guadagnandosi il nomignolo di 'pianta cadavere'. È endemica delle foreste pluviali asiatiche e minacciata dal disboscamento.
  • È possibile coltivare la Rafflesia in casa o in giardino?
    No, la coltivazione della Rafflesia è praticamente impossibile e inesistente a scopo ornamentale. I suoi semi richiedono processi complessi per germinare, spesso coinvolgendo la digestione da parte di roditori specifici delle foreste originarie. Inoltre, necessita di impollinazione da insetti specifici e di un ospite vegetale preciso (Tetrastigma). I tempi di crescita sono lunghissimi (mesi prima della fioritura) e il fiore dura meno di una settimana, rendendola inadatta alla coltivazione domestica o giardiniera.
  • Che tipo di cura richiede la Rafflesia?
    La Rafflesia non richiede cure tradizionali come irrigazioni, concimazioni o potature, poiché trae tutti i nutrienti e l'acqua direttamente dalla pianta ospite attraverso strutture chiamate austori. Tuttavia, è estremamente delicata e sensibile alle variazioni ambientali. Richiede un habitat specifico con temperature stabili intorno ai 20°C, elevata umidità e ombra profonda. Temisce il freddo e gli sbalzi termici. La sua sopravvivenza dipende principalmente dalla conservazione dell'ecosistema forestale originale piuttosto che da interventi colturali diretti.
  • Quali sono le specie più note di Rafflesia?
    Il genere comprende circa venti specie, ma le più famose sono la Rafflesia arnoldii e la Rafflesia manilliana. La Rafflesia arnoldii detiene il record per la grandezza del fiore, raggiungendo 100 cm di diametro e 10 kg di peso, classificandola tra i fiori più imponenti esistenti. Entrambe le specie condividono le caratteristiche di parassitismo obbligato e l'emissione di odori sgradevoli. Purtroppo, a causa della distruzione degli habitat naturali e dei cambiamenti climatici, molte specie di Rafflesia stanno diventando sempre più rare e vulnerabili.

Scheda Tecnica

Rafflesia spp.

Nome scientificoRafflesia spp.
FamigliaRafflesiaceae
Tipo di piantaParasita erbacea priva di foglie, fusto e radici visibili
OrigineForeste pluviali dell'Asia centrale e meridionale
EsposizioneOmbra profonda, ambiente umido e tropicale
Temperatura minimaTempe il freddo; predilige temperature medie vicine ai 20°C
TerrenoSi sviluppa sui tessuti radicali dell'ospite (Tetrastigma)
IrrigazioneNessuna necessaria; assorbe acqua e nutrienti dall'ospite
FiorituraMaturazione lenta (mesi); fioritura breve (< 7 giorni)
AltezzaVariabile, fino a 100 cm di diametro del fiore
ConcimazioneNon necessaria; nutrizione tramite parassitismo
PotaturaAssente
MoltiplicazioneSemi germinati dopo digestione da roditori specifici
Malattie e parassitiGeneralmente immune grazie all'odore repellente; a rischio estinzione
Difficoltà di coltivazioneEstremamente alta; quasi impossibile da coltivare in cattività

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